“#Aiscat smentita dai fatti”. Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli pubblica su Twitter parti di alcuni documenti inviati al Mit da parte dell’Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori e di Autostrade per l’Italia per dimostrare che esercitarono “pressioni per dissuadere il ministero dal pubblicare gli atti delle convenzioni”, come Toninelli ha raccontato il 17 agosto in audizione alla Camera e confermato mercoledì sera a In Onda. La lettera di Aiscat è datata 11 gennaio, quella di Autostrade 7 marzo: risalgono quindi a quando il titolare del dicastero era Graziano Delrio, che in effetti pubblicò a febbraio gli atti di convenzione con le 26 società di gestione delle autostrade ma senza i dettagli economico-finanziari. Il Pd ha per questo attaccato Toninelli sostenendo che quelle date escludono che abbia subìto pressioni. Ma il ministro aveva parlato, appunto, di pressioni sui funzionari, citando a questo proposito “la diffida inviata a suo tempo da Autostrade per l’Italia”.

Nelle lettere si chiedeva che non fossero pubblicati gli allegati alle convenzioni sottoscritte dallo Stato con i concessionari evocando il rischio di “danni anche rilevanti all’attività imprenditoriale” e paventando, da parte di Autostrade, che i dati contenuti in quei documenti fossero “strumentalizzati” per “alterare i valori di mercato della società quotata, cosa che integrerebbe il reato di aggiotaggio.

Toninelli, parlando in commissione alla Camera il 27 agosto, aveva parlato di “pressioni interne ed esterne” per non pubblicare i contratti di concessione delle autostrade e i relativi allegati – cosa che il ministero ha fatto proprio quel giorno – “compresa la diffida inviata a suo tempo da Autostrade per l’Italia a pubblicare tutto”. E mercoledì sera a In Onda ha ribadito: “Quando ho chiesto di pubblicare le concessioni l’amministrazione aveva paura. Sulla mia scrivania sono arrivati documenti in cui Aiscat e Autostrada dicevano all’amministrazione e quindi lo Stato di non pubblicarli perché era passibile del reato di aggiotaggio“.

Il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi ha commentato su Facebook: “Le fantomatiche ‘pressioni’ di cui ha parlato Toninelli in Aula alla Camera sarebbero, quindi, una lettera di Aiscat, la società dei concessionari autostradali per la quale lavorava il premier Conte, mandata quando era ministro Delrio, e che non ha comunque impedito che le concessioni fossero a disposizione del Parlamento, quindi pubbliche. Ma #Toninulla – prosegue Anzaldi – non si vergogna neanche un po’? Ci sono volute ben 48 ore per partorire questa penosa e traballante linea difensiva, dopo la balla raccontata in una sede istituzionale: imbarazzante”. Il deputato Carmelo Miceli scrive su Twitter che “pubblicare atti di un ministero che, semmai, dovrebbero essere trasmessi alla magistratura, è una follia. Spacciarli per ‘pressioni’ contro Toninelli quando risalgono a gennaio 2018 (quando il Ministro non era Toninelli) è una indegna paraculata! #vergogna #toninulla”.

Aiscat in una nota di giovedì pomeriggio ha affermato di non aver mai esercitato pressioni “né sul ministro né sul ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. Per quanto riguarda la pubblicazione degli atti concessori allegati alle convenzioni, l’Associazione sottolinea di aver “doverosamente risposto illustrando la propria posizione a seguito di richiesta di parere ricevuta dalla competente Direzione del ministero”. La posizione di Aiscat, prosegue la nota, “è analoga a quanto registrato in altre paese europei che, pur senza uno specifico obbligo normativo, hanno pubblicato sui propri siti istituzionali solo i contratti di concessione e non i relativi allegati, nel rispetto delle norme in materia di riservatezza, segreto commerciale e industriale”.