Ventisei anni anni dopo la strage di via D’Amelio Palermo e l’Italia intera tornano a ricordare Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli e Walter Eddie Cosina. Nell’anno in cui la sentenza dei giudici della corte d’assise di Caltanisetta hanno confermato che dietro quella pagina di storia c’è “uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana”, i riflettori sono tutti puntati sulla famiglia Borsellino e su un anniversario che si fa cronaca. Il primo appuntamento importante è fissato per la mattina del 18 luglio, quando la figlia del magistrato, Fiammetta, verrà ascoltata dalla commissione regionale antimafia presieduta da Claudio Fava. Una data scelta in maniera non casuale.

Quest’anno anche Il Fatto Quotidiano parteciperà alle manifestazioni: giovedì alle 18, infatti, verrà presentato in via D’Amelio,il libro La Repubblica delle Stragi, edito da Paper First:  un testo che – come ha scritto il direttore Marco Travaglio – “ha colmato il grande vuoto lasciato da tanti, troppi processi, dando un senso a questa storia che – parafrasando Vasco Rossi – un senso ce l’ha, ma è sempre parsa non averne uno”. Per l’occasione interverranno oltre a Salvatore Borsellino, i magistrati Roberto ScarpinatoGiovanni Spinosa, il vicedirettore del Fatto Marco Lillo, l’avvocato Fabio Repici  e il giornalista Giuseppe Lo Bianco

Intanto ieri sera alla biblioteca comunale Casa Professa, Rita Borsellino con il giornalista Enrico Deaglio e Asmaa Dwikat, professoressa dell’Università palestinese di Nablus, hanno dato il via alle iniziative ricordando anche l’aneddoto dell’ulivo piantato nel luogo della strage. Nel 1993 – l’anno dopo della strage – la mamma del giudice, Maria Pia Lepanto, volle che venisse piantumata una piantina di olivo proveniente da Betlemme nella buca lasciata dall’esplosione. E ieri sera è stata proiettata proprio un’intervista realizzata nel 1993 dal giornalista Gianfranco D’Anna alla madre di Borsellino.

A pochi passi da Casa Professa, nell’atrio della facoltà di Giurisprudenza, la rivista Antimafia Duemila ha organizzato un incontro con Antonio Ingroia e Salvatore Borsellino sul tema “Pezzi mancanti di una strage annunciata”. Oggi (18 luglio) gli appuntamenti previsti sono tanti. Alle 17,30 in via D’Amelio arriverà il figlio del giudice Antonino Caponnetto, Massimo, che alternandosi ad altre testimonianze leggerà dei messaggi dedicati a Paolo Borsellino e agli uomini e alle donne della scorta.

A seguire, alle 19, il sindaco Leoluca Orlando scoprirà una targa commemorativa. In serata toccherà all’Agesci che sempre sul luogo della strage terrà una veglia. Nel pomeriggio, alle 17, ai Cantieri culturali della Zisa si terrà la presentazione del libro della ciclostaffetta L’agenda ritrovata – Il diario e alle 19 le Agende Rosse hanno organizzato – come ogni anno – una passeggiata sul monte Pellegrino. Giovedì mattina i bambini di diversi quartieri della città si ritroveranno in via D’Amelio per animarla mentre nel pomeriggio a partire dalle 15,30 sono previsti una serie di interventi fino alle 16.58 quando ci si fermerà in silenzio per ricordare l’esatto istante della strage.

Sul fronte istituzionale il Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati si riunirà a Palermo, al Palazzo di giustizia. Alle 17 è in programma la visita al museo “Falcone e Borsellino” e alle 18 la messa in scena della piece Fra le sue mani di Roberto Greco e Valeria Siragusa. Il giorno successivo, invece, alle 9.30, tappa al Giardino della Memoria di Ciaculli, il sito confiscato alla mafia e gestito da Unione cronisti e Associazione magistrati. Anche il Festival delle Orestiadi di Gibellina ricorderà Paolo Borsellino con due perfomance di teatro civile, di narrazione, di giornalismo, che andranno in scena giovedì 19: Parole d’Onore di Attilio Bolzoni alle ore 19 e mala’ndrine – anche i Re Magi sono della ‘ndrangheta di Francesco Forgione, Bartolo Schifo e Pietro Sparacino alle ore 21.15.

E nel giorno del 26esimo anniversario in piazza Bologni a Palermo, di fronte al Museo Riso e al No Mafia Memorial, sarà visitabile una grande installazione, ideata come evento collaterale di Manifesta 12 dall’artista veneziano Gianfranco Meggiato, nell’ambito delle iniziative di I-Design, a cura di Daniela Brignone e con la presentazione di Luca Nannipieri. Un’opera dal diametro di 10 metri e dal titolo emblematico, La Spirale della vita, in contrapposizione alla spirale della morte determinata dalla violenza, dedicata alla memoria di tutte le vittime di mafia.

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