Ondata di ottimismo da Lega e Movimento 5 Stelle, al termine del primo round di vertici governativi in vista dell’aggiornamento del Documento di economia e finanza. I gialloverdi lasciano infatti trapelare piccole e grandi vittorie sui temi più cari al loro elettorato, ma il ministro del Tesoro invita alla prudenza e da qui a venerdì 28 settembre, giorno del varo del Def, le cose potranno cambiare ancora molto. In ogni caso l’importante, secondo Giovanni Tria, è decidere “insieme” cosa fare delle risorse. Perché questo elemento farà la differenza nel giudizio dell’Ue e dei mercati.

Intanto però i politici giocano le proprie carte, soffiando sul fuoco delle ambizioni degli avversari. E così il Carroccio fa circolare l’indiscrezione non confermata e non confermabile, per ora, di avere ottenuto l’inserimento in manovra della cosiddetta quota cento con la soglia davvero ardua di 62 anni di età e 38 di contributi versati. Ma pure di un pacchetto fiscale che avrebbe avuto l’ok di Conte che include una super Ires al 15% per gli utili reinvestiti in azienda, che porterebbe alle imprese “quasi 1 miliardo”. Il sottosegretario leghista al ministero dell’Economia Bitonci ipotizza poi la riduzione “almeno dell’80 per cento” della tassazione sulle sigarette elettroniche. Mentre un piano “snello di ammodernamento delle opere pubbliche da affiancare all’apertura di cantieri più impegnativi” potrebbe essere una carta da giocare anche in Ue per ottenere più flessibilità.

Dal canto suo il M5S insiste sui 10 miliardi per il reddito di cittadinanza, cioè 780 euro per ciascuno di tutti gli aventi diritto. Anche se questo volesse dire rivedere il rapporto deficit/Pil fino a spingersi al 2,4% se necessario. E se la tensione con Tria è ancora alta, i Pentastellati assicurano che l’intesa sarebbe a un passo. Per realizzare la misura un risparmio di spesa, riferisce l’AdnKronos, dovrebbe arrivare dai centri d’impiego: qualche centinaio di milioni di euro verranno reperiti direttamente dall’Agenzia nazionale politiche attive lavoro (Anpal), ma il restante miliardo e mezzo necessario per i Cpi rientrerebbe nella spesa complessiva prevista per la misura.
Sempre secondo fonti M5S, per la cosiddetta flat tax la strada sarebbe più in salita: due miliardi i fondi attualmente disponibili per realizzare la misura fiscale.

Lunedì o martedì ci sarà un nuovo vertice: ora si intensificheranno il lavoro dei tecnici e i contatti con l’Europa. E alla fine, dicono dalle parti di Palazzo Chigi, si potrebbe fissare l’asticella del deficit/Pil alla soglia psicologica dell’1,9%. Dal Tesoro però invitano alla prudenza. Si lavora tutti “insieme”, ma le somme si tireranno solo venerdì prossimo: al momento ogni tassello ancora è in discussione. E se i leghisti frenano su un tema come le pensioni di cittadinanza, il M5s esprime dubbi sugli spazi per la flat tax.

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