“L’attuale governo è impegnato, nessuno ha staccato la spina. Ma certamente serve una soluzione politica in tempi rapidi che dia certezza del ruolo dell’Italia“. La “spinta” arriva dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che risponde così, durante una visita ufficiale in Romania, a una domanda sullo stallo del governo, nel giorno in cui si incontrano la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. “L’Italia non può permettersi di restare fuori della dinamica che disegna il futuro dell’Ue e l’Ue non si può permettere di affrontare il dibattito senza l’Italia”. E infatti l’accelerazione che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha impresso alle trattative improduttive dei partiti in Parlamento ha un orizzonte preciso: il Consiglio Europeo del 28 e del 29 giugno che avvierà il confronto sulla riforma dell’Unione Europea.

Gentiloni, al termine dell’incontro con il presidente della Repubblica romeno Klaus Werner Iohannis, spiega tra l’altro che serve “certezza del ruolo che l’Italia non può che svolgere in dimensione europea e svolgerà insieme a Paesi che hanno visioni comuni come la Romania“. “Stiamo discutendo in queste settimane, come sull’Iran, sul partenariato di Albania e Macedonia – prosegue il capo del governo – Lavoriamo sui dossier migratori per arrivare a un punto di equilibrio in cui responsabilità e solidarietà possano stare insieme. Lavoriamo sulle questioni economiche e finanziarie. Dobbiamo affrontare con molto buonsenso tutto il discorso sull’unione bancaria, il debito e le prospettive di funzionamento dell’unione monetaria“.

Tra le altre cose il presidente del Consiglio ha ricordato che “dentro il cammino unitario c’è anche lo sforzo sul fenomeno migratorio che deve essere una delle grandi priorità dell’Europa: non è un fenomeno transitorio e dobbiamo impegnarci perché non sia fattore di paura ma un fattore controllato di sviluppo per le nostre economie. Responsabilità e solidarietà devono stare insieme”.

Un tema che unisce i destini di Italia e Romania è certamente la lotta alla corruzione. Gentiloni riflette che “sulla base dell’esperienza anche del mio Paese, so che bisogna molto lavorare sui temi del contrasto alla corruzione, dello Stato di diritto: sono i fondamenti del nostro convivere in Europa e dobbiamo fare tutti uno sforzo per affrontarli nei nostri Paesi senza farne elementi di scontro”. L’Italia, ricorda il capo del governo, ha vissuto anni di scontro, la lezione è che sullo stato di diritto non si possono fare mediazioni e non si può vivere un conflitto interminabile”.

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