Innocent Oseghale, uno dei cittadini nigeriani arrestati per l’omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa a Macerata, il cui cadavere è stato fatto a pezzi e messo in due trolley, è tornato a parlare e ha riferito ai propri legali un’altra versione: “Sono uscito per vendere marijuana ad una persona che mi aveva chiamato. La ragazza l’ho lasciata viva a casa, con Desmond. Quando circa 3-4 ore dopo sono tornato a casa sono tornato e l’ho trovata già dentro le valige“.

L’uomo, accusato di omicidio, vilipendio, soppressione e occultamento di cadavere, ha ribadito di non aver ucciso la giovane ragazza romana e nemmeno di aver partecipato alle operazioni di sezionamento del cadavere. Racconta il legale dell’uomo, Umberto Gramezi: “Mi ha detto che la ragazza era stesa sul letto, dopo aver assunto eroina, e che, sebbene non stesse bene, si stava comunque riprendendo. L’altro, Desmond Lucky, era invece steso sul divano. Non c’era nessun altro”. Solo qualche giorno fa, Oseghale, secondo i media, aveva confessato l’omicidio della giovane. Confessione che era stata smentita dalla Procura di Macerata.

Negli scorsi giorni c’è stato un nuovo esame dei resti della cirrima da parte dal consulente medico legale Claudio Cacaci incaricato dalla difesa di Oseghale. L’accertamento è stato compiuto insieme al perito della Procura Mariano Cingolani che aveva concluso per l’ipotesi di omicidio avvenuto con due coltellate all’addome, all’altezza del fegato. Sulle ferite, sarebbero risultati evidenti anche oggi segni di coagulazione del sangue e dunque di fendenti sferrati su un corpo ancora vitale.

La difesa di Oseghale – avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi – ha nominato anche un secondo medico legale, il professor Mauro Bacci, direttore del dipartimento di Medicina legale dell’Università di Perugia. Gli altri indagati Desmond Lucky e Lucky Awelima, verranno sentiti nei prossimi giorni. A inizio settiman anche un nuovo accesso dei carabinieri nell’appartamento di via Spalato 124 dove abitava Oseghale e dove venne uccisa e smembrata Pamela: l’obiettivo era svolgere dei rilievi per verificare se il pavimento dell’abitazione coincida con quello presente sullo sfondo di una foto cancellata e ripescata dal cellulare di un altro arrestato, Lucky Awelima: lo scatto riproduce un sacchetto di droga, forse eroina, accanto a un bilancino di precisione simile a uno sequestrato a Oseghale.