Una petizione chiede a gran voce la messa in onda di Tutto il mondo è paese, il film-movie con Beppe Fiorello nei panni di protagonista già registrato, montato e pronto per essere messo all’interno del palinsesto di Rai 1, dove era previsto per febbraio scorso. La storia è liberamente ispirata al famoso “modello di accoglienza” di Riace, la cittadina nota per i suoi Bronzi e per il modello di integrazione che ha fatto il giro del mondo come esempio. Qui l’emergenza sbarchi è stata trasformata in una risorsa: i migranti sono ospitati nelle case lasciate vuote dalle famiglie del luogo, salvando il territorio da un inesorabile declino per spopolamento.

Tutto il mondo è paese, però, al momento è stato messo in stand-by, principalmente per motivi politici. Il film diretto da Giulio Manfredonia e prodotto da Rai Fiction, infatti, metteva al centro della scena la figura del sindaco Mimmo Lucano, che però negli ultimi mesi è stato al centro di una inchiesta da parte della Prefettura di Reggio Calabria per abuso d’ufficio, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Ad aver bloccato al messa in onda è stato proprio l’attuale scenario politico italiano, che trova nel fenomeno migratorio uno dei punti più difficili del nuovo Governo. Uno dei politici ad aver fatto più pressione sul blocco del film è stato Maurizio Gasparri: “Le fiction fanno di fatto informazione, orientano le opinioni degli italiani e forse sarebbe meglio far passare un po’ di tempo dalle vicende reali alle celebrazioni televisive, per evitare di lodare chi non lo merita. Bloccare la fiction è doveroso”, la sua opinione. Beppe Fiorello si augura invece che presto la storia venga messa in onda: “Molti mi chiedono se e quando andrà in onda: rispondo che certamente andrà in onda ma non abbiamo ancora una data certa. Abbiate pazienza e la prossima stagione vedrete una storia unica e futurista, la storia di un italiano eccellente amato dal mondo e dimenticato dal suo paese, l’italia”, ha scritto qualche mese fa.

Ora le polemiche si sono riaccese proprio a causa di una petizione online che conta già più di 850 iscrizioni: “Dal momento che quel programma avrebbe veicolato elementi di Civiltà di cui si avverte gran bisogno, e dal momento che è buona norma considerare, per definizione, l’arte autonoma da qualsivoglia interferenza politica, si richiede la messa in onda di quella fiction dalla quale soprattutto le generazioni più giovani potrebbero ricavare spunti di riflessione e di analisi utili a superare tanti luoghi comuni sull’argomento immigrazione”, chiedono i telespettatori.