Ora è ufficiale: la Lega si è presa lo spazio. Il tassello mancante nel disegno del Carroccio è una cacciata eccellente, quella di Roberto Battiston dall’Agenzia spaziale italiana: stamattina è stato sollevato dall’incarico di presidente per decisione del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che guarda caso nel governo Conte è stato nominato in quota Lega. Ad annunciarlo è stato lo stesso Battiston con un tweet: “Oggi il ministro con mia sorpresa mi ha comunicato la revoca immediata dell’incarico. È il primo spoil system di Ente di Ricerca“. Ed è tutto leghista. Per averne conferma, basti vedere la reazione a caldo del viceministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti (M5s): “Ho appreso anche io questa notizia dai social network stamattina – ha detto – Non sarebbe male se decisioni che attengono allo sviluppo ed alla leadership del sistema di ricerca in Italia si condividessero anche con il vice ministro, visto che si è occupato di ricerca scientifica per anni”.

Di più. Alle agenzie di stampa, figure di vertice del Movimento hanno parlato di allontanamento “non concordato”, annunciando “conseguenze” per la decisione unilaterale di Bussetti. La questione Asi, inoltre, sarà affrontata anche nell’incontro di stasera tra i ministri, i capigruppo M5S e il vicepremier Luigi Di Maio, che le stesse voci interne al M5s descrivono come furente per la questione aerospazio perché all’oscuro della decisione del Carroccio. “La ricerca non è terreno di scorribande” hanno continuato con l’Adnkronos alti esponenti M5S, che hanno spostato subito il mirino sulla successione di Battiston, che “deve essere condivisa e al di sopra delle parti”. Tanto condivisa che mentre il M5s parlava, al Miur avevano già il nome del sostituto, che salvo colpi di scena sarà il generale Pasquale Preziosa. Tradotto: un militare alla guida di un ente civile come l’Asi. Con il Movimento 5 stelle che sullo spazio non ha toccato palla. Almeno per ora.

COSA C’È DIETRO LA CACCIATA DI BATTISTON
L’ormai ex presidente dell’Asi ha usato poche parole per dire una grande verità e una bugia ancor più evidente. L’ormai ex presidente Asi ha ragione quando parla di spoil system, ma al tempo stesso sapeva bene che il suo incarico era appeso a un filo sottilissimo. Lo aveva scoperto – questa sì una sorpresa – quando a settembre non era stato invitato a partecipare alla prima riunione del neonato Comitato interministeriale per le politiche dell’aerospazio, presieduto dal leghista Giancarlo Giorgetti, a cui il premier Conte ha affidato la delega per lo spazio e poteri enormi nel settore. Sin da subito la strategia del sottosegretario alla presidenza del Consiglio è stata chiara perché nessuno all’interno dell’esecutivo sopportava più la presenza di Battiston su una poltrona così pesante come quella dell’Asi. Qui Battiston sarebbe dovuto rimanere fino al 2022 a causa della riconferma decisa dal Governo Gentiloni a maggio 2018, cioè dopo due mesi dalle elezioni che hanno sancito la vittoria di M5s e Lega. Nomina fuori tempo massimo?

PER IL MIUR LA NOMINA DELLA FEDELI ERA IRREGOLARE
Per il Miur non ci sono dubbi. Fonti interne al ministero hanno fatto filtrare che il cambio al vertice è stato deciso dopo un’attenta verifica sull’attività svolta dall’Asi negli ultimi mesi e in attuazione delle vigenti norme di legge. Nella fattispecie, gli uomini di Bussetti hanno fatto notare che la nomina di Battiston era stata firmata dal ministro Fedeli lo scorso 7 maggio, con un governo che aveva perso la fiducia degli italiani alle elezioni del 4 marzo e agiva in ordinaria amministrazione. Quindi non poteva procedere a rinnovare l’incarico in questione. Che, tra l’altro, sempre secondo fonti Miur, non è mai stato sottoposto al parere preventivo e obbligatorio del Comitato Interministeriale di Giorgetti, istituito con la legge 7 del 2018 proprio dal Governo Gentiloni. Quest’ultimo, quindi, ha istituito il comitato con il compito di creare una regia politica per il settore spaziale, salvo poi non considerarlo quando si è trattato di scegliere il capo dell’Agenzia spaziale italiana. Un controsenso a tutti gli effetti e che ora ha fornito l’assist che serviva alla Lega per defenestrare Battiston. Altro capitolo messo sotto i riflettori dal ministero, inoltre, è quello dei compensi percepiti dai vertici di Asi e di altri Enti pubblici di ricerca: il riferimento è all’interrogazione parlamentare presentata dal Movimento 5 Stelle proprio sullo stipendio di Battiston. Che, come si evince dal suo tweet, non l’ha presa bene. Ha parlato di “primo spoil system in un ente di ricerca” e, stando a quanto risulta a ilfattoquotidiano.it, ha pienamente ragione. L’ormai ex presidente Asi nelle prossime ore potrebbe presentare ricorso d’urgenza al Tar, che a questo punto sospenderebbe la revoca odierna senza entrare nel merito e prendersi il tempo necessario per decidere. Così facendo, al massimo vertice dell’Agenzia ci sarebbe di fatto un interregno governato da nessuno.

IL FUTURO DELL’ASI: IL GENERALE PASQUALE PREZIOSA VERSO LA PRESIDENZA
Salvo colpi di scena, tuttavia, per sostituire Battiston i giochi sono già praticamente chiusi. Il ministro Bussetti, infatti, sarebbe orientato a nominare presidente dell’Asi il generale Pasquale Preziosa. Classe ’53, nativo di Bisceglie, Preziosa è stato capo di stato maggiore dell’aeronautica militare fino al 2016. Una personalità di alto profilo, insomma, slegato da logiche di partito. Essendo pensionato, il generale non percepirà compensi per l’incarico. “Nomina pensata nell’interesse dell’Ente, fiore all’occhiello del Paese, e del suo futuro” hanno fatto sapere dal Miur, secondo cui Preziosa, che è anche docente di diritto aerospaziale, “rappresenta una garanzia, è un uomo delle istituzioni”. Confermata, quindi, l’indiscrezione secondo cui il successore di Battiston non sarebbe stato un politico, bensì una figura tecnica o militare. Non è dato sapere al momento se il M5s abbia avuto potere in questa scelta. Di certo è stato sempre il Carroccio ad aver dato le carte. Prima del generale Preziosa, nel pomeriggio era circolato il nome dell’astrofisico Piero Benvenuti, già consigliere d’amministrazione dell’Asi sotto la presidenza di Enrico Saggese. C’è chi invece aveva parlato di Pierluigi Pirrelli (ex Avio, attuale direttore generale del Cira, il Centro italiano ricerche aerospaziali) in pole qualora si fosse deciso di commissariare l’Agenzia. Quest’ultima ipotesi, però, non aveva trovato conferme, con la Lega ad assicurare che la strada seguita sarebbe stata quella della nomina di presidente e cda dell’Asi nel minor tempo possibile, al massimo due settimane. Così sarà: il nome del successore di Battiston già c’è, ora bisogna attendere il completamento dell’iter propedeutico alla nomina. In tal senso c’è un particolare non di poco conto per capire i tempi tecnici della ratifica: al Miur deve arrivare il parere non vincolante del Comitato interministeriale presieduto da Giorgetti, ma la riunione dell’organismo non è stata ancora convocata.

COME NASCE LA DEFENESTRAZIONE DI BATTISTON
In attesa che l’iter per la nomina di Preziosa faccia il suo corso, resta ciò che è successo in tema di aerospazio dalla formazione del governo ad oggi.Una volta ricevuta la delega dal premier Conte, Giorgetti ha congelato tutte le proposte di nomine per il cda di Asi, tra cui quella dell’astronauta Maurizio Cheli messa sul campo da Luigi Di Maio. Senza cda – è stato il ragionamento del potente esponente leghista a sentire alcuni esperti di aerospazio – il presidente Battiston è di fatto inattivo e, quindi, ininfluente. Nel frattempo, la Lega ha lavorato per trovare il grimaldello in grado di far saltare la riconferma firmata dall’ex ministro Valeria Fedeli. Nei giorni scorsi la svolta, con la scoperta dell’errore formale compiuto dal vecchio governo a segnare la fine di Battiston. Oggi l’accelerazione: tempo di verificare qualche passaggio ed è arrivata la cacciata del presidente Asi, con le opposizioni (Pd in primis) a gridare allo scandalo e all’accaparramento sistematico delle poltrone che contano a discapito della competenza.

IL RUOLO DI STEFANO GUALANDRIS NEL CAMBIO AL VERTICE DELL’ASI
Da quanto risulta a ilfattoquotidiano.it, un ruolo importante nella defenestrazione di Battiston è stato ricoperto da Stefano Gualandris. Nominato a settembre consigliere tecnico-giuridico da Giorgetti per le politiche dell’aerospazio, l’imprenditore in potenziale conflitto di interesse (da lui stesso confermato al Fatto.it) nei tavoli che contano non ha mai espresso apprezzamento (eufemismo) nei confronti dell’operato del presidente Asi. Non solo. In un recente incontro europeo sull’aerospazio, il 40enne (varesino come Bussetti e Giorgetti) avrebbe anche preannunciato il siluramento del numero uno dell’Agenzia, come raccontato al Fatto da alcune persone presenti al momento dell’annuncio. Una ricostruzione totalmente smentita da fonti interne alla Lega di Salvini, che assicurano come il ruolo di Gualandris sia molto meno pesante di quello che si dice nel settore.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL PD SUL CONFLITTO D’INTERESSE DI GUALANDRIS
Sull’opportunità della nomina di Gualandris da parte di Giorgetti e sul presunto conflitto di interesse, il 5 novembre il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare con primo firmatario il deputato Alberto Pagani. Prendendo spunto dall’articolo del Fatto che dava notizia della nomina, l’atto è rivolto al premier Conte e al ministro della Difesa Trenta e si concentra sull’articolo 6-bis della legge 241 del 1990. Secondo questa norma, “il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti procedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale“. La norma – si legge ancora nell’atto parlamentare dem – va letta in maniera coordinata con la disposizione inserita nel decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 2013, numero 62 (codice di comportamento dei dipendenti pubblici), il cui articolo 7 prevede, infatti, “che il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad altre attività che possano coinvolgere interessi, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado”.