Il suo punto di forza sta nel troncare le parole. Lo fa con arroganza, con quella spocchia tipica dei giovani che vogliono distinguersi e provare ad affermarsi. Già perché Vittorio Crisafulli, in arte Quentin40, è uno degli artisti emergenti più interessanti della nuova scena rap italiana. Giovanissimo (classe 1995) cresciuto ad Acilia, borgata romana, rispetto ai suoi coetanei ha qualcosa di diverso, di originale.

Diciamolo subito: in un periodo in cui i rapper sfondano a colpi di streaming Spotify e collezionano come figurine dischi d’oro e di platino, emergere non è facile. Avere una propria credibilità e ritagliarsi il proprio spazio è difficile proprio perché si rischia di venire risucchiati in questo vortice. La maggior parte dei nuovi artisti sono la fotocopia dei vari Ghali, Sfera, Rkomi e così via.

Quentin40 però ha seguito un percorso diverso. Non si è omologato alla massa e ha sperimentato il suo stile. La sua forza? Rappare spezzando le parole. Una novità che ha sorpreso gli ascoltatori. Nell’ultimo anno pezzi come Bomber Ve e Luna Pie l’hanno fatto conoscere al grande pubblico fino al successo con Thoiry, il remix girato in Piazza Duomo assieme ad Achille Lauro e Gemitaiz che ha oltre 3 milioni di visualizzazioni su YouTube. Settimana scorsa il rapper romano ha pubblicato Giovane1, brano che segna un’ulteriore crescita artistica. Una proposta interessante che merita di essere seguita e ascoltata. Il paragone con i migliori è un azzardo e in questo momento avrebbe poco senso; che il ragazzo abbia talento è fuori dubbio. La strada per l’affermazione è ancora lunga. Quentin40 però ha tutto il tempo per percorrerla.