Ha fatto modificare i moduli online del Viminale per la carta d’identità, cancellando “genitore 1” e “genitore 2” e rimettendo “madre” e “padre“. Lo ha lasciato perplesso la decisione (all’unanimità) del consiglio regionale della Lombardia di distribuire contraccettivi gratis nei consultori quando invece, sostiene, “si deve soprattutto cercare di educare“. Ha avviato un confronto con la ministra della Salute Giulia Grillo per affrontare il “fenomeno dei negozi di marijuana” legale perché “sembrano come i centri massaggi cinesi che mascherano dei veri e propri bordelli”.

A parlare è il vicepresidente del Consiglio, ministro dell’Interno e segretario della Lega Matteo Salvini. Che dopo le polemiche suscitate dalla sua decisione – compresa quella di Gay Center, che ha chiamato in causa il premier Conte – si dice “orgoglioso di essere un troglodita” se “per la sinistra, difendere il concetto di mamma e papà significa essere trogloditi”. Per una volta il capo del Viminale non si sofferma solo sulle questioni dell’immigrazione, ma – da leader di partito – restituisce una visione anche sul resto della linea politica. Anche perché ne discute con un giornale online ultracattolico, La Nuova Bussola Quotidiana, le cui posizioni sono chiare fin dalle domande dell’intervistatore, il direttore Riccardo Cascioli, per oltre 20 anni giornalista di Avvenire. Così, inevitabilmente, dalla conversazione con Salvini viene fuori quindi anche qualche dettaglio sul privato spirituale. Per esempio: oltre ad esibirlo (in piazza Duomo in campagna elettorale) il rosario lo prega anche? “No, devo essere sincero, solo raramente – risponde Salvini – Mi faccio il segno della croce quando mi alzo e quando vado a dormire”.

Ma poi c’è il modo in cui il privato religioso si trasforma in linea politica. “Mi è stato segnalato – dice Salvini nell’intervista alla Nuova Bussola – che sul sito del ministero dell’Interno, sui moduli per la carta d’identità elettronica c’erano ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’. Ho fatto subito modificare il sito ripristinando la definizione ‘madre’ e ‘padre’. È una piccolo segnale ma farò tutto quello che è possibile e che è previsto dalla Costituzione. Difenderemo la famiglia naturale fondata sull’unione tra un uomo e una donna”. La difesa, annuncia, si porta avanti anche con una fiscalità apposita, per questo annuncia l’obiettivo di “introdurre il concetto di quoziente familiare, in modo da premiare la natalità e la scommessa sul futuro”.

Sulla questione della trascrizione dei matrimoni gay, Salvini ricorda nell’intervista “di avere chiesto un parere all’avvocatura di Stato e ho dato indicazione ai prefetti di ricorrere. La mia posizione è fermamente contraria”. “Quella tra Lega e 5 Stelle è un’alleanza nata in maniera particolare: movimenti diversi, storie diverse, culture diverse – aggiunge Salvini riferendosi in particolare ai temi etici, anzi “antropologici” come li chiama il direttore della Nuova Bussola – È un’alleanza di cui sono pienamente soddisfatto, che rifarei domattina, con un contratto di governo che su alcuni temi sensibili non ha scritto nulla perché abbiamo posizioni diverse”.

La Lega, argomenta, “è per la libertà di educazione, per il diritto alla vita, per la difesa della famiglia naturale” ma “siccome i nostri alleati su questo non sempre la pensano come noi, accontentiamoci che non vengano fatti altri danni. In certi campi meglio non fare niente che fare danni”. Però, evidenzia come nella suddivisione del governo il Carroccio abbia occupato i dicasteri che si occupano dei temi più cari al partito: “Abbiamo scelto il ministero della Famiglia e della disabilità; il ministero dell’Interno, che si occupa anche di discriminazioni e tematiche gender; il ministero dell’Istruzione per dare una chiara impronta alla libertà di educazione e al rispetto di alcuni princìpi”. Per esempio, quello della “famiglia naturale” che è “fondata sull’unione tra un uomo e una donna” per la difesa della quale, assicura, “eserciterò tutto il potere possibile”.

E se i negozi che vendono la marijuana legale sono “diseducativi”, Salvini cancella qualsiasi “ipotesi di legalizzazione e liberalizzazione” delle droghe leggere “che pure era stata proposta negli scorsi mandati” ma della quale non c’è traccia nel contratto di governo: “Quindi non se ne fa nulla”. Lo dice lui che – correva l’anno 1998 – diceva a Il Sole delle Alpi di rapportarsi “alle tematiche classiche della sinistra”, compresa la liberalizzazione di hashish e marijuana, e ancora nell’ottobre 2014 ribadiva a Coffee Break su La7: “Parliamone”.