Sembrano quasi sbalorditi quelli di prima mentre guardano quelli del cambiamento: non solo i senatori della maggioranza, non solo i ministri, ma anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta applaudendo il discorso che lui stesso ha appena finito di pronunciare. Un training autogeno, un incoraggiamento prima di affrontare una strada così in pendenza, un’espressione di spirito di comunità (“una squadra di governo”, un “progetto per il cambiamento dell’Italia”) che può essere un antidoto per chi si trova addosso la tensione, l’emozione della prima volta: il professore diventato capo del governo, ma anche i due giovani leader che lo hanno voluto lì, in mezzo all’Aula del Senato, a scandire quelle parole in diretta televisiva. Uno è alla sua destra, Luigi Di Maio – gesti misurati, quasi studiati, solo sguardi d’intesa -, l’altro alla sua sinistra, Matteo Salvini – più sciolto, lo sfoglio dei fascicoli, un tweet per chiamare in soccorso altro sostegno: “Bella squadra”. Sono loro, Di Maio e Salvini, che sembrano voler rassicurare il presidente: lui beve un ultimo caffè, una battuta, ridono tutt’e tre, Salvini gli dà una pacca di sostegno. La presidente Casellati dà la parola, Conte si leva in piedi, si abbottona la giacca, butta lì un colpo di tosse per schiarirsi la voce e parla quanto pochissimi hanno parlato dentro al Senato, forse nessuno: un’ora, 11 minuti e 13 secondi. Assicura umiltà, determinazione, passione, abnegazione, ma confessa di avvertire “pesante la responsabilità” da quando per la prima volta è entrato in quell’Aula cioè pochi secondi prima. Un discorso che pare lunghissimo e in realtà è di poco più ampio di quello che fece – le mani in tasca – il suo predecessore Matteo Renzi. E’ lunghissimo perché il copione è il contratto di governo (“che anche io ho condiviso sia pure in forma discreta”), un canovaccio seguito in modo pedissequo, fin troppo, fino al dettaglio, fino ad accorgersi di dover procedere a salti per accelerare verso il finale.

A quel punto, d’altra parte, Conte è già riuscito a dire uno dei centri del suo discorso bipartito: il carcere per i grandi evasori, pene più alte per i reati contro la pubblica amministrazione, il rafforzamento della lotta ai patrimoni delle mafie da una parte. Parte così il coro sincopato – “Fuori la mafia dallo Stato” – che i senatori M5s hanno fatto risuonare molte altre volte nell’emiciclo di Palazzo Madama e allora era per provocazione oggi per sostegno. Il fisco, la sburocratizzazione, la famiglia, la sicurezza, l’eliminazione delle sanzioni a Mosca dall’altra parte.

Il presidente del Consiglio vuole dimostrare di condividere il programma bicolore e lo fa adeguando i gesti: guarda i banchi di Forza Italia quando parla della riforma della prescrizione, guarda quelli del Pd quando parla di riformare il sistema dell’accoglienza. Giocoforza indica un po’ di marchi di fabbrica del governo del cambiamento, parola pronunciata otto, nove, dieci volte: il conflitto d’interessi “tarlo del sistema economico”, il reddito di cittadinanza che però avrà bisogno di “una prima fase per rafforzare i centri per l’impiego“, la legittima difesa, lo stop al “business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà“. E’ su queste ultime parole che scroscia l’applauso più rumoroso dei 61 che interrompono il discorso: i senatori rullano anche i piedi in terra, come al palasport. Fa notare l’Ansa che Conte non cita mai il nome della Fornero, ma parla di pensioni, non parla di “pace fiscale” ma della “flat tax” anche se definita “un obiettivo“, non si azzarda ad avvicinarsi al Tav. Non dice nemmeno “euro” (lo farà nelle repliche per confermare l’appartenenza) ma parla della necessità di un’Europa “più forte e più equa”, che è – forse per un accidente, forse no – la stessa frase che Paolo Savona, nella domenica dello schianto istituzionale tra i partiti e il Quirinale, infilò nella noterella che avrebbe dovuto convincere il capo dello Stato sull’innocuità delle sue idee.

Conte usa la sua “terzietà”, nel senso di indipendenza, per mettere una prima quota di autonomia per rassicurare. È quando si parla di migranti che si sofferma, che sente addosso la fretta di mettere le cose in chiaro: “Non siamo e non saremo mai razzisti“. E’ così che mette, in mezzo alla lista del contratto, un pezzo di realtà che viene da fuori, “la vicenda tragica e inquietante” di Sacko, il migrante ucciso a fucilate in Calabria, su cui il governo era rimasto in silenzio per quasi due giorni di seguito. “Era uno tra i mille braccianti, con regolare permesso di soggiorno, che tutti i giorni in questo Paese si recano al lavoro in condizioni che si collocano al di sotto della soglia della dignità – dice Conte al Senato – A lui e ai suoi familiari va il nostro commosso pensiero. Ma questo non basta. La politica deve farsi carico del dramma di queste persone e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo”. Tutto il Senato si alza in piedi – parlamentari di maggioranza e di opposizione, i ministri – ed è l’unico momento in cui il Pd si ritrova ad applaudire con il M5s, ad eccezione forse della riconferma dell’alleanza Nato.

Un po’ a sorpresa per un professore universitario di diritto – un “cittadino”, come dice lui, “senza esperienza politica“, un “avvocato che tutelerà l’interesse dell’intero popolo” – la parte più ispirata appare quella più politica, scandita prima dell’elencazione al limite del compilativo del contratto di governo, dalla legge fallimentare da riformare alle associazioni sportive dilettantische, dall’apertura alla Russia in politica estera al taglio delle pensioni d’oro. Conte sembra più convincente quando si fa mezzo e voce del risultato elettorale, oltre che delle due forze politiche che lo hanno scelto: “Sono state accusate di essere populiste e antisistema. Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo“. Dice dopo pochi secondi che occorre “offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini”. Ripete poco dopo: “Qualcuno ha considerato questa novità in termine di cesura con la storia repubblicana, quasi un attentato alle tradizioni non scritte. Tutto vero, dirò di più: non credo si tratti di una semplice novità, la novità è che abbiamo affrontato un cambiamento radicale del quale siamo orgogliosi” che parta dai “diritti sociali ora smantellati” “Il vento del cambiamento sta soffiando dappertutto” ripete. “Il popolo si è espresso e ha chiesto il cambiamento” ribadisce, quasi come un avvertimento, alla fine. Il primo a stringergli la mano è Salvini, il secondo Di Maio, il terzo Giorgetti, il quarto Fraccaro. Toninelli fa il giro del banco e arriva da dietro. E’ il timbro finale di chi dirige il corpaccione della maggioranza che sta nascendo in Parlamento.

Come parecchi discorsi programmatici anche in quello del presidente-professore manca la parte del come: come, cioè, sarà possibile applicare alla realtà la sfilza di progetti, che le opposizioni fanno a gara a confrontare perché – dicono – incompatibili tra loro. Ma quella non è già più la fatica di oggi, è già quella di domani. A quel punto Conte comincerà a non essere più terzo, ma il presidente dei due partiti vincitori.

CRONACA ORA PER ORA DEL DISCORSO DI CONTE

13.26 – Seduta sospesa al Senato, dalle 14,30 28 iscritti a parlare
La presidente del Senato ha sospeso la seduta che riprenderà alle 14,30. Dalle 14,30 inizierà la discussione: sono iscritti a parlare 28 senatori. Tra questi anche l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi. Alle 17,40 inizieranno le dichiarazioni di voto dei 7 gruppi. Intorno alle 19 inizierà la prima chiama. Il risultato è previsto intorno alle 20,30.

13.26 – Standing ovation della maggioranza a fine discorso
Una standing ovation della maggioranza ha segnato la fine delle dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sono tornati a rullare i piedi e si è urlato più volte “bravo”. I ministri si sono congratulati con Conte. Immobili i senatori dell’opposizione.

13.25 – Conte al Senato: “Il vostro voto sarà parte della storia del Paese”
“Sono giunto alla fine del mio discorso. Il popolo si è espresso e ha chiesto il cambiamento. Adesso la parola sta a voi. Il vostro voto di oggi sarà parte della storia del Paese. Grazie a tutti”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte concludendo, al Senato, il suo discorso programmatico per il voto di fiducia.

13.22 – Conte: “Mia prima uscita pubblica in aree del terremoto”
“Un pensiero prima di chiudere ai terremotati, la mia prima uscita pubblica sarà dedicata a loro”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.

13.21 – Conte: “Disponibili a valutare apporto di altri gruppi parlamentari”
“Saremo disponibili anche a valutare, in corso d’opera, l’apporto di gruppi parlamentari che vorranno condividere il nostro cammino e, se del caso, aderire successivamente al contratto di governo, offrendo un apporto più stabile alla realizzazione del nostro programma”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato. Il riferimento in particolare è al gruppo dei Fratelli d’Italia.


Video di Manolo Lanaro

13.19 – Conte a opposizioni: “Governo si apre a voi, istituzioni sono casa di tutti”
“Una specifica considerazione rivolgo ai gruppi parlamentari che si collocheranno all’opposizione. Questo governo non è espressione del vostro sentire, ma si apre anche alle vostre valutazioni. Nel rispetto dei ruoli, qualora confermerete di non appoggiare questa iniziativa di governo, vi chiedo però di esercitare le vostre prerogative di opposizione in modo costruttivo e leale”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato. “Le istituzioni non sono il patrimonio di una sola forza politica ma sono la casa di tutti gli italiani e segnano la qualità del nostro ordinamento giuridico e del nostro vivere civile. Una opposizione anche ferma, ma leale e costruttiva è il sale della dialettica politica e serve per il buon funzionamento dell’”istituzione parlamentare” e dell’intero sistema democratico”, conclude.

13.18 – Martina: “Da Conte solo propaganda di Lega e M5s, discorso pieno di luoghi comuni”
“Dal presidente del Consiglio Conte una replica della propaganda che abbiamo ascoltato per 90 giorni da Lega e Cinque Stelle. Solo un discorso generico, pieno di luoghi comuni”. Lo scrive su Twitter Maurizio Martina, segretario reggente del Pd.

13.11 – Conte: “Rivedere legge fallimentare, non solo sanzioni”
“Promuoveremo una disciplina che riveda integralmente la tradizionale legge fallimentare, nel segno di un approccio ben più ampio, che abbandonando una logica meramente sanzionatoria, valga a disciplinare e definire, in modo organico, il fenomeno della cosiddetta “crisi di impresa”. Così il premier Giuseppe Conte.

13.06 – Conte: “Nel Def tagli a spesa sanitaria, invertiamo la rotta”
“Il documento di economia e finanza, credo che sia a voi noto, è stato già deliberato prevede una contrazione della spesa sanitaria. Sarà compito di questo Governo invertire questa tendenza per garantire la necessaria equità nell’accesso alle cure”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato per il voto di fiducia al governo. “Le differenze socioeconomiche non possono, non devono risultare discriminanti ai fini della tutela della salute per i cittadini del nostro Paese”, aggiunge.


Video di Manolo Lanaro

13.01 – Conte: “Serve il carcere per i grandi evasori”
“Un concetto deve essere qui ribadito con assoluta chiarezza: occorre inasprire l’esistente quadro sanzionatorio amministrativo e penale, al fine di assicurare il carcere vero per i grandi evasori”. Lo dice il presidente del consiglio Giuseppe Conte al Senato.

13.00 – Conte: “La flat tax sarà progressiva”
“Ci ripromettiamo di introdurre misure rivoluzionarie che conducano a una integrale revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al Senato. “L’obiettivo è la “flat tax”, ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell’imposta, in piena armonia con i principi costituzionali”.

12.59 – Applauso in piedi di tutta l’Aula per bracciante ucciso
Standing ovation unanime di maggioranza ed opposizione nell’Aula del Senato quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha manifestato condanna per l’uccisione del sindacalista maliano Soumaila Sacko avvenuta in Calabria. Tutti i senatori, nessuno escluso, si sono levati in piedi per applaudire. E’ stata l’unica standing ovation unanime della giornata.

12.58 – Conte: “Migrante ucciso, episodio inquietante. Pensiero commosso ma non basta”
“Non siamo affatto insensibili. Una riflessione merita la vicenda tragica e inquietante occorsa qualche giorno or sono. Sacko Soumayla è stato ucciso con un colpo di fucile: era uno tra i mille braccianti, con regolare permesso di soggiorno, che tutti i giorni in questo paese si recano al lavoro in condizioni che si collocano al di sotto della soglia della dignità. A lui e ai suoi familiari va il nostro commosso pensiero. Ma questo non basta. La politica deve farsi carico del dramma di queste persone e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.  


12.57 – Conte: “Procedure su rifugiati certe e veloci per garantire i diritti”
“Vogliamo che le procedure mirate all’accertamento dello status di rifugiato siano certe e veloci, anche al fine di garantire più efficacemente i loro diritti”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in Senato, parlando di immigrazione.

12.57 – I senatori di maggioranza rullano i piedi in sostegno di Conte
Come allo stadio. I senatori di maggioranza rullano i piedi, oltre ad applaudire, quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’Aula del Senato dice di voler porre uno stop al business dell’accoglienza degli immigrati. Particolarmente attivi nel battimano in questo passaggio delle dichiarazioni programmatiche.

12.56 – Conte: “Riorganizzazare il sistema dell’accoglienza”
Il governo intende “riorganizzare e rendere efficiente il sistema dell’accoglienza, assicurando trasparenza sull’utilizzo dei fondi pubblici ed eliminando ogni forma di infiltrazione della criminalità organizzata”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.

12.55 – Conte: “Non siamo e non saremo mai razzisti”
“Non siamo e non saremo mai razzisti”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato, parlando del tema immigrazione.

12.54 – Conte: “Ricollocamento migranti Ue sia automatico”
“Primo banco di prova del nuovo modo di dialogare con i partner europei è l’immigrazione. La gestione dei flussi finora è stata un fallimento: l’Europa ha consentito chiusure egoistiche di molti Stati che hanno scaricato, in primo luogo sul nostro Paesi, oneri e difficoltà. Chiederemo con forza il superamento del Regolamento di Dublino per ottenere l’effettivo rispetto dell’equa ripartizione delle responsabilità e realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo”. Lo dice il premier Giuseppe Conte.

12.53 – Conte: “Prima i centri per l’impiego, poi il reddito di cittadinanza”
“L’obiettivo del Governo è assicurare un sostegno al reddito a favore delle famiglie più colpite dal disagio socio-economico”, un beneficio “commisurato alla composizione del nucleo famigliare” e “condizionato alla formazione professionale e al reinserimento lavorativo”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in Senato. “Ci proponiamo, in una prima fase, di rafforzare i centri per l’impiego” per “sollecitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro con la massima efficienza e celerità possibili. Nella seconda fase, verrà erogato il sostegno economico vero e proprio”.

12.52 – Standing ovation della maggioranza su parole per contrasto alle mafie
Standing ovation dei senatori della maggioranza quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia fermezza nel contrasto alle mafie. Durante l’applauso in piedi, i senatori M5S hanno urlato in coro “fuori la mafia dallo Stato!”. La presidente Elisabetta Alberti Casellati ha dovuto scampanellare per riportare il silenzio.

12.50 – Conte: “Contro mafie ogni mezzo, aggressione a finanze e relazioni”
“Contrasteremo con ogni mezzo le mafie, aggredendo le loro finanze, le loro economie e colpendo le reti di relazioni che consentono alle organizzazioni criminali di rendersi pervasive nell’ambito del tessuto socio-economico”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato per il voto di fiducia al governo.

12.49 – Senatore Pd urla: “Conflitto d’interessi? Pensa a Casaleggio”
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte promette un impegno nell’Aula del Senato sul contrasto al conflitto di interessi. Un senatore del Pd gli urla: “Dillo a Casaleggio”.

12.49 – Conte: “Rafforzeremo norme contro il conflitto d’interessi”
“Rafforzeremo la normativa attuale in modo da estendere le ipotesi di conflitto fino a ricomprendervi qualsiasi utilità, anche indiretta, che l’agente possa ricavare dalla propria posizione o dalla propria iniziativa. Occorre rafforzare, inoltre, le garanzie e i presidi utili a prevenire l’insorgenza di potenziali conflitti di interesse”.

12.49 – Conte: “Conflitto d’interessi mina il sistema economico-sociale”
“Il conflitto di interessi è un tarlo che mina il nostro sistema economico-sociale fin nelle sue radici, e impedisce che il suo sviluppo avvenga nel rispetto della legalità e secondo le regole della libera competizione”. Così il premier Giuseppe Conte, in un passaggio del suo discorso al Senato, dedicato al conflitto di interessi. “Soggetti che sono istituzionalmente investiti dell’obiettivo di perseguire interessi collettivi, e che dovrebbero improntare le loro iniziative a una logica imparziale, in realtà, vengono sovente sorpresi a perseguire il proprio tornaconto personale”, aggiunge Conte. “Rafforzeremo la normativa attuale in modo da estendere le ipotesi di conflitto fino a ricomprendervi qualsiasi utilità, anche indiretta, che l’agente possa ricavare dalla propria posizione o dalla propria iniziativa. Occorre rafforzare, inoltre, le garanzie e i presidi utili a prevenire l’insorgenza di potenziali conflitti di interesse”.

12.48 – Conte: “Aumenteremo pene per i reati contro la Pa, soprattutto corruzione”
“Aumenteremo le pene per i reati contro la pubblica amministrazione, con introduzione del “daspo” per corrotti e corruttori. Rafforzeremo l’azione degli agenti sotto copertura, in linea con la convenzione di Merida. Saranno maggiormente tutelati coloro che, dal proprio luogo di lavoro – sia esso privato o pubblico -, denunceranno i comportamenti criminosi compiuti all’interno dei propri uffici”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato per il voto di fiducia al governo.

12.47 – Conte: “Aumentemo il numero dei penitenziari”
“Ove necessario, aumenteremo il numero di istituti penitenziari anche al fine di assicurare migliori condizioni alle persone detenute, ferma restando la funzione riabilitativa costituzionalmente prevista per la pena, che impone di individuare adeguati percorsi formativi e lavorativi”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato per il voto di fiducia al governo.

12.46 – Conte: “Inaspriremo le pene per la violenza sessuale”
“Inaspriremo le pene per il reato di violenza sessuale oltre all’equo indennizzo a favore delle vittime”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato per il voto di fiducia al governo.

12.45 – Conte: “Riformeremo anche la prescrizione”
“Riformeremo anche la prescrizione, che deve essere restituita alla sua funzione originaria, non più ridotta a mero espediente per sottrarsi al giusto processo”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato per il voto di fiducia al governo. Nel passaggio sulla prescrizione, il presidente del Consiglio ha concentrato il proprio sguardo nell’Aula del Senato verso i banchi dei senatori di Forza Italia. 

12.44 – Conte: “Europa nostra casa, ma sia più forte e più equa”
“L’Europa è la nostra casa. Quale Paese fondatore abbiamo il pieno titolo di rivendicare un’Europa più forte e anche più equa, nella quale l’Unione economica e monetaria sia orientata a tutelare i bisogni dei cittadini, per bilanciare più efficacemente i princìpi di responsabilità e di solidarietà”. Così il premier Giuseppe Conte durante il suo discorso programmatico in Senato. “Più forte e più equa” è l’espressione usata da Paolo Savona, ministro per gli Affari europei, nella nota che ha preceduto il rifiuto di Mattarella di firmare la sua nomina a ministro dell’Economia.

12.40 – Renzi dà il via all’applauso a appartenza a Nato (unico bipartisan)
Matteo Renzi da il via all’applauso dell’Aula del Senato, il primo bipartisan della giornata, quando il presidente del Consiglio Giuseppe Cinte ribadisce la fedeltà dell’Italia alla Nato. Quando Conte sottolinea l’attenzione alla Russia, il Pd non applaude e Renzi torna a riportare la calma tra i suoi.

12.39 – Conte: “Crescita in quadro di stabilità finanziaria”
“L’eliminazione del divario di crescita tra l’Italia e l’Unione Europea è un nostro obiettivo, che dovrà essere perseguito in un quadro di stabilità finanziaria e di fiducia dei mercati”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.

12.38 – Applausi scroscianti quando Conte rivendica “populismo”
Diversi applausi hanno interrotto più volte il discorso del premier Giuseppe Conte in Senato prima del voto di fiducia. Uno particolarmente lungo si è alzato dai banchi dell’emiciclo quando il presidente del Consiglio ha rivendicato il “populismo” e l’essere “antisistema” di Lega e M5S, dando un’accezione positiva al significato dei due termini. Applausi scroscianti anche quando Conte promette: “Metteremo fine al business dell’immigrazione che è cresciuto a dismisura sotto il mantello della solidarietà”.

12.37 – Conte: “Taglieremo pensioni d’oro a 5mila euro”
“Le cosiddette pensioni d’oro sono un esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5mila euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati”. Lo dice il presidente del consiglio Giuseppe Conte in Senato.

12.36 – Conte: “Usa alleato privilegiato, ma noi fautori di apertura a Mosca”
“Intendiamo ribadire la convinta appartenenza del nostro Paese all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato. Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.

12.35 – Salvini twitta mentre parla Conte: “Finalmente agenda su tasse, lavoro, migranti”
“Qui Senato, bella squadra, operativi! Finalmente un governo che ha in testa alla sua agenda i temi delle tasse, del lavoro e dell’immigrazione”. Lo dice il ministro dell’Interno, Matteo Salvini in un tweet, durante il discorso programmatico del premier Giuseppe Conte.

12.34 – Conte: “Il vento del cambiamento sta soffiando dappertutto”
“Se anche realizzassimo solo le innovazioni che ho appena enunciato, i cittadini percepirebbero immediatamente che il vento nuovo non ha soffiato invano. Percepirebbero che il vento del cambiamento sta soffiando dappertutto: nelle grandi città e nei piccoli comuni. Percepirebbero che la loro qualità della vita è migliorata e si sentirebbero anche più uniti e orgogliosi di vivere in questo nostro bellissimo Paese. Questo è in definitiva il nostro obiettivo”. Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte al Senato.

12.35 – Conte: “Vogliamo un nuovo patto sociale trasparente ed equo”
“In questo tempo di crisi e difficoltà ci impegniamo a dare sostanza alla previsione contenuta nel primo articolo della nostra Costituzione, che fonda la Repubblica sul lavoro. Vogliamo costruire un nuovo patto sociale trasparente ed equo, fondato sulla solidarietà ma anche sull’impegno, consapevoli che solo con la partecipazione di tutti allo sviluppo del Paese potremo garantire un futuro di prosperità anche ai nostri figli”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato per il voto di fiducia al governo.

12.34 – Renzi “calmiere” tra i senatori del Pd
Matteo Renzi “calmiere” tra i senatori del Pd durante le dichiarazioni programmatiche del presidente de Consiglio Giuseppe Conte. Ad un passaggio del premier qualche senatore democratico stava per alzare la voce in polemica. Ma Renzi ha fatto il gesto di star tranquilli con le mani. Intanto, durante i discorso, continua ad appuntarsi delle parole su un foglio.

12.33 – Conte: “Cambiamento anche nel metodo: ascolto, esecuzione e controllo”
“Il cambiamento non sarà solo nelle parole e nello stile, ma soprattutto nel metodo e nei contenuti. Dal punto di vista metodologico, la nostra iniziativa si articolerà su tre fronti”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato. I tre fronti, ha spiegato, sono ascolto, esecuzione e controllo. anche attraverso “i nuovi strumenti di democrazia diretta che il contratto si propone di introdurre”.

12.32 – Conte: “Contro corrotti Daspo e agenti sotto copertura”
“Cambia che combatteremo la corruzione con metodi innovativi come il “daspo” ai corrotti e con l’introduzione dell’agente sotto copertura”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato elencando i cambiamenti nei contenuti che porterà il nuovo governo.

12.31 – Conte: “Giù tasse ma anche debito pubblico”
I cittadini “hanno diritto a pagare in maniera semplice tasse eque. C’è di nuovo che il debito pubblico lo vogliamo ridurre, ma vogliamo farlo con la crescita della nostra ricchezza, non con le misure di austerità che, negli ultimi anni, hanno contribuito a farlo lievitare”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.

12.30 – Conte: “Salario minimo, reddito di cittadinanza, pensioni dignitose”
“E’ ora di dire che i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario, affinché nessuno venga più sfruttato, che hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati, che hanno diritto a una pensione dignitosa”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.

12.30 – Conte: “Stop al business dell’immigrazione”
“Il cambiamento è in una giustizia rapida ed efficiente e dalla parte dei cittadini, con nuovi strumenti come la class action, l’equo indennizzo per le vittime di reati violenti, il potenziamento della legittima difesa. Cambia che metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà”. Così il premier Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.

12.28 – Conte: “Potenzieremo la legittima difesa”

12.27 – Conte: “Prima preoccupazione diritti sociali ora smantellati”
“Cambia il fatto che la prima preoccupazione del Governo saranno i diritti sociali, che nel corso degli ultimi anni sono stati progressivamente smantellati con i risultati che conosciamo: milioni di poveri, milioni di disoccupati, milioni di sofferenti”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.

12.27 – Conte: “Populisti? Se significa ascoltare la gente, allora sì”
“Ci prendiamo la responsabilità di affermare che ci sono politiche vantaggiose o svantaggiose per i cittadini: le forze politiche che integrano la maggioranza di governo sono state accusate di essere populiste e antisistema. Se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo”. Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte al Senato.

12.25 – Conte: “Fine ideologie, voto mostra mappa inedita”
“Presentarsi oggi nel segno del cambiamento non è scelta retorica o propagandistica ma” risponde alla “necessità di aprirsi al vento nuovo che soffia da tempo nel Paese e che ha prodotto una geografia del consenso politico completamente inedita”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato, sottolineando che “non esistono più forze politiche che come un tempo esprimono una visione del mondo” e quindi “che esprimono la loro azione in base a sistemi ideologici”.

12.24 – Solo la maggioranza applaude Conte
Solo la maggioranza applaude il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Fino ad ora, il premier ha incassato quattro applausi dai partiti che lo sostengono. Immobili, invece, tutti gli altri senatori.

12.24 – Assenze nel centrodestra, c’è Renzi
Ai banchi del governo, l’esecutivo al completo. Fra i ministri domina il grigio, tranne la ministra della Salute Giulia Grillo, in completo rosa. L’aula, presieduta da Elisabetta Alberti Casellati, presenta qualche scranno vuoto nel centrodestra e assiste attenta alle dichiarazioni del premier, compreso l’ex segretario del Pd Matteo Renzi.

12.23 – Conte: “Finite spartizioni, trasparenti anche su diversità”
“Rispetto a prassi che prevedevano valutazioni scambiate nel chiuso di conciliaboli tra leader politici per lo più centrate sulla spartizione di ruoli personali e ben poco sui programmi, ci presentiamo non nascondendo le diversità e rinunce reciproche, nel segno della trasparenza nei confronti degli elettori”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.

12.22 – Conte: “Io avvocato del popolo italiano”
“Come già ho anticipato mi propongo a voi, e a attraverso voi, come avvocato che tutelerà l’interesse dell’intero popolo italiano. Qualcuno ha considerato questa novità in termine di cesura con la storia repubblicana, quasi un attentato alle tradizioni non scritte. Tutto vero, dirò di più: non credo si tratti di una semplice novità, la novità è che abbiamo affrontato un cambiamento radicale del quale siamo orgogliosi”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato

12.21 – Conte: “Non ho esperienza politica, sono un cittadino”
“Sono grato a chi rinunciando a legittime ambizione personali ha reso possibile la formazione del governo, e mi fanno sentire ancora più profondamente le responsabilità. Non ho pregresse esperienze politiche, sono un cittadino che si è dichiarato disponibile ad assumere eventuali responsabilità e successivamente ad accettare la responsabilità di governo”. Lo ha detto il presidente del consiglio Giuseppe Conte al Senato.

12.20 – Conte: “Salvini e Di Maio hanno messo davanti l’interesse del Paese”
“Sono grato a chi, rinunciando a legittime ambizioni personali ha saputo porre davanti a tutto l’interesse generale” e ha “proposto il mio nome per la guida del governo di comune accordo”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato ricordando che “gli obiettivi” del governo “sono affidati alla pagina scritta perché dichiarati in modo trasparente, vincolandosi ad adottare tutte le iniziative e le misure necessarie a perseguirle”.

12.19 – Juncker incontrerà Conte a margine del G7 in Canada
Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker “incontrerà il nuovo primo ministro dell’Italia, Giuseppe Conte. L’incontro avrà luogo a margine del G7 che si terrà in Canada più avanti nel corso della settimana”. Lo annuncia il portavoce capo della Commissione, Margaritis Schinas, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.

12.18 – Conte: “Portato cambiamento radicale di cui siamo orgogliosi”

12.17 – Conte: “Incarico con umiltà e determinazione”
“Assumo questo compito con umiltà e determinazione, consapevole dei miei limiti, ma anche con l’abnegazione di chi comprende il peso delle responsabilità affidatemi. Non sono spinto da nient’altro che da spirito servizio”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenendo in Aula al Senato per la fiducia.

12.16 – Conte: “Avverto pesante responsabilità”
“Entrando per la prima volta in questo luogo avverto pesante la responsabilità per ciò che questo luogo rappresenta”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte iniziando il suo discorso al Senato per ottenere la fiducia.

12.15 – Conte: “Fiducia per un progetto per cambiare l’Italia”
“Con questo spirito e questa consapevolezza oggi ci presentiamo a voi per chiedere la fiducia a favore non solo di una squadra di governo ma di un progetto per il cambiamento dell’Italia, formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche che formano la maggioranza parlamentare”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.

12.15 – Conte: “Bisogna offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini”
E’ necessario “offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini: la crescente disattenzione verso le istituzioni e la perdita di prestigio devono spingere a tutti a un supplemento di responsabilità che passa attraverso una maggiore apertura alle istanze reali che vengono da chi vive fuori da questi Palazzi. L’autorevolezza del governo e del Parlamento non possono basarsi solo sui compiti affidati loro dalla Carta istituzionale ma devono essere conquistati giorno dopo giorno operando con disciplina e onore e mettendo da parte le convenienze”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nel discorso per la fiducia in Senato.

12.13 – Conte inizia con un saluto a Mattarella
“Rivolgo un saluto al presidente della Repubblica che rappresenta l’unità nazionale e che ha accompagnato le fasi di formazione di questo governo”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato per il voto di fiducia al governo.

12.12 – Iniziato il discorso programmatico di Conte
E’ iniziato nell’Aula del Senato, il discorso programmatico del presidente del Consiglio Giuseppe Conte su cui l’Assemblea si esprimerà questa sera con il voto di fiducia. Subito dopo l’intervento, i lavori di Palazzo Madama saranno sospesi per consentire al premier di depositare il discorso alla Camera. Riprenderanno quindi alle 14,30 con la discussione generale. La replica e le dichiarazioni di voto saranno a partire dalle 17.30. Le operazioni di voto per la fiducia inizieranno alle 19.15.

12.03 – Cirinnà in aula con t-shirt pro famiglie arcobaleno
Una maglietta rosa con scritto ‘famiglie arcobaleno, associazione genitori omosessuali’ per “accogliere il ministro della Famiglia Fontana”. L’ha indossata la senatrice del Pd Monica Cirinnà, promotrice della legge sulle unioni civili e la esibisce nel transatlantico del Senato dove si sta attendendo il discorso programmatico del nuovo presidente del Consiglio. “Appena entro in Aula – spiega ai cronisti Cirinnà – andrò a stringere la mano del ministro”.

12.00 – Giulia Grillo: “Orgoglio ed emozione”
“Con un po’ di orgoglio ed emozione, così la viviamo questa giornata e anche un po’ di festa perché questo governo nasce ufficialmente anche a livello parlamentare”. Così il neoministro alla salute Giulia Grillo entrando al Senato per il voto di fiducia al governo M5s-Lega. E sull’intervento del premier Conte ha aggiunto: “Mi aspetto che abbia raccolto tutto ciò che abbiamo cercato di mettere nel contratto, questo senso di discontinuità rispetto al passato che vogliamo dare e che vogliono anche cittadini – ha detto – La discontinuità comincia anche da linguaggio delle parole, non è soltanto a livello di propaganda. E poi mi aspetto azioni concrete che sono quelle che ci permetteranno di dare la sensazione reale che qualcosa sta cambiando. Ma ci vuole un pò di tempo per quello”.

11.57 – Conte al Senato da ingresso secondario: “Passaggio importante, sono emozionato”
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è giunto al Senato entrando da un ingresso secondario. “Oggi è un passaggio importante per me ed il Paese. Sono emozionato”, ha detto varcando la soglia di Palazzo Madama.

11.55 – Di Maio è arrivato al Senato
Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio è entrato a piedi al Senato per il dibattito sulla fiducia al governo Conte, senza rilasciare dichiarazioni.

11.46 – Fraccaro: “Subito al lavoro e fare bene”
“La nostra preoccupazione principale ora è metterci subito al lavoro e fare bene”. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, arrivando al Senato dove tra pochi minuti si apre il dibattito sulla fiducia.

11.42 – Bonafede: “Contratto di governo bellissimo ed ambizioso”
“Presentiamo al Parlamento italiano un contratto di governo bellissimo e molto ambizioso”. Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede entrando al Senato. Il Guardasigilli ha negato che “il premier Conte sia una mia invenzione”, “sarebbe profondamente ingiusto dirlo” ha risposto Bonafede alla domanda di un cronista. “Io l’ho solo presentato al M5S”, ha aggiunto.