In un momento dove il cinema italiano va risorgendo nei festival internazionali e nella produzione di genere ma al box office ancora non ritrova nuovo lustro, il pensiero va ai grandi maestri. A chi, cioè, seppe coniugare l’intrattenimento di genere sia al successo di pubblico che al riconoscimento artistico. Per esempio Dino Risi. Pizzichiamo dalla sua cinematografia diamantina un paio di titoli determinanti per la commedia all’italiana che sono stati restaurati e riproposti in home video.

I 20 episodi nelle 2 ore de I Mostri hanno ritratto con spietato sarcasmo i peggiori difetti degli italiani attraverso i volti trasformisti di Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman. Nel rivederlo oggi, a parte la nuova pulizia di suono e immagine realizzata da Cineteca di Bologna, Rti-Mediaset, Lyon Film e Surf Film, si ripassa un’antologia della risata fatta di tempi perfetti, recitazione geniale e regia creatrice di spazi visivi puri declinati totalmente al racconto in commedia. Indelebile la vecchietta in sedia a rotelle scaraventata in piscina nell’episodio Presa dalla vita con un Gassman cinico cinematografaro. Come ognuna delle 20 storielle gioiello d’altronde, ove si affrontano con scherno corrosivo i temi dell’ingordigia, sensualità, povertà, passioni e agonismi sportivi, la giustizia/ingiustizia, tradimento, educazione, guerra e raccomandazioni.

I Mostri

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Nei contenuti speciali del blu-ray figura la testimonianza di Ricky Tognazzi. In 18 minuti di ricordi ci riporta al primo episodio, L’educazione sentimentale, dove interpretava il figlioletto di Ugo, quella volta nei panni di un padre qualunquista e degenere che istigava il piccolo alle scorrettezze più basse. Luci e grandi macchine da presa sul set per un bambino erano le grandi meraviglie, forse più dei ricordi con il papà alla scena delle corna in macchina emersi dalle parole del regista. Sfoglia la memoria Tognazzi passando da set e menù della Grande abbuffata attraverso la gelosia di un Ugo padre maturo verso Vittorio quando Ricky interpretò suo figlio per Ettore Scola ne La Famiglia, fino ad approdare al surrealismo del torneo di tennis lo Scolapasta d’Oro, che Gassman si aggiudicò per varie edizioni. Era un’idea bislacca di amici e compagni di cinema, teatro e televisione che in alternativa alla Mostra del Cinema di Venezia si vedevano a Villa Tognazzi tra mangiate, risate e volée. Altro contenuto extra, ma poco significativo poiché di neanche 4 minuti è l’intervento di Nicola Guaglianone e Gabriele Mainetti (co-sceneggiatore e regista di Lo chiamavano Jeeg Robot) che dal loro studio parlano dei loro Mostri. Ognuno del suo episodio preferito.

La coppia d’oro di Lo chiamavano Jeeg Robot si rifà invece in un altro cofanetto home video, quello dedicato a Il Sorpasso. In libertà, appunti sul Sorpasso è un contributo di quasi 50 minuti dedicato a Gassman e Risi. Qui il regista e lo sceneggiatore attualmente tra i più promettenti per film di genere e commedia italiani partono da Risi con la loro primaria ispirazione a Poveri ma belli. E Mainetti si sofferma sul finale shock che rende speciale il film. Non manca la “Dinorisienne”, termine coniato dai francesi all’epoca, spiegato da Aldo Grasso, che oltre la classicità del Sorpasso confrontata con quella di Blow-Up esamina l’onestà ostentata dall’impunito Bruno Cortona di Gassman, fino ad accarezzarne attuali digressioni dedicate a nuovi qualunquismi e populismi. Intervengono con le proprie osservazioni sul Sorpasso anche i critici Emanuele Sacchi e Paolo D’Agostino. Mentre Mario Gerosa contribuisce su Gassman mattatore e dualità con Jean-Louis Trintignant.

Parlando con Vittorio è un altro documento video che arricchisce questo blu-ray per cinefili. I suoi 40 minuti sono girati e montati da Marco Risi, che in un faccia a faccia girato a cavallo tra due millenni ripercorre col padre i suoi reali tradimenti e scappatelle riproposti ne Il tigre. Padre e figlio si soffermano su litigi e affinità tra Dino e Vittorio, dalle nomination a Profumo di donna alle resse di fan di Gassman in Argentina per Il gaucho. Ma Risi compare con Gassman anche da Gianni Minà in Storie nel ‘98. Senza tralasciare un pensiero del regista milanese sull’uscita del Sorpasso, prima in sordina con gli addetti ai lavori e poi il boom del pubblico col passaparola.

Nella versione su disco distribuita da Cg Entertainment (come I Mostri) Il Sorpasso è stato restaurato in 4K da Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà, Surf Film, Lyon Film e Lcj Production. Gassman, restaurato digitalmente oggi ma indelebile a prescindere nella storia del cinema e del costume italiani, è l’antesignano del moderno faccendiere, spalla dei ricchi ma più arido del portafogli d’un povero. Nei decenni ne abbiamo visti molti, famosi e meno. Ma la riderne a denti stretti tirando il collo del pubblico sulla sterzata drammatica nel finale rimane il marchio di fabbrica Dino Risi. Una struttura narrativa che in pochi hanno avuto il coraggio di riprendere, e piuttosto raramente pubblico e critica hanno reagito entrambi positivamente. Segno che c’è ancora da fare per puntare a nuovi fasti con “vecchi” stili.