Vito Crimi rinuncia all’indennità aggiuntiva da presidente della commissione speciale per gli atti urgenti del Senato. Lo annuncia lo stesso esponente del Movimento 5 stelle con un post sulla sua pagina facebook.  “È ormai noto a tutti che nel M5S rinunciamo alle indennità di carica aggiuntive per gli incarichi negli uffici di Presidenza. Pertanto non solo ho comunicato al Senato la mia volontà di rinunciare all’indennità di carica come Presidente della Commissione speciale per gli atti urgenti, ma ho anche invitato i colleghi delle altre forze politiche, eletti nell’ufficio di presidenza della Commissione, a fare altrettanto. È un gesto che, seppur minimo, dimostra un impegno fattivo a ridurre i costi della politica e a riavvicinare i cittadini alle istituzioni”, scrive Crimi, eletto al vertice della commissione il 4 aprile scorso. L’indennità aggiuntiva per l’incarico è di circa 1.200 euro netti al mese.

Le commissioni speciali operano in assenza delle commissioni permanenti di merito, che potranno essere composte in Parlamento solo dopo la fiducia al nuovo governo, in maniera da rappresentarvi gli equilibri delle forze parlamentari. Di solito durano poche settimane, ma se la gestazione per formare un nuovo esecutivo si prolungasse, potrebbe restare in carica per mesi. Prima di Crimi un altro pentastellato, e cioè Roberto Fico, ha rinunciato all’indennità di funzione che gli spetta da presidente della Camera. Per la seconda carica dello Stato si tratta di una cifra pari a 4.223 euro netti al mese.

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