Viene ridotta la rete Sprar, il sistema dell’accoglienza diffusa gestito dai Comuni, mentre resta intatto quello emergenziale basato sui Centri di accoglienza straordinaria. E’ uno dei punti contenuti nel decreto immigrazione allo studio del governo che, secondo quanto trapelato nelle ultime ore, potrebbe essere unificato a quello sulla sicurezza.

“Incontro utile, positivo, raccoglieremo alcune proposte e andiamo avanti spediti con i decreti sicurezza e immigrazione che saranno approvati lunedì in Consiglio dei ministri con il presidente Conte e Di Maio”, ha detto oggi il vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini sulla riunione di governo di questa mattina a Palazzo Chigi. Anche se il testo era inizialmente atteso per Ferragosto. La novità di giornata è che i due dl sono in queste ore oggetto di uno studio per accogliere alcuni rilievi tecnici ma non di sostanza, compresa l’ipotesi di unificare i due testi in uno solo purché i contenuti restino invariati. La decisione è finalizzata “alla semplificazione dell’esame parlamentare delle norme. I testi hanno subìto delle limature: l’obiettivo è rispondere pienamente ai requisiti di necessità e urgenza”.

Il testo prevede un ampliamento dei reati che portano alla revoca del permesso di rifugiato (si va dalla violenza sessuale alla rapina, dallaviolenza a pubblico ufficiale al traffico di droga), cancella la protezione umanitaria (che era diventata la principale misura concessa ai richiedenti), circoscrivendo alcuni permessi speciali: per gravi condizioni di salute, calamità naturali nel Paese di provenienza, valore civile. La protezione è inoltre revocata in caso di rientro nel Paese di origine. E viene escluso il gratuito patrocinio nei casi in cui il ricorso contro il diniego della protezione è dichiarato improcedibile o inammissibile.

Il decreto riserva inoltre esclusivamente ai titolari di protezione internazionale nonché ai minori stranieri non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale. I richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati (i Cara). Per facilitare le espulsioni dei migranti irregolari ci sarà poi il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per i rimpatri: da 3 a 6 mesi. Nonché procedure più veloci per costruire nuovi Centri: “Ne serve almeno uno per regione e contiamo di raddoppiare la capienza”, l’idea di Salvini. Il testo indica che in attesa del procedimento di convalida dell’espulsione, il migrante possa essere ospitato non solo nei Cpr, ma anche in locali nella disponibilità delle questure. Prevista infine la revoca della cittadinanza italiana per reati con finalità di terrorismo ed il raddoppio dei tempi (da 2 a 4 anni) della concessione della cittadinanza per matrimonio e per residenza.

L’ultima versione del provvedimento prevede un ridimensionamento dello Sprar, il sistema di accoglienza che ricade sotto la gestione dei Comuni. “Il Consiglio dei Ministri rinvii l’approvazione del decreto sull’immigrazione. E’ necessario un confronto con gli enti locali”, è l’appello lanciato giovedì da Irma Melini, presidente della Commissione Immigrazione dell’Associazione nazionale comuni italiani, all’indomani della riunione sullo schema di decreto predisposto dal Viminale, che modifica il sistema dell’accoglienza. “Durante la riunione della Commissione – sottolinea Melini – è emersa da parte dei Comuni, dai più piccoli ai più grandi, unanime preoccupazione per le conseguenze che l’approvazione dello schema di decreto legge comporterebbe”.

In particolare Melini ricorda “le modifiche al sistema di accoglienza che tenderebbero a ridimensionare la rete Sprar, fin quasi all’irrilevanza, a favore del sistema dei grandi centri come i Cara, provocando così un dirompente impatto sui territori, e rendendo difficile per gli amministratori locali riuscire a tutelare i propri cittadini”. Inoltre, secondo Melini, “si sottrae ai sindaci la governance, e conseguentemente il controllo, del fenomeno nelle proprie città; sui primi cittadini ricadrebbe solo la gestione delle negatività che questo modello inevitabilmente comporterà sui servizi sociali e sulla sicurezza nei Comuni. Tutti aspetti che – conclude l’esponente Anci – grazie allo Spar non erano un carico per i territori”.