Sono due minorenni di 13 anni i responsabili dell’aggressione a un ragazzo gambiano dello scorso 2 agosto a Pistoia. Li ha individuati la polizia a seguito delle indagini svolte dalla Digos e dalla squadra mobile, sotto il coordinamento della Procura di Pistoia. I minori, che sono accusati di aver aggredito il giovane africano ospitato da don Massimo Biancalani con una pistola scacciacani, alla presenza dei genitori hanno ammesso le loro responsabilità, ma hanno negato qualunque motivazione razzista o politica. Dietro al gesto, hanno detto, ci sarebbe solo un momento di goliardia tra amici finito male. Avendo meno di 14 anni – quindi non imputabili – il fascicolo è stato trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Firenze

Le indagini degli inquirenti sono partite da testimonianze di alcuni presenti, per poi passare all’esame delle immagini di sorveglianza della zona che mostravano un gruppo di minori  pistoiesi che giravano nella zona dell’aggressione nei momenti in cui il fatto è avvenuto. Da qui, le perquisizioni delle abitazioni di alcuni dei ragazzi individuati per trovare l’arma utilizzata – ritrovata assieme a circa 200 proiettili a salve. È così che poi i due responsabili hanno deciso di confessare.

“Bisogna riflettere su un certo tipo di messaggio, xenofobo, razzista, che è passato coinvolgendo gli strati più popolari della società, arrivando a condizionare le coscienze dei giovanissimi” ha commentato il parroco di Vicofaro (Pistoia) quando ha saputo che i responsabili dell’aggressione sono “poco più che bambini”. Nell’omelia di domenica scorsa, riporta l’Ansa, don Biancalani aveva rassicurato i fedeli, escludendo che si trattasse attacchi di organizzazioni politiche estremiste.

“I media e la politica devono essere più responsabili, certamente le parole usate da Salvini in questi anni sono state gravi” ha precisato, in conclusione, il prete. Don Massimo e la sua parrocchia sono da oltre un anno al centro delle polemiche: dopo aver portato i ragazza migranti in piscina nell’agosto del 2017, il parroco ha subito diverse contestazioni da Forza Nuova. Tra queste anche la presenza di alcuni esponenti durante una messa – poi contestati dai presenti. Le minacce portarono anche il Vescovo a mandare il vicario per celebrare al fianco di don Biancalani.