Mi scusi ma sono alle prese con il trasloco tra i vari scatoloni“, inizia così la lunga chiacchierata con Antonella Clerici mentre si giustifica per i pochi minuti di ritardo. Sorride e racconta la fase del cambiamento, l’ennesimo per la ragazza partita da Legnano e che in trent’anni di carriera ha condotto quasi sessanta programmi. Lascia il porto sicuro, cambia città e si prepara per una nuova sfida.

Il 27 ottobre, dopo più di trent’anni, riporta in tv Portobello. Dobbiamo aspettarci una versione copia-incolla o un programma 2.0?
“Copia e incolla no, il rispetto della tradizione sì anche con qualcosa 2.0. Portobello non ha bisogno di nuove rubriche, quelle presenti hanno fatto la storia della televisione ispirando tantissimi programmi in onda ancora oggi. Cercheremo di riproporre un marchio storico in chiave più moderna.”

Ha incontrato la famiglia di Enzo Tortora?
“Ho parlato con le figlie, una chiacchierata che non dimenticherò mai. E’ stato bello incontrarle e sentire la fiducia che hanno riposto in me.”

Fabio Fazio ha riproposto il Rischiatutto, Conti ha realizzato una nuova Corrida. Entrambi sono finiti nel mirino della critica, è spaventata?
“Mi viene da dire pazienza, nel senso che chi fa questo lavoro si espone sempre alle critiche. Paragonarmi a Tortora non avrebbe nessun senso. E’ morto a soli 60 anni, uomo di grande cultura e aveva una conduzione moderna e di ritmo. Io sono una donna e proverò a portare il mio stile, aggiungo che ho una aggravante.”

Quale?
“Portobello è la prima volta che torna in onda, è stato saccheggiato da altri programmi ma non ha mai avuto una nuova edizione. Non ho nemmeno l’intermezzo con altri conduttori ma penso anche uno debba prendersi dei rischi altrimenti sarebbe troppo facile.”

Portobello incollava allo schermo 28 milioni di telespettatori, numeri che oggi non si ottengono nemmeno sommando tutte le reti. Occuperà il sabato sera sfidando Maria De Filippi.
“Ormai da sempre (ride, ndr). Ci sta anche andare in giorni importanti come il sabato sera anche se Portobello era il mercatino del venerdì, ho chiesto a Carlo: ‘Non è che me lo presti?’.  E’ chiaro però che quello è il suo giorno. Maria è fortissima ed è bravissima, ci siamo sempre scontrate. Spero di fare un buon prodotto, magari non riuscirò a vincere ma spero di fare bella figura. Non mi tiro indietro nelle sfide, ci provo.”

Molte centraliniste del programma sono diventate famose: Federica Panicucci, Paola Ferrari, Eleonora Brigliadori, Gabriella Carlucci e tante altre. Rivedremo alcune di queste nel corso delle puntate?
“Si, mi piacerebbe per omaggiare non tanto me ma il programma che le ha lanciate.”

A coordinare il centralone sarà Carlotta Mantovan, vedova di Fabrizio Frzzi, nel ruolo che fu di Renée Longarini. Com’è nata l’idea?
“Non c’è ancora il contratto firmato ma devo dire che con Carlo (Conti, ndr) ci siamo parlati molto e abbiamo pensato di coinvolgerla in qualcosa di nostro. Al di là però dell’affetto io la troverei perfetta per il ruolo perché è bella ed elegante, una che non arriva dal niente avendo già fatto televisione come giornalista a SkyTg24. Mi ricordo la figura della Longarini che era alta, bella e con un certo stile. Penso Carlotta sia la persona giusta.”

Prima della scomparsa di Frizzi si era parlato di una nuova edizione de I Migliori Anni con una conduzione a tre, l’avete messa in soffitta o pensate di farla per omaggiare un amico?
“Adesso è dura, io e Carlo ce lo siamo detti magari più in là, ora sarebbe troppo presto. Era un’idea nata per noi tre, adesso la vivrei come una forzatura.”

Torniamo a Portobello e alla sue storiche rubriche. “Dove sei?”,  c’è una persona che vorrebbe incontrare dopo tanti anni?
“Penso a persone che non ci sono più. Mi piacerebbe incontrare mia mamma che non ha visto la mia carriera per chiederle cosa pensa di me oggi. Mi piacerebbe incontrare Enzo Tortora per capire dai suoi racconti quanto la vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto ha influito sulla sua malattia. E avrei voglia di parlare con Fabrizio Frizzi per rivolgergli domande che non ho avuto il tempo di fare.”

Ci sarà uno spazio dedicato alle invenzioni, c’è un programma che avrebbe voluto ideare lei?
“Sono stata fortunata perché ho fatto programmi molto diversi. Una trasmissione che mi piaceva molto era Meteore, quando mi capitava di guardarlo pensavo che avrei potuto farlo bene. Si giocava tutto sulla memoria e la curiosità.”

Nel mercatino di Portobello si acquista e si vende, cosa le piacerebbe avere che non ha?
“Devo dirle che ho tante cose anche quelle superflue, non avrei mai pensato di arrivare dove sono arrivata. Non sono fanatica negli acquisti, sono attenta al valore delle cose. Non amo molto la moda, le macchine costose. Ho praticamente tutto, ringrazio e sono contenta così.”

Se le dico Fiori d’Arancio?
“Quella rubrica era veramente importante per trovare l’anima gemella, ora la tv su questo campo è stata superata dai social e dalle chat. Cercheremo persone ‘pure’ e genuine, non chi ha solo voglia di farsi vedere.”

Lunedì ha preso il via la nuova Prova del Cuoco, ha visto il debutto di Elisa Isoardi?
“Ho portato Maelle a scuola e ne ho visto solo un pezzo ma devo dire che mi ha fatto un certo effetto.”

E’ molto diversa dalla sua Prova del Cuoco.
“E’ diversa ma forse è anche doveroso. Ho parlato con Elisa varie volte e le ho sempre detto che lei doveva fare la sua Prova del Cuoco perché ora è lei la titolare. Serve tempo, prima di dare un giudizio bisognerà aspettare qualche settimana.”

Ha paura di pentirsi di questa scelta tra qualche tempo?
“No, perché l’ho maturata tanto. Erano almeno un paio d’anni che volevo rallentare. Dopo un po’ devi cambiare e non diventare la tappezzeria di quello che fai. Lo so che è rischioso, La Prova del Cuoco era il mio paracadute. Con l’età non riuscivo a fare tutto e avevo voglia di dedicare più tempo al mio compagno e alla mia bambina. Ci ho riflettuto bene e auguro lunga vita alla Prova del Cuoco.”

Negli ultimi anni ha accettato alcune sfide con troppa facilità?
“Assolutamente sì, dopo il successo a Sanremo nel 2010 mi offrivano qualsiasi programma. Lì ho peccato di generosità, l’ho fatto anche perché mi sembrava giusto restituire parte di quello che avevo avuto. Mi è capitato dire di sì a progetti che si sono rivelati troppo frettolosi, avrei dovuto pensarci di più. Non sono però pentita, sono forse la conduttrice con più titoli in assoluto e quando ti misuri con molte cose, anche diverse tra loro, ci sta che ti vadano bene o male. Se tornassi indietro rifarei le stesse cose ma tutelandomi di più, magari dal punto di vista autorale e chiedendo più risorse.”

E’ vero che questa estate è stata corteggiata dal gruppo Discovery?
“E’ vero, c’è stato un incontro ma non era pronta a lasciare la tv generalista. Io sono un po’ come Totti, scelgo sempre la stessa maglia. Riesco a cambiare tutto ma con la Rai non riesco, quasi come fosse una malattia. Con i difetti, con la rabbia che posso provare in alcuni momenti ma per me la televisione è la Rai.”

Tornerà Sanremo Young dopo il successo della prima edizione, il programma potrebbe avere una collaborazione maggiore con il Festival con il vincitore magari tra i giovani?
“Torneremo il venerdì dopo Sanremo, le dico che è una cosa a cui pensiamo da tempo. Sarebbe bellissimo se il vincitore di Sanremo Young partecipasse magari a Sanremo Giovani. Ci stiamo lavorando con Gianmarco Mazzi e sarebbe interessante creare una sinergia tra i tre eventi, tante volte le cose più semplici sono quelle che richiedono più tempo.”
A proposito del Festival, lei con chi lo rifarebbe?
“Da sola basta, anche perché non fu una scelta semplicemente nessuno voleva farlo con me nel 2010 (ride, ndr). Mi piacerebbe farlo con Laura Pausini nel binomio conduttrice-cantante anche se lei ultimamente ha già fatto uno show in coppia con la bravissima Paola Cortellesi. Dovrei trovare un’idea forte e sorprendente altrimenti avendolo già fatto da sola e con Bonolis non avrebbe senso ripetersi.”
In primavera dovrebbe arrivare in prime time un programma legato al piccolo schermo, sarà una sorta di Tutti pazzi per la tele?
“Ci stiamo lavorando, mi piacerebbe creare un programma di amarcord legato alla televisione. Per raccontarla però non si può prescindere dal costume. Tutti pazzi per la tele sarebbe troppo legato solo ad un aspetto invece è necessario allargare il racconto. Devo trovare, e ancora non l’ho trovata, una chiave moderna.”

Lavora in tv da tanti anni, le sarà capitato di ricevere avances sgradite. Nell’ultimo periodo si parla molto delle molestie sessuali nel mondo dello spettacolo.
“Forse erano altri tempi ma ‘O me la dai o non ti faccio lavorare’ a me non è mai capitato. Mi pongo sempre in maniera molto professionale mettendo le giuste distanze e non mi presento mai a incontri di lavoro in sedi diciamo inadatte. Quando qualcuno fa un complimento fuori luogo o una allusione faccio finta di non capire, faccio la finta tonta e riporto il tutto sui binari giusti. In questo modo li spiazzi. Giovane, carina e formosa lo sono stata anch’io.”

Nella Rai1 di oggi, forse più in generale anche sulle altre reti, i volti “caldi” sono quasi del tutto assenti. Chi è la nuova Clerici?
“Secondo me non c’è ancora ma confido che ci sarà. Bisogna avere il coraggio di sperimentare volti fuori dall’ordinario, oggi la conduzione caciarona è diventata quasi demodè. Il valore di un conduttore lo capisci con la diretta e in piedi. Della mia generazione ce ne sono alcune tra le nuove leve non ne vedo ma arriverà. Bisogna studiare, studiare, studiare.”