“Il piacere disorientante della scoperta”. Se lo assume a diritto e dovere la Settimana Internazionale della Critica, sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della Mostra del cinema (29 agosto – 8 settembre) di Venezia interamente dedicata agli esordi. Quest’anno giunta alla sua 33ma edizione, la SIC appare ancora una volta sotto il felice segno delle mescolanze linguistiche, narrative e culturali e dei relativi “rischi” che guardano avanti, tentando ove possibile “di allargare ancora di più l’orizzonte dello sguardo possibile, per raggiungere mondi e sguardi che non avevamo ancora lambito” annuncia il delegato generale Giona A. Nazzaro. Composta di sette titoli in concorso più due eventi speciali, la selezione si avvale da qualche anno anche di una sezione di cortometraggi SIC@SIC, in cui compaiono sette opere concorrenti e tre eventi speciali.

Rispetto al gruppo dei lungometraggi un possibile comun denominatore sembra la presenza della musica, diversamente intesa, e del genere horror, da sempre territorio principe ove confluire paure, contraddizioni e naturali metafore tematiche. La geografia proposta è composita e, anch’essa, specchio di un mosaico ibrido come del resto è (e deve continuare ad essere) il mondo contemporaneo. Non manca il titolo italiano concorrente, quest’anno affidato alla regista pugliese Letizia Lamartire, classe 1987, che aveva già partecipato con un corto inserito nella sezione Sic@Sic. Il suo Saremo giovani e bellissimi è una commedia dal sapore agrodolce e pop intergenerazionale interpretata da Barbora Bobulova e Massimiliano Gallo.

Scorrendo i suoi “compagni di viaggio” esordienti troviamo la commedia degli equivoci A kasha del sudanese Hajooj Kuka ambientata durante la guerra civile in Sudan, Adam und Evelyn del berlinese Andreas Goldstein: road movie sentimentale ambientato al crollo delle barriere fra Est ed Ovest europei 1989, la commedia surreale Bêtes Blondes della coppia franco-svizzera Alexia Walther e Maxime Matray, il documentario Still recording di due trentenni siriani, Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub su aspetti della quotidianità durante l’infinita quanto atroce conflitto in Siria, il gothic-body horror M della pop star finlandese Anna Eriksson, un dramma sul tramonto della classe operaia in Montenegro girato dal serbo Ivan Salatic e dal titolo Ti imas noc. Per il fuori concorso, invece, l’apertura è affidata a un fantasy visionario in costume di produzione indo-svedese, Tumbbad, degli indiani Rahi Anil Barve, Adesh Prasad mentre la chiusura arriva dalla Tunisia con l’horror Dachra di Abdelhamid Bouchnak. I film concorrenti della SIC sono in corsa sia per il Premio del pubblico interno alla propria sezione, sia al Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.