È stato sempre un confronto durissimo a colpi di tweet, post e video. Ma tra Matteo Salvini, segretario della Lega e ministro dell’Interno, e Roberto Saviano, giornalista e scrittore, non si era mai passati alle carte bollate. L’ultimo intervento di Saviano, in cui l’autore di Gomorra puntava il dito contro le decisioni del Viminale sui sbarchi e migranti, è diventato oggetto in una querela. Nel video lo scrittore, che da anni vive sotto scorta, si rivolge a Salvini con l’epiteto “buffone” e “ministro della malavita“. La denuncia, come riporta l’Huffington Post – è su carta intestata del Viminale e presentata alla Digos “in quanto ministro dell’Interno”. All’esposto sono allegati una serie di interventi sui social che secondo il vicepremier vanno oltre il diritto di critica e la polemica politica.

Uno scontro che aveva portato il ministro dell’Imterno a dire che si sarebbe valutato se togliere la scorta a Saviano. Anche prima che Salvini arrivasse al ministero dell’Interno. In quel video il giornalista dice che il responsabile del Viminale “da codardo non ha detto niente contro la ‘ndrangheta e non ricorda i legami tra Lega Nord e la ‘ndrangheta”. Una frase che secondo Salvini “generano così la convinzione che il ministro dell’Interno, anziché combattere la malavita organizzata, scenda a scellerati accordi con la criminalità organizzata stessa, calpestando così i propri compiti istituzionali”, il che va oltre il “diritto di critica”, “mancando qualsivoglia indice che denoti la sussistenza di patti tra il ministero dell’Interno e la ‘ndrangheta”. Le parole di Saviano, secondo Salvini, provocherebbero un danno all’istituzione “che più di ogni altra ha il compito di combattere le organizzazioni criminali“.

Due giorni fa Saviano in un post aveva sfidato Salvini sostenendo che era la quarta o quinta volta che il leader leghista prometteva di passare alle vie legali. Poco prima il ministro dell’Interno aveva annunciato che lo scrittore per le sue parole avrebbe meritato una carezza e una querela. Ora spetterà a un giudice stabilire come andrà a finire