Il cosiddetto faro della Consob, che giovedì scorso aveva fatto sapere di aver avviato uno stretto monitoraggio delle compravendite sul titolo, non basta ad Atlantia. La società che controlla Autostrade per l’Italia e che per il 30% circa fa capo alla famiglia Benetton, ha tenuto a ufficializzare al termine di una riunione del consiglio di amministrazione che il cda ha “avviato la valutazione degli effetti delle continue esternazioni e della diffusione di notizie sulla Società, avendo riguardo al suo status di società quotata, con l’obiettivo di tutelare al meglio il mercato e i risparmiatori“.

Parole il cui peso è solo minimamente attenuato dalla successiva chiosa secondo cui “le società del Gruppo Atlantia continueranno a profondere il massimo impegno ed a collaborare fattivamente con le Istituzioni tutte per il superamento dell’emergenza”. Tanto più che molti hanno notato come nella bufera borsistica del titolo in preda alle innegabili esternazioni dei politici, c’è stato anche chi ha approfittato dei minimi storici toccati da Atlantia in Borsa. Come il consigliere indipendente della stessa holding, Bernardo Bertoldi che il 16 agosto ha acquistato 8.300 azioni insieme alla sua parente stretta Rosanna Albertano (5.200 azioni) per un totale 238mila euro.

Contestualmente la società, che ha rinnovato il proprio cordoglio per i fatti di Genova e sostiene le prime misure messe in campo da Autostrade per la città e le famiglie colpite, ha fatto sapere di aver “avviato le verifiche relative all’impatto” della lettera di contestazione del ministero dei Trasporti “in merito agli strumenti finanziari del Gruppo“. Un eventuale ritiro delle concessioni ad Autostrade per l’Italia, infatti, permetterebbe ai sottoscrittori dei bond della concessionaria di ottenere il rimborso anticipato dei propri titoli (oltre 8 miliardi il controvalore). L’opzione riguarda sia la revoca di tutta la concessione sia di un singolo contratto. Secondo i primi calcoli degli analisti, però un eventuale rimborso non costituirebbe un evento di default anche per i bond della controllante che pure hanno accusato il colpo.

La nota non ha risollevato il titolo che dopo un avvio brillante in Borsa, in concomitanza con la notizia delle perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi di Autostrade di Genova, Firenze e Roma, ha virato in rosso e ha chiuso in rosso del 3,8 per cento. Poco dopo Moody’s ha reso noto di aver messo sotto esame il rating di Atlantia e delle controllate Autostrade per l’Italia e Aeroporti di Roma in vista di un possibile taglio del merito di credito. “L’azione sul rating – si legge nella nota di Moody’s – riflette gli accresciuti rischi di un abbassamento del profilo di credito di Atlantia derivanti dai recenti sviluppi seguenti al crollo del ponte Morandi”.

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