“Ripulire l’Alto Adige”. Scritto anche in tedesco: “Südtirol reinigen”. In mezzo il simbolo della tartaruga frecciata, sopra la foto della giunta provinciale, sotto quella di un gruppo di africani non meglio identificabili. È il manifesto elettorale stampato e distribuito in tutta l’Alto Adige da Casapound, in vista delle elezioni del prossimo 21 ottobre, che ora è al centro dell’istruttoria aperta dal procuratore capo di Bolzano, Giancarlo Bramante. Il magistrato dovrà valutare se sussiste l’ipotesi di incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, il reato previsto dalla legge Mancino.

Arno Kompatscher

La procura ha annunciato infatti di aver dato seguito all’esposto presentato mercoledì dal presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher. Il governatore della Südtiroler Volkspartei ha attaccato il manifesto in un video, spiegando che ”non può esserci una campagna elettorale fatta sulle spalle dei più deboli”. “Cose del genere – ha aggiunto – nella nostra società non possono trovare spazio”.

Il manifesto finito sotto la lente dei pm

“Stiamo dando seguito all’esposto del presidente della Provincia con un fascicolo per atti relativi”, ha poi annunciato il procuratore Bramante al Corriere dell’Alto Adige. “Faremo indagini per valutare la sussistenza delle ipotesi di reato e valutare se si tratti di discriminazione e istigazione all’odio razziale o di semplice manifestazione del pensiero politico, per quanto discutibile”, ha aggiunto il magistrato. “Dobbiamo quindi valutare con attenzione – ha concluso – la grafica del manifesto, il contesto in cui è stato elaborato e le finalità”.

Intanto a rispondere a Kompatscher è stato Andrea Bonazza, coordinatore regionale di Casapound: “Ripulire l’Alto Adige – ha spiegato in un post su Facebook – significa che siamo stufi di una politica che sfrutta il business dell’immigrazione, mettendo a rischio la sicurezza delle nostre città”. “In questa tornata elettorale, la Volkspartei, oltre a perdere migliaia di voti, dovrà preoccuparsi anche di trovare in consiglio provinciale chi non accetterà i suoi diktat e sarà pronto a smascherare ogni sotterfugio, perché Casapound continuerà a dare battaglia dando una bella ripulita in quelle aule”, ha scritto ancora Bonazza.

I neofascisti si presentano alle elezioni provinciali forti dei tre seggi in consiglio comunale a Bolzano. Alle urne del 21 ottobre la possibilità di conquistare un posto anche in Provincia è remota, ma non impossibile. Bonazza è ovviamente in lista, anche se dal 2015 occupa proprio una delle sedie da consigliere bolzanino.

Durante la sua attività politica si è fatto notare per essersi presentato in aula indossando una felpa con i simboli della Charlemagne, il nome reggimento dei volontari francesi delle Waffen-SS che durante la Seconda guerra mondiale si arruolarono al fianco dei tedeschi. Bonazza, nel 2014, è stato anche condannato per il saluto romano a una manifestazione in ricordo delle vittime delle foibe. Un anno più tardi disse in radio di essere fascista e che l’unico omicidio del regime fu quello di Giacomo Matteotti, mentre gli assassini di altri oppositori sono “stronzate”.