A difendere la grande opera di ampliamento dell’aeroporto di Firenze sono rimasti solo il sindaco di Firenze Dario Nardella e il Pd della sua città. Nella Piana intorno alla città su cui dovrebbe nascere la nuova pista dello scalo di Peretola infatti tutti i Comuni sono contrari e negli ultimi giorni è scoppiato anche uno scontro interno al Pd provinciale sul tema: pochi giorni fa i democratici di Sesto Fiorentino guidati dal segretario renziano Stefano Gennai hanno firmato un documento in cui esprimevano un “giudizio negativo sul master plan” di Toscana Aeroporti, la società guidata da Marco Carrai che possiede gli scali di Pisa e Firenze. Nel frattempo il piano è stato approvato dal consiglio comunale di Firenze in una seduta-fiume durata tutta la notte tra martedì e mercoledì mentre è stato respinto da quello dal Comune di Sesto, guidato dal sindaco di Sinistra Italiana Lorenzo Falchi che nel 2016 riuscì a strappare la città al Partito Democratico proprio grazie alle sue posizioni anti-inceneritore e anti-aeroporto. E anche i consiglieri comunali del Pd, dopo quel documento critico della segreteria locale, si sono astenuti nella votazione finale. Tutto questo è accaduto alla vigilia dell’apertura a Roma della conferenza dei servizi. Perché poi restano anche le divisioni all’interno della maggioranza M5s-Lega che ricalcano quelle delle altre grandi opere come la Tav e il Tap: a Firenze il M5s è apertamente contrario al nuovo aeroporto proponendo di valorizzare lo scalo di Pisa mentre la Lega è a favore.

Nel documento di “censura” del masterplan il Pd di Sesto Fiorentino mette in evidenza tre criticità: in primis la sicurezza idrogeologica del territorio, poi il fatto che la nuova pista da 2.400 metri possa creare una “cesura netta” tra il Comune di Sesto e l’area industriale dell’Osmannoro e infine il possibile stop al progetto di costruzione del Polo Scientifico che costituisce un “pilastro fondamentale” di Sesto. Per questo i 5 del Pd in consiglio si sono astenuti sulla delibera della giunta che esprimeva una netta contrarietà rispetto all’opera (il testo è stato approvato dalle liste a sostegno di Falchi e dai Cinquestelle). L’unico contrario è l’esponente di Forza Italia. Stesso risultato a parti inverse nell’assemblea di Firenze, in cui la delibera in favore dell’ampliamento è stata approvata da un’inedita maggioranza Pd-Forza Italia mentre hanno votato contro il M5s e Liberi e Uguali, nonostante la posizione favorevole del presidente Regione Toscana Enrico Rossi che milita in quel partito. Il sindaco Dario Nardella a Palazzo Vecchio ha detto tra le altre cose che “chi vota contro l’aeroporto, vota contro Firenze”.

Alla conferenza dei servizi hanno partecipato 38 enti e società chiamate a decidere sulla componente urbanistica dell’opera: era l’ultimo ostacolo prima dell’inizio dei lavori. Ma non solo: una decisione politica spetterà anche al ministro Danilo Toninelli. A luglio, dopo la convocazione della conferenza, Toscana Aeroporti aveva esultato parlando di “atto irrevocabile” da cui “non si può più tornare indietro” mentre il ministro aveva gelato tutti spiegando che “la convocazione della Conferenza dei servizi è un atto procedurale che non incide in alcun modo sulla project review in corso, relativa alla sostenibilità dell’opera”.

Ieri anche l’Enac ha confermato la tesi di Toninelli che nelle ultime settimane sta lavorando sull’analisi dei costi-benefici come per tutte le altre grandi opere: “L’avvio della conferenza dei servizi – ha scritto l’ente dell’aviazione civile – non pregiudica né anticipa in alcun modo le decisioni di natura politica rispetto alla realizzazione dell’opera”. Alla vigilia dell’inizio dei lavori al ministero, sono tornati a gridare il proprio dissenso anche i sindaci dei sette Comuni della Piana fiorentina (Prato, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Signa, Poggio a Caiano, Carmignano) che nei mesi scorsi hanno presentato un ricorso al Tar contro l’ampliamento di Peretola: “Ribadiamo la contrarietà al nuovo aeroporto in nome dei quasi 400mila cittadini che nella Piana tra Firenze e Prato vivono e lavorano e che chiedono scelte diverse, attente alla sostenibilità ambientale e ad un’idea di sviluppo armonica e virtuosa”.

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