Dopo neanche cinque mesi, Vittorio Sgarbi si dimette da assessore ai Beni culturali in Sicilia e sceglie di accomodarsi in Parlamento. Il critico d’arte, che ha perso la sfida nell’uninominale con Luigi Di Maio ma è stato eletto nel proporzionale, ha annunciato di aver ufficializzato l’addio alla giunta di Nello Musumeci, con il quale non vuole “aver alcun rapporto” perché “è un gran maleducato”.

L’esponente di Forza Italia è un fiume in piena contro il governatore della Sicilia: “Il centrodestra ha perso le politiche in Sicilia perché il vincitore delle regionali ha voluto fare il superiore“, ha detto parlando con i cronisti a Palazzo dei Normanni. “Sono d’accordo con Musumeci su una cosa – ha aggiunto – in Sicilia si tornerà a votare presto”.

La rottura, secondo la versione di Sgarbi, si è consumata su una mancata risposta a un suo invito per incontrare i finanziatori interessati al progetto del tempio G. Il critico d’arte ha mostrato tre sms ai quali il governatore non ha risposto. Nell’ultimo messaggio, Sgarbi ha scritto a Musumeci: “La tua maleducazione resterà nella mia memoria”. Il presidente della Regione è stato definito dal neo deputato “un dipendente dei 5 Stelle”. Da qui la decisione di preferire il Parlamento alla Sicilia: “Non ho intenzione che sia lui a decidere il mio destino. È stato lui a rompere il patto, non io certamente “.

Negli scorsi giorni, i deputati pentastellati all’Ars avevano presentato una mozione di censura nei confronti dell’ex assessore per i “continui e squallidi turpiloqui” e “le reiterate offese indirizzate, spesso in pose indecenti” ad attivisti e portavoce del Movimento, uniti alla “scarsissima” produttività.  “Sono pronto a rispondere – ha risposto Sgarbi – Vado in aula e sputo in faccia ai grillini, li prenderò a parolacce e urlerò contro di loro ‘cancronesi’, come Grillo definì Veronesi”. Il riferimento dei pentastellati era anche al video postato dal critico nelle scorse settimane mentre erano in bagno: “Quelle immagini di me seduto sul water? Fanno parte della mia linea politica. Grillo ha la sua e io ho la mia”.

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