Matteo Renzi e Liliana Segre. Ma anche Mario Balotelli e Fabrizio Corona. E’ ampio il parterre di personaggi cui oggi Matteo Salvini ha ritenuto opportuno replicare, a voce o sui social network, nel giorno del suo primo impegno istituzionale nelle vesti di ministro dell’Interno. Il tema principale, il suo cavallo di battaglia: quello dei flussi migratori.

La giornata era iniziata con l’hashtag #colpadiSalvini lanciato per commentare in un tweet un articolo del Giornale sulla vicenda del bracciante maliano ucciso in Calabria, titolato: “Rivolta dei migranti contro Salvini: ‘razzista, tua pacchia è finita’”. Quindi, dopo aver trovato il tempo per replicare a Mario Balotelli sul tema dello ius soli e persino a Fabrizio Corona che ironizzava sulla sua nomina, il capo del Viminale ha assistito al Senato al discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e in serata ha risposto a suo modo agli interventi delle opposizioni.

Per i migranti “la pacchia è stra-finita – ha detto parlando con i giornalisti al Senato, rilanciando dopo l’intervento dell’ex segretario del Pd che in aula a Palazzo Madama aveva contestato la definizione di “pacchia per chi attraversa il deserto e rischia di morire in mare”. “Hanno mangiato abbondantemente alle spalle degli altri per troppo tempo”, ha rincarato il ministro perché ci sono “170mila presunti profughi che, in questo momento, guardano la tv in albergo pagati dagli italiani”.

Quindi il ministro dell’Interno ha reputato opportuno replicare anche a Liliana Segre, che in un intervento salutato con una standing ovation da tutte le forze politiche aveva ricordato di aver “conosciuto la condizione di clandestina e di richiedente asilo” e di rifiutarsi “di pensare che la nostra civiltà democratica sia sporcata da leggi speciali” nei confronti di Rom e Sinti: “Se accadrà mi opporrò con tutte le forze”. “La senatrice teme leggi speciali contro Rom e Sinti? – ha domandato in via retorica Salvini in conferenza stampa – paura infondata, mi basterebbe che rispettassero le leggi normali”. Anzi “faremo di tutto perché rom e sinti rispettino le leggi nazionali, specie per quanto riguarda i minori sfruttati“.

Tornando poi sulla tensione diplomatica innescata domenica con la Tunisia, che in una dichiarazione dal chiaro sappre elettorale aveva accusato di “mandarci i galeotti, Salvini è tornato a vestire i panni dell’uomo delle istituzioni: “Chiederò incontri ai tunisini ed ai libici per evitare che qualcuno aiuti gli scafisti“, ha detto tornando su uno dei suoi cavalli di battaglia: “Ancora in queste ore ci sono navi di presunte organizzazioni di volontariato che fanno invece affari con il traffico di esseri umani, quindi far parte di una maggioranza e avere un presidente del Consiglio che finalmente, dopo anni, si propone di salvare vite e risparmiare quattrini, mi da ancora più forza”.

La chiosa il ministro la dedica ancora all’attaccante della Nazionale di calcio: “L’Italia è il paese che concede più cittadinanze al mondo. La prossima volta Balotelli si candidi, diventi presidente del Consiglio e faccia quello che ritiene utile. Per il momento mi accontenterei se facesse qualche gol in più, che è il suo mestiere. A ognuno il suo compito”. “Devo dire – conclude – che con Mario Balotelli da un lato e Fabrizio Corona dall’altro, oggi ho interlocutori assolutamente importanti…”.