È stato maestro di David Bowie e nel corso degli anni ha collaborato anche con Mick Jagger dei Rolling Stones, Kate Bush e Peter Gabriel. Lindsay Kemp, coreografo, attore, ballerino, mimo e regista britannico, è morto nella sua casa di Livorno a 80 anni. Era nato a Cheshire, in Inghilterra, il 3 maggio 1938. Innamorato fin dall’infanzia della danza, del teatro e del cinema, aveva studiato con nomi del calibro di Sigurd Leeder, Charles Wiedman e soprattutto Marcel Marceau, per poi lavorare in varie compagnie di danza, teatro, teatro-danza, cabaret, musical, mimo, coreografa perfino spogliarelli, fino a formare nel 1962 la sua prima compagnia, la The Lindsay Kemp Dance Mime Company.

Noto per la ricerca di una propria sintesi fra diversi linguaggi teatrali e per un approccio personale ed innovativo alla danza e al teatro, Kemp negli anni ‘7’ diventò il precursore di un genere di danza onirico, ricco di contenuti ed ispirazione, al limite dell’acrobatico e forte di effetti spettacolari ancorché ottenuti in modo semplice attraverso l’uso sapiente della musica e delle luci.

Kemp non ha mai smesso anche negli ultimi anni le sua attività ‘parallele’ di pittore, allestendo mostre dei suoi dipinti e dei suoi disegni in tutto il mondo, e di insegnante, attraverso incontri, conferenze e stage. Dal 19 al 30 settembre dello scorso anno, Firenze gli ha dedicato dieci giorni di eventi con mostre di suoi disegni, bozzetti di costumi di scena e foto d’archivio, oltre a master-class di teatrodanza, incontri col pubblico e una rappresentazione di “Kemp dances” lo spettacolo che a sua Lindsay Kemp Company porta in tour da due anni.

Il rapporto con David Bowie – Fra gli anni Settanta e Ottanta Kemp lasciò un segno indelebile con la sua messa in scena dei concerti The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars del suo allievo David Bowie, una pietra miliare nel genere dell’opera rock. “Bowie venne a vedere un mio spettacolo in un piccolo teatro – aveva raccontato a Repubblica nel 2015, ricostruendo il loro rapporto -. Qualcuno mi aveva dato il suo Lp, il giorno prima, quello chiamato proprio David Bowie, dell’etichetta Deram. Mi ricordo la canzone: When I Live My Dream. M’innamorai subito della sua musica, della sua voce. Suonai il disco prima dello show e poi feci la mia entrata in scena. Lui era presente e fu molto lusingato”. Poi, sempre al quotidiano, ha raccontato: “Venne a trovarmi in camerino, e fu davvero amore a prima vista. Il giorno dopo ci vedemmo nel mio appartamento a Soho e cominciammo subito a pianificare tutto quello che avremmo potuto fare insieme. Si innamorò del mio mondo, rimase incantato soprattutto dal mio Pierrot. Cominciò a venire alle mie lezioni al centro di danza il giorno dopo, e preparammo insieme lo spettacolo Pierrot in Turquoise. La mia storia con Bowie è lunga e drammatica, di solito non amo parlarne. Quando lo faccio la reinvento un po’ come voglio, ricordandomi solo i momenti più belli”. Dopo la fine della loro relazione, Bowie si sposò con Angela, la “Angie” cantata dai Rolling Stones e madre del primogenito del Duca Bianco, Duncan Jones.