Igino, suo figlio, è un disabile gravissimo, cerebroleso dalla nascita, in stato vegetativo. Eppure per avere diritto, quest’anno, al sostegno economico previsto da una legge regionale del 2012, la Regione Abruzzo gli ha consegnato un nuovo modulo sperimentale di valutazione della sua autosufficienza. Per stabilire se questo ragazzo di Vasto sia ancora veramente incapace di badare a se stesso, dovrebbe rispondere, e di suo pugno, al test adottato dall’ente regionale, il cosiddetto “profilo di assertività di Gillan“. Costretto a barrare quadratini da 1 a 4 di intensità ad affermazioni di questo tipo: “Ho facilità a prendermi carico di qualsiasi situazione“, “non ho nessuna difficoltà a fissare a lungo una persona negli occhi”, “quando mi sento nervoso, mi strofino le mani”, “per farmi strada nella vita, non uso né il sarcasmo né l’ironia”, e “sono tenace e in genere raggiungo i miei obiettivi, costi quel che costi”.

Ma quando la commissione Asl incaricata ha provato a ritirare i risultati del “quiz”, Walter Cucinieri, padre di Igino, ha denunciato all’opinione pubblica l’accaduto, e non soltanto a quella. “Sto preparando un esposto che consegnerò alla Procura della Repubblica della mia città – racconta -. Anche perché continuano a verificarsi svariati altri casi analoghi che però non vengono a galla. Io e mia moglie siamo arrabbiatissimi, perché con questi esperimenti di valutazione giocano con l’esistenza di interi nuclei familiari e non capiscono che, prendendoci cura noi stessi dei nostri cari, facciamo risparmiare loro tanto denaro. Noi chiediamo 50 euro al giorno, appena un sesto di quanto costerebbe assisterli se a pensarci fosse direttamente lo Stato.

La circolare della Giunta regionale abruzzese è stata spedita dal dipartimento per la salute e il welfare, servizio politiche per il benessere sociale (ufficio integrazione sociale e disabilità). Il documento porta in calce tre firme e ha per oggetto gli “interventi regionali per la vita indipendente”. Con annessa “adozione di una scala di valutazione delle capacità di autodeterminazione dei beneficiari”, che servirà ad accertare e fissare una graduatoria tra i “soggetti richiedenti i contributi previsti dalla legge regionale 57/2012”. Dal 2018, nella regione tuttora presieduta dal neo-senatore Pd Luciano D’Alfonso, è il profilo di assertività di Gillan il nuovo metro di indagine e di discrimine pubblico per il supporto finanziario ai diversamente abili. Dai 6 ai 12mila euro l’anno: è questa la forbice del contribuito regionale, che si può richiedere solo se il proprio reddito I.s.e.e. non supera i 20mila euro. E tutti i distretti sanitari di base e gli ambiti distrettuali sociali sono tenuti a uniformarsi al nuovo corso.

“Ma è possibile che non riusciate a capire che il mio Igino e tanti altri come lui non potrà mai, e poi mai, compilare un simile test? È anche autistico e affetto da tetraparesi spastica – dice ancora Walter Cucinieri -. Ai politici e ai funzionari faccio questo invito: prima di approvare e modificare norme di cui magari possedete una conoscenza vaga e superficiale, perché non provate a vivere una giornata, una e basta, di assistenza a un disabile? Sono creature meravigliose: un’esperienza che vi renderebbe molto più ragionevoli, e molto più umani”.

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