La Formula E è sbarcata a Roma e lo ha fatto sulle strade del quartiere romano dell’Eur. Quartiere che era stato già candidato nel 2009 a ospitare il Gp di Formula 1 anche se poi, una guerra tra varie amministrazioni politiche locali, fece naufragare il tutto.

La Formula elettrica invece ce l’ha fatta, grazie anche all’impegno del sindaco Virginia Raggi, Roma è riuscita a portare una competizione automobilistica sulle sue strade. Le macchine elettriche non porteranno certamente con se i soldi che il circus della F1 riesce a portare ovunque sbarchi nel mondo ma, allo stesso tempo, va detto che anche i disagi che porta alla città che la ospita sono al quanto limitati.

Tutto si svolge nell’arco di una sola giornata, i lavori di preparazione del tracciato vengono ultimati poco prima dell’inizio delle sessioni di prova e tutto viene rimosso immediatamente dopo la chiusura della gara. Un inquinamento sia acustico che ambientale pari a zero è poi  la vera e propria forza di questa categoria, che non trova molti ostacoli a ottenere le autorizzazioni per correre nelle città più belle del mondo, come Roma, Parigi, New York e Berlino.

Se i soldi e i disagi che le auto elettriche portano con se non sono molti, sarebbe stato utile però capire quanto è costato l’e-prix alla città di Roma e per il momento il sindaco Raggi ha evitato di rispondere in conferenza stampa a una giornalista di Repubblica che gli chiedeva dei costi che l’amministrazione comunale aveva dovuto sostenere. Certo il grosso delle spese è stato coperto dagli organizzatori della Formula E ma indubbiamente anche il Comune avrà sostenuto alcune oneri non da poco. Bisognerà attendere quindi qualche giorno (dopo l’e-prix) per sapere – in una prossima conferenza stampa che organizzerà l’amministrazione comunale – il bilancio complessivo dell’evento che, ricordiamo, ha un accordo triennale con la città di Roma.

A interessarsi molto a questa Formula sono certamente i grandi marchi, automobilistici e non: ABB, Modis, Enel e Qatar Airways sono alcuni dei colossi che si sono avvicinati. A non entusiasmarsi abbastanza invece è il pubblico e in particolar modo quello italiano.

All’estero, infatti, sembra che sia stato riscontrato un interesse maggiore, soprattutto nel mondo anglosassone, dove la cultura per il motorsport (elettrico o tradizionale) è più diffusa. Gli ascolti tv in Italia sembra non siano ancora soddisfacenti e si attende molto proprio l’e-prix di Roma per capire se la prima corsa italiana della serie possa riuscire a destare il pubblico e ad attirare un interesse maggiore.