Nato sul ciglio di una strada, sfuggito al genocidio armeno, veterano del Progetto Manhattan che portò alla realizzazione delle prime bombe atomiche durante la seconda guerra mondiale. Il chimico Nerses Krikorian è morto mercoledì scorso all’età di 97 anni. Si trovava nella sua casa di Los Alamos, nel Nuovo Messico, la città culla del nucleare made in Usa in cui ‘Krik’ aveva lavorato per più di 70 anni.

Krikorian era nato nel 1921 sul ciglio di una strada in Turchia mentre i suoi genitori cercavano di sottrarsi alle uccisioni di massa degli armeni da parte dei turchi ottomani. La famiglia fuggì per quattro anni, prima di riuscire a raggiungere gli Stati Uniti. Nonostante i mezzi limitatissimi e una scarsa conoscenza dell’inglese, Krikorian si laureò con lode in chimica e iniziò a lavorare in un laboratorio specializzato nell’arricchimento dell’uranio. Solo più tardi scoprì che quel laboratorio in realtà faceva parte dell’allora supersegreto Progetto Manhattan, programma di ricerca e sviluppo in ambito militare condotto dagli Stati Uniti con il sostegno di Regno Unito e Canada. Nel Laboratorio nazionale di Los Alamos dove lavorò Krikorian vennero fabbricate quattro bombe atomiche durante la primavera del 1945.

Il chimico lavorò anche al Progetto Rover, che venne lanciato negli anni Cinquanta per sviluppare un razzo termonucleare nell’ambito della ricerca spaziale. Il direttore del laboratorio di Los Alamos, Terry Wallace, ha descritto Krikorian come un “gigante” della sicurezza scientifica nazionale. “Le cose hanno funzionato, ben oltre di quello che avevo immaginato”, aveva detto Krikorian in un’intervista rilasciata al Monitor nel 2017. “Penso ai miei genitori e mi chiedo come abbiano fatto, dalla fuga in Turchia a questo. Sono stati loro a trasmettermi l’importanza di fare la cosa giusta e restituirla agli altri. Spero di averlo fatto”.

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