Il mio dovere è di parlare. Non voglio essere complice.

Io non credo in dio, e probabilmente non ci ho mai creduto. Immagino di averla pensata sempre come Primo Levi quando spiegò: “C’è Auschwitz, quindi non può esserci dio”.

Devo dire però che le centinaia di esseri umani che quasi ogni giorno, ormai, affogano nel mar Mediterraneo – efficacemente descritte dalla blogger Cristiana Alicata con queste parole: “E’ come se cadesse un aereo al giorno. Come se esplodesse una bomba sulla metro all’ora di punta ogni due giorni. Come se un autobus con i vostri figli cadesse da un cavalcavia ogni tre giorni. Forse così capite meglio?”, fanno invocare a me, agnostico incallito, la speranza che un potere di redde rationem oltre-umano esista, alla fine. E che eserciti presto tutta la ferocia biblica di cui può esser capace nei confronti, per esempio, di quegli infami criminali che commentano le foto di FrancePress dei bambini morti in mare millantando che si tratti “di #bambolotti” o “di #fotomontaggio“.

Capisco che chi ha contribuito col suo voto e ancor più con la sua militanza, o peggio con i suoi scritti a far andare al governo il partito populista campione del qualunquismo e la mediocrazia, col partito xenofobo, quello che prima odiava i terroni sotto Verona, e ora odia i terroni appena oltre il Canale di Sicilia, debba inventarsi qualcosa per riuscire a dormire la notte. Capisco, ma non giustifico. E vi accuso.

Conosco molte persone – anche parenti e amici – che indicando il Pd come “non essere abbastanza di sinistra” hanno votato il M5S. Nessuna di loro si aspettava che Di Maio e compagni si sarebbero alleati con Salvini e camerati. Non una. Io vi accuso tutti.

Accuso quelli che si sono pentiti, e hanno ammesso l’errore. Altri, però, non l’hanno ammesso. Non lo ammetteranno mai. Vittime di uno stato di dissocazione mentale profondo. Che li conduce sulla soglia di una schizofrenia sociopolitica. Sociopatica. Hanno inventato e inventano ogni giorno scuse nuove. Per giustificare quella legge del contrappasso dantesca. Quell’eterogenesi dei fini che li ha così crudamente privati di logica. E resi monchi della loro parte umana. Io vi accuso tutti.

Accuso quelli che si nascondono dietro pseudo-idioti perché non vogliono che si colleghi la loro vera identità alle frasi belluine che twittano. Accuso gli spargitori di notizie false. Accuso soprattutto chi le rimbalza senza verificare. Accuso i commentatori populisti dei siti web. Accuso chi etichetta gli altruisti con il termine di “buonista“, così come facevano i nazisti contro i “pietisti” che non attaccavano gli ebrei. Accuso gli editoriali ipocriti, di difesa pseudo-arguta (la campagna a base di aulici plusverbosi à la “Cinto da noia patrizia” di Diego Fusaro) del nazional-leghismo oggi imperante.

Mentre centinaia di innocenti armati solo della propria volontà di vivere affogano nel mare e nel mare dell’indifferenza leghista, grillina, italica ed europea, loro affondano ogni giorno in un girone di dannazione sempre più infimo e ghiacciato. Abitano da tempo il nono cerchio, il Cocito, fra la Caina dei traditori dei parenti – in quanto tutti veniamo dall’Africa – e la Tolomea dei traditori degli ospiti.

E’ finita l’Italia ed è finita l’Europa con queste pustole di gentaglia. Sospettose di chiunque abbia letto un libro. Ignoranti come amebe di tutto. E al contempo superbe e sicure di essere le sole competenti e oneste in mezzo a un mare di merda.

L’epitome dell’ipocrisia: se da quei barconi di sventura cadessero in mare anche gattini e cagnolini, questi pusillanimi partirebbero con le loro imbarcazioni da diporto, pur di andare a salvare le vite dei quadrupedi. Ma per altri esseri umani, no. Per bambini grandi come un mio braccio, no. Per donne incinta sfrante dalla stanchezza e sventrate dall’egoismo di chi ha come massima preoccupazione di vita la propria cellulite o la ricrescita, no. Di quelli non interessa niente.

Non scrivono un tweet per loro. Anzi, li scrivono contro. Si compiacciono del “pugno duro” di un ministro degli Interni che contorna le sue politiche da pietà l’è morta facendosi un selfie sorridente con ciascuno dei bravi che vanno ad inneggiare ai suoi comizi. Si candeggiano l’anima raccontandosi che Soros, la Rai, Saviano e ovviamente Renzi hanno fatto un complotto. Con Photoshop. Quei bambini morti non sono morti e non sono bambini. Ma il vostro infame surrealismo delle coscienze non vi salverà. Per il vostro egoismo, per la vostra inumanità: cherem.