Palestina libera’ e ‘Israele stato assassino’. Anche quest’anno il 25 aprile di Milano viene sporcato dagli insulti rivolti alle associazioni degli ex internati nei campi di concentramento nazisti. Le proteste, esattamente come un anno fa, sono partite da un gruppo di militanti dei movimenti filopalestinesi quando il corteo celebrativo, partito intorno alle 14 e 30 da corso Venezia e diretto in Duomo, era arrivato a Piazza San Babila.

Ma quello di Milano è stato solo uno dei momenti di tensione che si sono registrati in tante città italiane durante le celebrazioni per la Festa della Liberazione. A Roma il corteo organizzato dall’Anpi e da altre associazioni si è svolto senza la comunità ebraica, polemica sulla presenza di una rappresentanza palestinese. Fischi per la sindaca Virginia Raggi durante il discorso, così come a Risiera di San Sabba, unico lager nazista in Italia, sono stati fischiati il rabbino e il sindaco. A Firenze sono stati arrestati quattro manifestanti antifascisti che hanno cercato di disturbare la cerimonia tenuta dal sindaco Pd Dario Nardella.

La protesta di Milano – L’episodio di Milano è avvenuto all’ingresso di Piazza San Babila, dove una cinquantina di attivisti contro l’occupazione della Palestina hanno atteso la Brigata Ebraica e hanno gridato loro frasi come “Fuori i sionisti dal corteo” e “Palestina libera, Palestina rossa”. Proteste che hanno assunto il tono dell’insulto poiché rivolte nei confronti dello spezzone di corteo dove transitavano le associazioni degli ex deportati nei lager nazisti.

Da parte di alcuni manifestanti della Brigata Ebraica ci sono state reazioni di stizza ma la tensione non è sfociata in un confronto fisico e il corteo è proseguito senza incidenti. Gli antagonisti hanno anche gridato “Venduti, venduti” allo spezzone del Pd che è passato subito dopo.

A Roma corteo diviso – Dopo le polemiche che lo hanno anticipato, con la comunità ebraica di Roma che ha deciso di non prenderne parte, il corteo organizzato dall’Anpi della Capitale è partito intorno alle 10 davanti alla sede della Regione Lazio per arrivare a Porta San Paolo. “Ci dispiace molto che non ci sia la comunità ebraica di Roma. Troviamo però incomprensibile la sua posizione”, ha detto Bassam Saleh, rappresentante della comunità palestinese di Roma durante il corteo. “Io sono stupita dello stupore – ha risposto la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello – perché quando dieci mesi fa la sindaca ci ha convocati chiedendoci un impegno a una partecipazione unitaria noi abbiamo posto fin dall’inizio, noi e la sindaca per prima, alcune condizioni chiare. Le regole vanno rispettate, le regole d’ingaggio dovevano essere condivise e non dovevano essere ammesse provocazioni”.

“L’auspicio è che l’anno prossimo si riesca ad avere un unico 25 aprile” ha ribadito la sindaca di Roma Virginia Raggi, a margine del suo intervento dal palco di Porta San Paolo, durante il quale è stata anche fischiata, in particolare dallo spezzone del corteo della Comunità palestinese. “Abbiamo lavorato tutti uniti per cercare di costituire un corteo unitario – ha sottolineato la sindaca – Sicuramente l’anno prossimo faremo un nuovo tentativo. Credo che avremmo dovuto raccogliere un testimone importante”.

Quattro arresti a Firenze – Mentre l’ex segretario Pd Matteo Renzi ‘sondava’ i passanti di Piazza Santa Croce su un eventuale governo con i stelle, a pochi passi, in via Verdi, un gruppo di manifestanti antifascisti è venuto a contatto con la Digos questa mattina a Firenze. Dopo gli accertamenti in questura sono state arrestate quattro persone, tra cui una donna. Il corteo, composto da una cinquantina di persone, non era stato preavvisato ma solo annunciato con volantini. Il gruppo ha cercato di entrare in piazza Santa Croce per disturbare la cerimonia del 25 aprile con il sindaco Dario Nardella e le altre autorità.

Fischi a Trieste e Genova – Contestazioni anche a Trieste durante la cerimonia di Risiera di San Sabba, unico lager nazista in Italia, dove il rabbino Alexander Meloni è stato fischiato mentre prendeva la parola per celebrare il rito religioso ebraico. Quando si sono alzate delle bandiere palestinesi, la comunità ebraica presente ha deciso di abbandonare la cerimonia. Polemiche anche verso il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, contestato per tutta la durata del discorso e accusato di essere ‘fascista’ da una parte della folla “Quando c’era il fascismo non si poteva parlare e ora che c’è la democrazia ugualmente non si può parlare. Non si capisce più chi sono i fascisti” ha commentato Dipiazza.

Qualche fischio ma anche applausi per il sindaco di Genova Marco Bucci e per il governatore della Liguria Giovanni Toti, interrotti durante il loro discorso in piazza Matteotti a Genova. “Il bello del 25 aprile e di quello che ne è seguito, il bello della democrazia è che io posso stare a parlare e voi potete stare lì a fischiarmi ma non succede niente. Ci ritroviamo subito dopo, almeno con tutti coloro che credono in quella carta costituzionale per cui le persone che oggi onoriamo hanno combattuto” ha detto il presidente ligure Giovanni Toti durante la celebrazione.

Momenti di tensione anche a La Spezia, quando intorno alle 11 un 25enne si è affacciato dal balcone di casa, nel quartiere del Termo, facendo il saluto fascista verso le persone presenti alla cerimonia per festeggiare la Liberazione. Dopo essere stato invitato a smetterla, il giovane è sceso in strada brandendo un coltello da cucina prima di rientrare a casa. Sentiti i testimoni, ora il 25enne potrebbe essere denunciato per propaganda del regime fascista, porto d’armi e minaccia aggravata.