Luglio 2016: “Basta chiacchiere: è tempo di accendere il motore è sentire il ruggito e le vibrazioni del V8 aspirato in tutta la sua gloria yankee. Piede su freno e frizione, pressione sul tasto “start” alla base della plancia e… il motore si avvia con uno stitico borbottio: altro che purosangue americano, sembra piuttosto un asinello… No, non mi hanno dato un’auto fallata ma una motorizzata col 4 cilindri EcoBoost 2.3 turbo, più in linea con le esigenze del mercato europeo”. Ci eravamo lasciati così con la Ford Mustang, col magone di non aver guidato la versione “originale”, motorizzata dal V8 di 5 litri.

Stavolta però, col lancio della versione aggiornata della muscle car per eccellenza, il suddetto rammarico è stato dissolto. Dall’impostazione a tratti anacronistica al tentativo di ‘europeizzarsi’ (col 4 cilindri 2.3 turbo), dal design conturbante all’imbattibile rapporto qualità/prezzo: sulla Mustang gli appassionati di auto potrebbero disquisire per ore, finendo per flagellarsi psicologicamente per il costo del carburante e del superbollo, che la rendono un sogno per molti.

Tutti d’accordo su un paio di cose, però: la Mustang è una leggenda indiscussa e in Italia se ne venderebbero molte di più se non fosse per la tassazione molesta (nel 2017 nello Stivale ne sono state immatricolate circa 500, di cui appena il 15% col V8). Da quando è stata lanciata anche in Europa, ne sono state vendute 33 mila. Dall’estate arriverà nelle concessionarie la versione aggiornata dell’auto, con un profilo più aerodinamico, cofano leggermente più lungo e spiovente, fanaleria ridisegnata, paraurti e diffusore rinnovati e nuovi cerchi da 19”. Ma l’update non è solo estetico…

Basta chiacchiere, stavolta sul serio: all’accensione il V8 di 5 litri – che ora eroga 450 Cv anziché 421 – produce una piccola esplosione, una sorta di “God bless America” (o “Goodmorning Vietnam”, se preferite). Al minimo la Mustang è un gattone che fa le fusa, ma quando si pesta sull’acceleratore produce un orgasmico ruggito. Basterebbe questo per innamorarsene. In marcia l’erogazione del propulsore è “cremosa”, regolare e schiacciante, grazie alla poderosa coppia motrice di 529 Nm: si ha l’impressione che il corpo vettura rincorra il motore, quasi desideroso di fuggire dal cofano. Il tutto è assecondato da un 6 marce manuale “da manuale” – fa la doppietta automatica in scalata – con innesti secchi e precisi.

Ma la Mustang non è tutto muscoli e niente cervello, anzi: garantisce un gusto molto europeo alla guida, con l’avantreno granitico, uno sterzo pronto e preciso e una coda che segue fedele, assicurando tanta motricità grazie al differenziale autobloccante. Al debutto le sospensioni regolabili magnetoreologiche (optional) e il quadro strumenti digitale da 12”: le schermate si adattano alle modalità di marcia – altra novità – richiamabili attraverso una levetta alla base della plancia. Volendo si può anche aprire l’elettrovalvola allo scarico, che amplifica il sound del motore (eh, eh, eh!), mentre per partenze al fulmicotone c’è il Launch Control. Andando a spasso nelle modalità più morigerate, la Mustang è anche comoda e confortevole. Però non chiedetele di consumare poco: il medio dichiarato è di 12,1 litri/100 km (12,4 la variante manuale). Serve aggiungere altro?

All’interno i tecnici Ford si sono prodigati per elevare il livello della qualità, utilizzando plastiche più morbide al tatto per il ponte di comando e per i pannelli portiera: lo sforzo è percepibile e ripagato, ma rimangono alcuni dubbi sulla componentistica secondaria (non all’altezza le levette per frecce e tergicristallo, migliorabile l’aspetto dei comandi del climatizzatore e quello delle bocchette di aerazione). In compenso la dotazione di sicurezza si arricchisce della frenata automatica di emergenza con riconoscimento pedone, del mantenitore automatico di corsia e distanza di sicurezza nonché del cruise control adattivo. Completo ma non “spettacoloso” il sistema infotelematico, compatibile con smartphone.

Un giretto di prova vale la pena concederselo anche sulla Mustang Cabrio a 4 cilindri, spinta dal 2.3 turbo: duole ammetterlo, ma va bene quasi come la V8. Si, scheda tecnica alla mano, l’EcoBoost eroga “appena” 290 Cv – sulla precedente versione erano 317 Cv, ora “azzoppati” dalle norme ambientali – e da un punto di vista canoro non c’è confronto con l’otto cilindri. Tuttavia la Mustang “dimezzata” è più leggera, ha ben 440 Nm di coppia disponibili già a 3.000 rpm ed è più agile nei cambi di direzione rispetto alla V8. Senza contare che il consumo medio dichiarato è di 9 litri/100 km.

Inoltre, come la V8, la EcoBoost può essere accoppiata al nuovo cambio automatico con convertitore di coppia: grazie ai 10 rapporti e a una notevole reattività, fa lavorare il propulsore sempre nel range di utilizzo ottimale. Manca l’istantaneità di un doppia frizione – cosa che avvertiranno solo i palati più fini – ma nel complesso è molto svelto e divertente, anche richiamando le marce manualmente. Un’ultima battuta sulla capote della Cabrio, ben fatta: è insonorizzata a dovere, solida e si apre elettricamente in pochi istanti. È tutto, anzi no: per gli insaziabili, sarà presto lanciata la versione “Bullit”, edizione limitata con particolari estetici specifici e il V8 evoluto a 464 CV, abbinabile solo al manuale a 6 marce.

Ford Mustang – LA SCHEDA

Il modello: è la versione rinnovata dell’ultima edizione della pony-car per eccellenza. Porta al debutto le sospensioni magnetoreologiche, la strumentazione digitale e nuovi sistemi di sicurezza.

Dimensioni: lunghezza 4,78 metri, larghezza 1,92 metri, altezza 1,38 metri

Peso in ordine di marcia: da 1.662 a 1.818 Kg.

Motore benzina: 2.3 turbo da 290 Cv e 5.0 V8 da 450 Cv.

Velocità massima: 233 a 250 km/h

Accelerazione 0-100 Km/h: da 6 a 4,3 secondi

Prezzi: a partire da circa 40.000 euro

Ci piace: guidabilità, stile, rapporto prezzo/prestazioni

Non ci piace: qualche dettaglio interno migliorabile, spese di gestione della V8 ingenti.