Il giudice d’appello dell’Alta Corte britannica Anthony Hayden ha chiesto ai medici dell’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool di valutare se consentire che Alfie Evans venga riportato a casa dal padre e dalla madre, mentre non ha fatto alcuna apertura su un trasferimento in Italia. Che nel Consiglio dei ministri di oggi, su proposta del capo del Viminale Marco Minniti, ha concesso la cittadinanza al piccolo. Lo riferiscono reporter britannici presenti all’udienza di oggi a Manchester citati dal Liverpool Echo. Il giudice ha inoltre criticato alcune persone vicine ai genitori accusandole di dare “false speranze”.

I dottori frenano: “Ci vorranno almeno 3-5 giorni per decidere, comunque al momento è impossibile per l’ostilità” dei manifestanti che protestano dinanzi all’ospedale, ha fatto sapere il team che lo ha in cura. “Abbiamo sinceramente paura”, ha poi detto uno dei medici.

Alfie, intanto, continua a respirare nella sua stanza dell’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool, nonostante le macchine salvavita siano state staccate alle 21.21 del 23 aprile. Il bimbo inglese di 23 mesi definito in “stato vegetativo” e affetto da una malattia neurodegenerativa e al centro di un’aspra battaglia legale, ha mostrato una resistenza oltre ogni previsione, nonostante i medici fossero convinti che potesse sopravvivere solo qualche decina di minuti. Il piccolo respira da solo da “oltre 19 ore”, affermano gli attivisti del gruppo di sostegno Alfie’s Army costituito su Facebook. Uno sviluppo del tutto inaspettato a seguito del quale il giudice Hayden, lo stesso che ieri sera aveva dato il via libera per staccare la spina, aveva fissato per oggi pomeriggio una nuova udienza.

Per la madre Kate – che insieme al marito ha praticato al bimbo la respirazione bocca a bocca per tutta la notte – la resistenza del piccolo è la dimostrazione che “questi dottori hanno torto”. Su Instagram la donna ha poi specificato che al bambino sono stati dati ossigeno e acqua, anche se fonti mediche inglesi specificano che il piccolo non è stato riattaccato ai macchinari salvavita. E il fatto che Alfie continui a respirare pone il problema impellente del nutrimento, che – stando agli stessi medici – il bambino non è in grado di ricevere senza l’assistenza esterna.

Una questione che sta scatenando proteste e interrogativi, quanto la vicenda di Charlie Gard. Fuori dall’ospedale di Liverpool 200 manifestanti e attivisti,  sorvegliati da decine di poliziotti, continuano a sostenere i genitori, mentre dall’Italia – che ha concesso la cittadinanza ad Alfie – lo staff del Bambin Gesù assicura di essere pronto a partire con un aereo della Difesa per portare il piccolo a Roma. Per i medici inglesi tenere Alfie attaccato al respiratore artificiale non è “nel suo miglior interesse” e ogni ulteriore cura sarebbe “inutile” nonché “inumana e crudele”.

Il padre: “Ho detto ai medici che affamarlo era un crimine. Mi hanno dato ragione” – L’associazione umanitaria Steadfast onlus ha riferito che a qualche ora dal distacco del respiratore – momento presidiato da 30 poliziotti – il bimbo ha avuto una crisi, ma i medici dell’ospedale si sono rifiutati di dargli l’ossigeno, come prevede il protocollo in corso. A sbloccare la situazione è stato il padre Thomas Evans che al programma tv Good Morning Britain ha raccontato: “Per 9 ore Alfie ha respirato da solo. È arrivato un momento in cui Kate si è proprio addormentata accanto a lui. Stiamo controllando i suoi livelli. Il suo livello di ossigeno è inferiore a 70 perché sta faticando”.

Evans ha anche ripercorso il momento in cui la situazione si è sbloccata: “Mi sono messo a sedere con i medici e ho detto che questo stava diventando un crimine. Affamarlo di cibo e idratazione, potenzialmente di ossigeno. Così mi sono seduto con i dottori. Abbiamo avuto un incontro di circa 40 minuti e hanno detto di sapere che ho ragione e avevo sempre avuto ragione. Non sta nemmeno soffrendo“.

Poi ha precisato che il bimbo, che dorme con la madre Kate, non ha avuto neppure acqua o cibo “per sei ore”, ma è stato idratato dai sanitari. Tom ha inoltre riferito che i medici sono “esterrefatti” dal fatto che Alfie stia ancora ‘lottando’ e lui e la moglie – riferiscono fonti vicine alla famiglia – gli avrebbero praticato la respirazione bocca a bocca per tutta la notte.

L’ospedale: “Non rilasciamo alcun bollettino” – L’Alder Hey Children in un tweet ha fatto sapere che non rilascerà aggiornamenti in merito alle condizioni di salute del bambino “per rispetto della sua privacy e quella della sua famiglia”. Si tratta, ha proseguito, “di una normale e concordata pratica con tutti i nostri pazienti”. L’ospedale, il cui sito web stamane è inagibile, rassicura i pazienti che “i lavori proseguono regolarmente e, nonostante la presenza della polizia, la situazione è calma”. La direzione sanitaria invita per tutta la giornata a ricorrere al pronto soccorso “solo in caso di effettiva necessità”.

“Desideriamo rassicurare tutti i pazienti dell’Alder Hey Children Hospital e le loro famiglie che l’ospedale opera come sempre, sebbene vi sia una presenza della polizia, e che nell’ospedale tutto è calmo”, ha poi precisato un portavoce, facendo riferimento al dispositivo di sicurezza tuttora in piedi attorno alla struttura per sorvegliare i circa 200 manifestanti che continuano a protestare contro la decisione di staccare la spina ad Alfie e a sostenere i suoi genitori. Quanto al silenzio stampa, il portavoce ha sostenuto che si tratta di “una pratica normale e concordata con tutti i nostri pazienti”. “Vi saremo grati – ha quindi concluso rivolgendosi direttamente ai media – se vorrete rispettare questo approccio ed evitare di contattare lo staff ospedaliero o di chiamare il nostro centralino alla ricerca di aggiornamenti“. Fuori dall’ospedale pediatrico di Liverpool resta intanto un presidio di manifestanti e attivisti che affiancano la battaglia dei genitori.

La decisione finale dei giudici – Secondo quanto si apprende, sono ancora in corso i contatti diplomatici con l’obiettivo di riattaccare in extremis il respiratore. Nella notte Hayden ha chiuso però la porta a ogni ripensamento dopo un ultimo consulto con gli avvocati delle parti e un confronto telefonico anche con i rappresentanti legali della famiglia in Italia, che sono stati coinvolti in seguito alla concessione della cittadinanza italiana al bimbo. Ed è stato lo stesso Hayden che giorni fa ha firmato il verdetto che autorizza i medici di Liverpool a staccare la spina al piccolo.

Torna a intervenire sul caso il Papa, che la settimana scorsa ha ricevuto il padre del piccolo in Vaticano e ha chiesto all’ospedale vaticano Bambino Gesù di fare l’impossibile per portare Alfie in Vaticano. Il Pontefice su Twitter ha scritto: “Commosso per le preghiere e la vasta solidarietà in favore del piccolo Alfie Evans, rinnovo il mio appello perché venga ascoltata la sofferenza dei suoi genitori e venga esaudito il loro desiderio di tentare nuove possibilità di trattamento”.

La Farnesina ieri ha fatto sapere che “i ministri degli Esteri Angelino Alfano e dell’Interno Marco Minniti hanno concesso la cittadinanza al piccolo Alfie. In tale modo il governo italiano auspica che l’essere cittadino italiano permetta al bambino l’immediato trasferimento in Italia”.

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