Il giorno dopo l’uccisione dell’ambulante senegalese Idy Diene da parte di un italiano di 65 anni, la comunità senegalese e molti fiorentini si sono ritrovati sul luogo della tragedia, il ponte Vespucci a Firenze, e hanno dato vita a un presidio: “Per la prima volta abbiamo assistito a una campagna elettorale che è stata fatta interamente sulla pelle dei migranti – afferma Pape Diaw, membro della comunità senegalese fiorentina –  L’odio è stato veicolato attraverso i media. E l’italiano medio che ragiona di pancia e non con la testa si sente legittimato”. Nonostante alcuni momenti di tensione, come all’arrivo del sindaco Nardella (guarda il video), il presidio si è svolto senza particolari incidenti. “Sono qui per solidarietà, per abbracciare la comunità senegalese – spiega una donna calabrese, residente da anni a Firenze – sono più africana che fiorentina”
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