Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che invita gli Stati membri a mettere al bando i gruppi neofascisti e neonazisti, citando anche Casapound. L’atto dell’assemblea di Bruxelles, che non ha valore vincolante, è stato approvato con 355 voti favorevoli, 90 contrari e 39 astensioni.

Nel testo si ricordano gli omicidi e le violenze compiute dai militanti di estrema destra negli Stati dell’Unione: l’attacco all’isola di Utoya, dove a luglio 2011 il neonazista Anders Breivik uccise 77 persone; l’assassinio dell’eurodeputata britannica Jo Cox nel 2016; nonché gli spari a sei migranti africani da parte di Luca Traini nel febbraio scorso a Macerata. E anche l’aggressione al corteo antifascista avvenuta a settembre a Bari ad opera – secondo gli investigatori – proprio di Casapound, in cui rimasero feriti l’europarlamentare Eleonora Forenza e altri due militanti di sinistra.

Il documento sostiene che l’impunità di cui godono in molte parti d’Europa le organizzazioni neofasciste è una delle ragioni che spiega l’aumento degli episodi d’intolleranza. Sono inoltre necessarie – si legge – misure per contrastare la diffusione del razzismo, del fascismo e della xenofobia su Internet, da attuare in collaborazione con le aziende di social media.

Il Parlamento esprime preoccupazione per gli episodi di collusione, dimostrata in alcuni Stati membri, tra i politici e le forze dell’ordine da una parte e i leader dei gruppi neofascisti dall’altra: chiede quindi agli Stati di condannare e sanzionare esplicitamente i crimini basati sull’odio razziale, i discorsi xenofobi e la ricerca di capri espiatori da parte dei rappresentanti politici, in quanto suscettibili di fomentare odio e violenza. I vari Paesi, infine, dovrebbero istituire “programmi di uscita” per aiutare i singoli individui a lasciare i gruppi neofascisti e neonazisti.

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