Caro Matteo Renzi, ho ascoltato e riletto con attenzione i 10 motivi sulle ragioni della sconfitta. Non sei riuscito ad accennare al problema delle disuguaglianze e neanche a prenderti la tua quota di responsabilità – credo rilevante – nel non aver capito le priorità del popolo democratico. Che ha votato il Movimento o la Lega o si rifugia nell’astensione: quel popolo di sinistra è stato buttato in mezzo ad una strada. La disuguaglianza è oggi una bomba sociale, che sta spaccando il nostro Paese.

Vengo dall’Irpinia, una delle tante aree interne. Qui è tangibile la disuguaglianza territoriale tra centri urbani e la cosiddetta periferia. Come altrove, l’aver dimenticato un popolo si trasforma in rabbia verso quelle élite e istituzioni. Il mio partito, quello da te gestito in questi ultimi anni, nelle aree interne ha candidato quella classe dirigente locale più preoccupata a difendere le rendite di posizione che di invertire la rotta. Durante la notte delle liste, hai avallato queste logiche. Hai costruito un partito che rispondesse al tuo giglio magico, fatto di servi sciocchi ed intellettualismo servente. Ti sei messo dalla parte dei rituali del passato, piuttosto che dei giovani che vanno via. Che invece vorrebbero sapere se dopo aver studiato all’università possono dar seguito, qui, a quel pezzo di carta. Non ha senso un bonus cultura, se promuovi chi ha ipotecato la mia generazione e la tua.

E poi, sul dialogo con il Movimento e la lunga fase di immobilismo per cui hai lottato come un leone. Questa legislatura, con Matteo Salvini agli Interni, è iniziata perché l’hai permesso tu. E l’hai detto e ridetto. Qualcosa non quadra: siamo l’opposizione che fa nascere il governo a cui dovremmo opporci? Geniale. Ora dovremmo invece incunearci nelle contraddizioni tra il Movimento e la Lega e non invece salire in cattedra, per evidenziare gli errori grammaticali di qualcuno. Dovremmo essere pronti a dialogare su leggi di sinistra, come il decreto Dignità o eventuali riforme sulla corruzione. L’ambizione è, sul medio tempo, un asse sulle idee insieme alla base del Movimento per far capire a Salvini che c’è qualcuno pronto a chiudergli le porte per Palazzo Chigi. Si può battere Salvini soltanto facendo politica.

Caro Matteo, ho ascoltato e riletto i tuoi 10 motivi e farò l’esatto contrario.