Le nuove norme sulle intercettazioni non entreranno in vigore il prossimo 26 luglio. Nel Milleproroghe che il governo Conte si prepara a varare è contenuto un articolo che “sterilizza” la riforma e posticipa l’attuazione al 31 marzo 2019, dando di fatto il tempo a Lega e M5s di modificare la legge voluta da Andrea Orlando e criticata non solo dalle opposizioni dell’epoca, ma anche dalle varie anime della giustizia.

La bozza del decreto, composto di 11 articoli e visionato dall’Ansa, contiene anche l’estensione del bonus di 500 euro per i 18enni, che sarà valido per tutto il 2018. Tra le misure anche lo slittamento delle graduatorie delle scuole, una proroga per la certificazione dei danni relativi ai terremoti e misure sull’Isee, piante esotiche, certificati veterinari. Vengono inoltre fissate elezioni per le province il 14 ottobre 2018. La bozza non contiene invece norme sulle banche di credito cooperativo, altra riforma renziana sul rinvio della quale il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, aveva frenato negli scorsi giorni in contrasto con le due anime del governo.

La riforma delle intercettazioni era stata approvata definitivamente dal consiglio dei ministri lo scorso dicembre. Le norme bloccate attraverso il Milleproroghe aveano raccolto le proteste non solo di Lega e M5s, ma anche di Anm e Unione delle camere penali. Le nuove leggi volute da Orlando, insomma, non piacciono né al sindacato dei magistrati né a quello degli avvocati. Per i magistrati sono due i punti negativi della riforma: dà troppo potere alla polizia giudiziaria, che deciderà quali intercettazioni sono rilevanti e quali no. E poi limita l’utilizzo dei virus trojan. Per gli avvocati, invece, la nuova legge limita il diritto di difesa. Il provvedimento, in sostanza, più che migliorare l’amministrazione della giustizia, è stato voluto dalla politica per evitare fughe di notizie e tutelare la privacy. Ma, come dimostrò un’inchiesta de Ilfattoquotidiano.it, i casi di violazione negli ultimi 20 anni sono stati pochissimi: una ventina.

Anche la proroga del bonus cultura per i neo maggiorenni era abbastanza attesa. Il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, aveva spiegato negli scorsi giorni le novità sui 500 euro arriveranno nel 2020 con una rimodulazione che prevederà “misure a lungo termine tali da stimolare la ricerca di cultura fra i giovani, non solo i diciottenni, ed evitare le distorsioni verificatesi nel passato” e dicendo che a ciò provvederà “un’apposita commissione di esperti”.

Per quanto riguarda la giustizia, il Milleproroghe prevede anche un articolo che sospende fino al 15 febbraio 2019 la gran parte delle norme attuative relative alla partecipazione a distanza ai processi da parte di persone sottoposte ai programmi di protezione e viene prorogata al primo gennaio 2022 la sezione distaccata del tribunale di Napoli ad Ischia. Il decreto proroga anche per il prossimo anno scolastico le graduatorie vigenti per l’anno 2017-18 in relazione alle assegnazioni temporanee e per le destinazione all’estero.

Estesi per il triennio 2018-20 anche i criteri previsti per il periodo 2015-17, relativi alle forme premiali nel riparto dei fondi per il servizio sanitario nazionale tra le Regioni. Riguardo ai danni del terremoto in Abruzzo è stato esteso il termine per la presentazione, pena decadenza, dei dati relativi all’ammontare dei danni subiti nel sisma del 6 aprile 2009, ora fissato “al trecentesimo giorno successivo alla comunicazione di avvio del procedimento di recupero” indicato dal Dpcm pubblicato il 9 marzo 2018.