La polemica era esplosa ben cinque anni fa, quando la tanto contestata norma Fiano, in attesa del passaggio al Senato, neanche era in embrione. Per il ‘sacrario’ dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, realizzato con fondi regionali e inaugurato nell’estate del 2012, il sindaco di Affile (Roma) Ercole Viri e due assessori, Giampiero Frosoni e Lorenzo Peperoni, sono stati condannati rispettivamente a otto e sei mesi. La notizia arriva direttamente dall’Anpi. La Procura di Tivoli, che ricorrerà in appello, aveva chiesto due anni per il sindaco e un anno e sette mesi per i due assessori tutti accusati di apologia del fascismo. Il pm inoltre aveva chiesto la confisca del monumento.

La requisitoria risale a quasi un anno fa, quando il 20 dicembre il procuratore capo di Tivoli Francesco Menditto aveva chiesto la condanna del primo cittadino e degli assessori. Alla notizia del sacrario, l’Anpi, che si è costituita parte civile, reagì in modo netto: “Un’offesa a tutta l’Italia democratica – commentarono allora i  vertici dei partigiani italiani – Graziani, ministro di Salò, fu condannato a 19 anni di carcere per crimini di guerra” e di lui si ricordano “la feroce repressione della rivolta libica all’occupazione italiana, numerose stragi anche di civili nella guerra di Etiopia, il decreto che ordinava l’esecuzione dei renitenti alla leva durante la repubblica di Salo'”.

Il gerarca, nato sempre nel Frusinate ma a Filettino, passò ad Affile molti anni della sua vita, fin quasi alla morte nel 1955. Proprio a ridosso del 25 aprile del 2013 il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti decise di sospendere il finanziamento di 180mila euro concesso dalle amministrazioni precedenti al Comune di Affile per realizzare il sacrario di Graziani, accusando in buona sostanza il Comune di aver cambiato le carte in tavola: quello che doveva essere un neutro ‘monumento al Soldato’, cioè al Milite Ignoto, era diventato un omaggio all’ex ministro di Salo’: “Una palese violazione – scrisse allora il governatore – sull’utilizzo del finanziamento pubblico”. Il sindaco Viri bollo’ allora Zingaretti di “stalinismo”, ma il caso era già arrivato sulle pagine del New York Times, del Pais e alla Bbc. Il finanziamento è stato revocato ufficialmente per il 25 aprile del 2015.