Voglio parlarvi di una scommessa. Anzi di due scommesse.

Si dicono spesso pessime cose sulle scommesse. Eppure l’uomo ha bisogno di scommettere. La scommessa è il lato oscuro del sogno e solo chi non sogna non ha voglia scommettere. C’è addirittura chi come Tommaso Landolfi le scommesse preferiva perderle. Pur di non rinunziare a sognare.

In ogni caso scommettere (nel suo significato più diffuso) deriva da uno scommettere primigenio, che rimanda all’azione dello smontare, dello sconnettere, del separare in parti che è cosa indispensabile quando si voglia ricostruire. C’è addirittura un terzo significato – che letterariamente è primo, quello dantesco del 27esimo canto dell’Inferno – e sta per “seminare discordia, creare divisioni e scissioni”. Insomma, in ogni caso, scommettere significa prendersi una responsabilità. Che è cosa assolutamente fuori moda. Inattuale.

E le due scommesse di cui vi parlo lo sono in tutti e tre i sensi. Sono polvere di sogno (quello di una poesia infine libera dai recinti letterari), tentativo di smontare una macchina ormai polverosa e grippata (quella della poesia-letteratura, appunto) per ricostruirne una nuova (infine prima di tutto poetica) e inevitabilmente stanno lì a dividere ciò che qualcuno si ostina a immaginare come un tutt’uno irenico e pacificato (perché ogni linguaggio, a dirla con Edoardo Sanguineti, è ideologia e ogni poetica uno squillo di sfida).

La prima scommessa è quella di una nuova collana di poesia con musica e poetry comicsCanzoniere, edita da Squi[libri] e diretta da me, Gabriele Frasca, Frank Nemola e Claudio Calia; una cosa sostanzialmente inaudita in Italia, in cui non si ricicleranno cantautori in disarmo per donare loro una nuova vita nella categoria minore (quella dei versi, tanto prestigiosa, ma che non vende un cazzo), ma si cercherà invece di dare spazio alla poesia presente nel presente, contemporanea al proprio mondo e capace di avere nostalgia del futuro che torna a vivere insieme alla musica, non per farsi canzonetta ma per tornare ad essere – sino in fondo – se stessa e che cortocircuita con la band dessinée.

Sono già fuori due titoli, Santa Bronx – di Alberto Dubito e Disturbati dalla CUiete con i poetry comics di Claudio Calia – e Desiertos de amor, di Raul Zurita (uno dei più grandi poeti latinoamericani viventi) con il gruppo rock Gonzalez y los Asistentes e i comics di Massimo Giacon. Altri due ne usciranno nel 2018: Tinta da lingua di Yolanda Castaño e Isaac Garabatos con i comics di Miguelanxo Prado e Dorso mondo di Gabriele Stera con Jérémy Zaouati e Franziska Baur e i disegni di Martina Stella.

Poi c’è la seconda scommessa: è un invito avanzato a tanti poeti, musicisti, autori di fumetti per vedersi a Roma (10 maggio) per Canzoniere – La poesia prende fiato al Teatro Tor Bella Monaca, sia per festeggiare la nascita della collana sia per mostrare pubblicamente quanta e di che gran qualità sia la poesia orale oggi, quanto sia artisticamente proficuo il suo riaccordarsi con la musica, quanto stimolante la sua capacità di incrociare i comics.

Voglio dirvi i loro nomi, uno per uno, per ringraziarli della loro generosità. A partire da un maestro assoluto Nanni Balestrini, un autore che ha segnato con la sua opera tutta la fine di un secolo e anche l’alba di un altro. E da un altro maestro che ha fatto la storia della poesia concreta e sonora internazionale, Giovanni Fontana. E poi i giovanissimi ma già stupefacenti Gabriele Stera con il suo flusso ininterrotto di poesia e suoni – e Matteo Di Genova – che con Marco Crivelli intreccia i ritmi di parole e suoni come un rapsodo – e quelli che sono ancora giovani ma che già hanno lasciato un segno: l’intensità acuminata di Marthia Carrozzo accordata alla musica di Nabil Bey, la matematica accuratezza di Adriano Padua e il rap impegnato e poetico di Kento – con i beat di Dj Fuzzten – le parole e i ritmi corporei di Monica Matticoli – con il canto e i suoni di Miro Sassolini – e Daniele Vergni  che regalerà le sue sonorità anche ai versi che Rosaria Lo Russo consacra al grande Hafez.

E ancora, la poesia sonora e sgarbata di Acchiapshpirt e l’andamento “post-beatnik” di Marco Palladini, il calore e il colore inconfondibili dei Pane, la ricerca raffinatissima del cursus unico di Gabriele Frasca in uno con l’elettronica i clarinetti di Roberto Paci Dalò e il violoncello di Irene Aurora Paci, i versi sospesi e spietati di Sara Ventroni con l’organetto sinfonico di Alessandro D’Alessandro, che poi si esibirà con Canio Loguercio ricomponendo un duo reduce dal conferimento di una meritatissima Targa Tenco; oltre al vostro cronista, come sempre dialogante con le musiche di Frank Nemola (e Paolo Fresu).

E poi Maria Pia De Vito – la più bella delle nostre voci jazz – che per l’occasione metterà in musica Amelia RosselliAlessio Lega  voce storica del canto a dispetto italiano – che farà lo stesso con Balestrini e Marco Philopat – che in Italia è sinonimo di punk – con Dr. Sospè per ricordare Alberto Dubito.

Ma non solo: per riflettere su ciò che accade, sul palco saliranno anche Alberto Abruzzese – sociologo e studioso che ha segnato il pensiero europeo di questi ultimi decenni – Cecilia Bello Minciacchi punta di diamante della critica letteraria italiana – e Pinotto Fava – inventore della mitica Audio Box, una trasmissione che ha fatto la storia della radio italiana.

E non sarebbe Canzoniere senza i comics. A realizzarli dal vivo – in una performance di live-drawing che durerà lungo tutto lo spettacolo – saranno (grazie alla collaborazione con Becco Giallo) Claudio Calia, Alessandro Ranghiaschi e Manuela Santoni.

E se noi abbiamo scommesso sulla poesia, sulla musica e sui comics è perché speriamo che voi tutti scommettiate su Canzoniere. Proprio a partire dal 10 maggio.