Un teatro che non è solo spettacolo, ma un’occasione per promuovere l’impegno sociale. L’associazione Teatro bello nasce a Milano per rappresentare il “fermento drammaturgico” assente dai cartelloni tradizionali e nel frattempo dare voce alle tante onlus, “anche poco conosciute, che fanno un egregio lavoro nel campo della solidarietà“. “Il Teatro bello – spiegano gli organizzatori – vuole utilizzare l’aggregazione creata dal teatro per promuovere queste realtà, e fare da volano, facendo conoscere la grande importanza del loro lavoro”.

Un obiettivo da raggiungere in vari modi: prima di tutto, i protagonisti sono invitati ad associare il proprio spettacolo a nomi di organizzazioni benefiche (con le quali, spesso, già collaborano). Inoltre, le onlus potranno illustrare la propria attività sul palcoscenico prima della rappresentazione, e disporranno di uno spazio in cui allestire banchetti per raccolte fondi. Nel primo cartellone di Teatro bello ci sono Max Pisu con il suo “One man show”, la iena Andrea Agresti in uno spettacolo comico-musicale e Andrea Viganò con il proprio alter ego “Pistillo”.

Il progetto parte con uno spettacolo al mese, ma l’obiettivo è arrivare a proporre delle vere stagioni teatrali, “ricche di soprese, prime nazionali e testi inediti”. Primo appuntamento con Kolossal (ho visto la luce all’improvviso). Per quest’anno, il Teatro bello è ospite del Teatro Alfredo Chiesa, in via San Cristoforo, sul Naviglio Grande a Milano. Il prezzo del biglietto è di 15 euro (10 con prenotazione). Tutte le informazioni sulla pagina Facebook dell’associazione.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

‘In viaggio con i maestri’ ci ricorda che ognuno ha il proprio punto di riferimento

prev
Articolo Successivo

Ricomincio dai Libri, cosa si può migliorare nella fiera di Napoli tra le più interessanti d’Italia

next