Gentilina e il suo equipaggio li ho incontrati nel porto di Lefkada in Grecia, ma di questa famiglia navigante avevo già sentito parlare. Prima di arrivare qui sono stati un paio di mesi nella mia Puglia toccando Vieste, Trani, Bari e Brindisi. “Una terra ospitale e accogliente, il calore della gente ti avvolge” racconta Marina Leva che siede al centro dell’ampio pozzetto della vela, insieme ai figli Valerio (11 anni) e Leilani (4 anni, il nome è hawaiano e vuol dire “fiore del paradiso”) e al suo compagno Fabio Pontesan.

Loro non sono in vacanza in Grecia, ma hanno fatto una scelta che molti potrebbero considerare radicale, ovvero hanno venduto casa a Novara e si sono trasferiti a vivere su Gentilina. Per andare dove? La domanda viene spontanea. “In nessun luogo in particolare, abbiamo scelto di vivere così, penso sia una esperienza unica e irripetibile per i nostri figli”. E come si fa per la scuola? Non ditemi che non l’avete pensato subito? Valerio ha appena fatto gli esami di privatista per la quinta elementare, ha studiato con i genitori ed è stato promosso. “Noi consideriamo che l’esperienza e il contatto con il mare e con la natura saranno un insegnamento unico” dice ancora Marina.

L’avventura di Gentilina è iniziata il 3 gennaio scorso e per il momento sebbene tra mille difficoltà va a gonfie vele, si può seguire il viaggio della famiglia navigante sul sito www.valeila.com oppure sui social digitando valeilasail. Marina realizza anche dei bellissimi video che hanno migliaia di visualizzazioni, ne ha girati anche su Bari, Brindisi e Monopoli, dove Valerio racconta la città costiera pugliese. I testi sono di Fabio che di mestiere è un informatico, ma si diletta nella scrittura. Lui e Marina si sono incontrati sette anni fa e hanno scoperto comuni radici nel mare, sono entrambi appassionati di vela e di apnea e hanno iniziato a meditare sin da subito di trasferirsi in barca, poi è bastato uno sguardo su internet perché si accendesse la scintilla per Gentilina. “Faceva proprio al caso nostro – racconta Fabio – perché in realtà noi stiamo forse continuando il progetto di un’altra coppia che ha girato il Mediterraneo con questa barca per 16 anni! Lei si chiama Heidi, conserviamo ancora le carte nautiche con tutte le loro rotte, chissà che un giorno non ne seguiamo qualcuna”.

Tra i loro ultimi post hanno pubblicato i cinque motivi per non comprare e i cinque per comprare e trasferirsi su una barca. In chiave negativa va detto che l’acquisto di una barca ruba tutto il tuo tempo, ma anche tutti i soldi, ha bisogno di una manutenzione continua, le relazioni sociali se non le sai mantenere si distruggeranno così come (se si è in due) il rapporto di coppia rischia di andare a rotoli. Gli elementi positivi sono tanti tra i primi: la barca è sinonimo di libertà, serve a vivere a stretto contatto con la natura, nella coppia si rafforza il gioco di squadra, si ha il tempo di viaggiare slow e “soprattutto” – tiene a ribadire Fabio – “ci guadagni in salute, sono in barca da un anno e non ho preso neppure un raffreddore!”

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