Il divieto scatterà dal 21 gennaio 2019. Da quella data i veicoli diesel fino a Euro 3 non potranno più circolare a Milano, poi da ottobre toccherà agli Euro 4 e dal 2024 il transito in città sarà vietato anche agli Euro 5. Lo ha annunciato il sindaco Beppe Sala durante il Festival dell’Energia a Roma, spiegando che dal prossimo anno sarà attiva “la Low emission zone ai confini della città, per cui da quella data non si potrà più entrare a Milano con i vecchi diesel, tranne il sabato e la domenica”. Un “passaggio delicato”, lo ha definito Sala, ma “che si deve fare”.

Nei prossimi mesi partirà una campagna informativa per evitare che gli automobilisti non siano informati della novità. Infatti, nonostante il 21 gennaio saranno attivi solo una decina dei 180 varchi previsti per i controlli, le multe scatteranno lo stesso, perché sarà già stata predisposta la segnaletica orizzontale e i controlli verranno supportati dalle telecamere di Area C e da dispositivi mobili della polizia locale che sono in grado di leggere le targhe, incrociando poi i dati con quelli della Motorizzazione civile.

Nei mesi successivi, ha spiegato l’assessore Marco Granelli, verranno attivati tutti i varchi, una volta individuati i punti migliori perché “bisogna sempre dare la possibilità a chi non può entrare di tornare indietro”. L’intero sistema di controlli, secondo le previsioni dell’amministrazione comunale che approverà un’apposita delibera a luglio, sarà in funzione tra la fine del prossimo anno e l’inizio del 2020. La multa per chi viola le nuove norme sarà di 80 euro.

I provvedimenti annunciati da Sala vanno “certamente nella giusta direzione specie se, come annunciato, l’orizzonte è una città “diesel free” al 2025″, commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia. “Su questa materia Sala si dimostra un sindaco coraggioso e attento alla salute dei suoi cittadini. Da qui ai prossimi anni auspichiamo che gli sia presente un dato essenziale: i diesel euro 6, in alcuni casi, inquinano persino di più dei diesel euro 3 che intende giustamente vietare. Si tratta di numeri, non di opinioni, e la fonte è quello stesso istituto – l’International Council for Clean Transportation (Icct) – dalle cui ricerche emerse lo scandalo Dieselgate. Sala faccia presto e faccia con determinazione: Greenpeace è con lui”, conclude Boraschi.