“Cambiare la legge 194 sull’aborto“,”come in Argentina” ma in assenza dei numeri in Parlamento per farlo, iniziare a perseguire la politica degli “aborti zero”: la Lega di Matteo Salvini torna a cavalcare il tema delle nascite e del controllo della maternità. E lo fa attraverso le parole del senatore del Carroccio Simone Pillon che in un’intervista a La Stampa annuncia la possibilità futura di modificare la norma sull’interruzione volontaria della gravidanza. Anche se il tema è estraneo al contratto di governo Lega -M5s e “purtroppo oggi non ci sono i numeri in Parlamento” il parlamentare promette: “ci arriveremo, come è successo in Argentina”. Il riferimento è alla legge respinta dal senato argentino pochi giorni fa, che ha così bloccato la proposta di legalizzare l’aborto nel paese. La normativa attuale in Argentina, che si rifà al codice penale del 1921, autorizza l’interruzione di gravidanza solo quando frutto di stupro o in caso di pericolo di vita.

A due mesi dalle dichiarazioni del ministro della Famiglia Lorenzo Fontana che vuole “restringere il diritto all’aborto”, oggi il senatore del Carroccio – che ha all’attivo l’organizzazione di tre Family Day ed è tra i fondatori del comitati – dice di sperare un domani di poter cancellare la legge italiana del 22 maggio 1978: “Oggi non ci sono le condizioni per cambiare la legge 194 sull’aborto. Ma anche noi ci arriveremo come l’Argentina” è la promessa. Al momento, per modificarla “purtroppo non ci sono i numeri in Parlamento” e non ci sono “le condizioni politiche“, ma – è l’annuncio che sa di battaglia – “ci sono le condizioni per applicare la prima parte della 194“, quella che affronta la tutela della maternità e le pratiche per disincentivare l’interruzione di gravidanza.

Dunque, il primo passo annunciato dal leghista è quello degli “aborti zero“.”Occorre aiutare le donne che vogliono abortire perché si trovano in difficoltà economiche e sociali“, dichiara Pillon. “Le politiche che il ministro Fontana intende fare, con importanti aiuti alle famiglie, vanno in questa direzione. Dobbiamo sostenere la maternità altrimenti nel 2050 ci estinguiamo come italiani”. Secondo Pillon, “la libertà di scelta ce l’hai prima di concepire una vita. Poi c’è il diritto di un innocente di venire al mondo”.

“Le risorse – prosegue il parlamentare – ci sono, ma occorre spostare i soldi che vanno alle lobby, alle banche”. Poi l’affondo politico: “Sa quante donne avrebbero potuto mettere al mondo dei figli con i soldi che il Pd ha regalato a Monte Paschi di Siena?”. “Capisco la Bonino che persegue scientificamente l’individualismo anti-umano, non a caso lei è finanziata da Soros. Altri magari sono in buona fede ma non si rendono conto delle conseguenze delle loro posizioni”. Tutt’altra visione quella del Carroccio, secondo Pillon. Le battaglie della Lega sono “in difesa della famiglia, dell’identità cristiana, a favore della libertà di educazione e contro la cultura gender.

Sulle coppie arcobaleno, al giornalista che gli chiede se ritiene che due omosessuali non siano in grado di crescere un bambino, Pillon risponde: “un ragazzo ha il diritto di avere una madre e un padre. Non farei prove di ingegneria sociale“. Dichiarazioni che si inseriscono nel solco leghista dell’annuncio di Matteo Salvini di voler togliere genitore 1 e genitore 2 dalle richieste di carte d’Identità. Quanto all’utero in affitto, per il politico appena sbarcato in Senato, “è roba da ricchi che fa parte di quella che io chiamo antropologia individualista”.  Il neosenatore leghista è noto alle cronache anche per aver pubblicamente dichiarato che nelle scuole della “sua” Brescia “sono arrivati a imporre la stregoneria”.

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