I suoi compagni di liceo, interpellati dai media locali, lo ricordano come un ragazzo solitario che “non stava mai in gruppo”. Qualcuno si spinge a dire che era “pieno di tic, un disadattato”. Di certo, sul conducente del furgone bianco che ha travolto i passanti a Toronto, uccidendone dieci e ferendone altri quindici, si sa che si chiama Alek Minassian ed è un 25enne canadese di origini armene.

Incriminato dagli investigatori per l’omicidio volontario di 10 persone e per tentato omicidio, Minassian non è legato ad alcun gruppo terroristico e non ci sono prove che dimostrino una sua eventuale radicalizzazione, dicono gli inquirenti. Secondo le informazioni riportate sul suo profilo Linkedin, il ragazzo è residente a Richmond Hill, una cittadina dell’Ontario poco distante da Toronto, e studia informatica al Seneca College. Alcune fonti locali sostengono però che Minassian ha fatto più volte ricerche sul web per ottenere informazioni sulla strage del 2014 di Isla Vista, in California. In quella circostanza un ragazzo di 22 anni investì e uccise sei persone e ne ferì altre quattordici nei pressi del campus di Santa Barbara. Una vicenda che ricalca quella avvenuta il 23 aprile a Toronto.

Il collegamento fra Minassian e l’episodio di Isla Vista è testimoniato anche da un post, pubblicato su un profilo Facebook riconducibile al killer (ma non confermato), in cui viene elogiato l’autore 22enne di quella strage, Elliot Rodger. “La rivolta degli Incel è già iniziata!”, si legge nel messaggio visionato da Cbc Canada. “Distruggeremo tutti i Chads e gli Stacys! Tutti salutano il Supremo Signore Elliot Rodger!”. Il riferimento è all’Incel movement (Involuntary celibacy), un gruppo maschilista di persone che si sentono vittime del “celibato forzato” e rivendicano il presunto “diritto” dei maschi di poter avere rapporti sessuali con le donne. Del movimento faceva parte proprio il killer di Isla Vista, che in un video pubblicato in rete prima della strage diceva di “essere ancora vergine dopo due anni di college e di non aver ricevuto mai un bacio”. E rivolgeva accuse a tutte le donne che lo hanno rifiutato: “Concedono affetto e sesso agli altri uomini ma non a me”.

L’identificazione delle vittime – Mentre continuano le ricerche sul passato di Alek Minassian, gli inquirenti hanno iniziato le procedure di riconoscimento delle dieci persone che sono decedute nella strage del 23 aprile. La prima è Anne Marie D’Amico, dipendente di Invesco, un’azienda americana che si occupa di gestione degli investimenti. La donna, nonostante il cognome di origini italiane, è una cittadina canadese.