Era stata programmata per oggi a Cassino, in provincia di Frosinone. Ma la valanga di polemiche – dopo l’articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano – ha stoppato l’inaugurazione della stele in memoria dei paracadutisti tedeschi del 1944, voluta dall’Associazione albergatori e promossa dall’Associazione Paracadutisti Tedeschi. “Qualsiasi iniziativa che possa turbare la memoria e la sensibilità della nostra città deve essere sospesa”, ha spiegato su Facebook il sindaco Carlo Maria D’Alessandro. “Cassino è città della pace – ha proseguito – Il ricordo per chi ha perso la vita in questa terra per la nostra libertà e quella dei nostri figli, deve unire e non provocare divisione. Ma siamo anche città della riconciliazione e questo ruolo ce lo conferisce la storia con quello che ho definito il nostro personale olocausto. ‘Un paese che litiga non cresce’. Queste sono le parole pronunciate da papa Francesco che possano essere una guida per il futuro della nostra Cassino”, conclude D’Alessandro.

Per l’Associazione Albergatori la stele – che doveva essere posta nella Grotta di Foltin, posto di comando del capitano dei paracadutisti nazisti Ferdinand Foltin -, era una “iniziativa di riconciliazione senza alcuna valenza politica“, per ricordare tutte le vittime. Ma la cerimonia nella Città Martire, che ha pagato un prezzo durissimo durante la seconda guerra mondiale, aveva già fatto infuriare il presidente della Regione Nicola Zingaretti, che ha parlato di “un gesto grave”. “Uno sfregio alla guerra di liberazione“, invece, per il presidente dell’Associazione partigiani (Anpi) di Roma, che si era detto pronto ” a fare denuncia”. Al contrario, per l’Associazione Paracadutisti Tedeschi si trattava di “un monito e un ricordo delle vite stroncate dall’assurdità e dalla violenza della guerra e per tutti i militari e tutti i civili morti nella battaglia”.

L’Associazione degli albergatori di Montecassino e Linea Gustav (fortificazione nazista che divideva in due l’Italia, ndr) – chissà se con un pensiero al turismo tedesco – aveva coinvolto il sindaco di centrodestra Carlo Maria D’Alessandro e l’abate di Montecassino Don Donato Ogliari, che avrebbe dovuto benedire la stele. Ma Zingaretti aveva parlato di “grande stupore e profonda inquietudine” per l’iniziativa e notava che “sul manifesto appare un paracadute aperto che richiama la prima Divisione che ha operato nella zona”. A novembre scorso il sindaco di Affile Ercole Viri e due assessori sono stati condannati a otto e sei mesi per apologia di fascismo per il sacrario di Graziani, nativo di Filettino, nel Frusinate, a pochi chilometri di distanza. Il monumento, costruito con soldi pubblici, è stato aspramente osteggiato dall’Associazione partigiani (Anpi) e dallo stesso Zingaretti.