È un cittadino senegalese, Idy Diene, di 54 anni (non 70 come scritto in precedenza), l’uomo ucciso a colpi di pistola questa mattina sul ponte Vespucci a Firenze. Lo straniero, in base a quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato un venditore ambulante irregolare. È stato colpito più volte al torace da Roberto Pirrone, 65 anni, incensurato che avrebbe sparato con una Beretta regolarmente detenuta. Pirrone sarebbe uscito di casa con l’intenzione di suicidarsi, pare per motivi economici, finendo poi per sparare e uccidere a caso.

A dare il primo allarme alle forze dell’ordine il consolato Usa che ha sede vicino al luogo del delitto. A fermare l’uomo è stata una pattuglia dell’Esercito impiegata nell’operazione Strade Sicure. L’intervento della pattuglia dell’Esercito, formata dal personale del 186° reggimento paracadutisti Folgore, ha permesso di fermare immediatamente l’aggressore che è stato portato immediatamente in questura. “Sono uscito di casa per ammazzarmi, poi non ho avuto il coraggio. Il primo che mi è passato davanti, gli ho sparato“, queste le parole che, l’uomo, avrebbe detto agli agenti che lo hanno fermato. Gli investigatori hanno poi perquisito la sua abitazione, trovando le intenzioni di suicidarsi, per motivi economici, scritte su una lettera indirizzata alla figlia. L’uomo, che non sarebbe lucido e alternerebbe momenti di pianto, con l’idea di non gravare più sulla famiglia, sempre stando a quanto ha raccontato, avrebbe deciso di sparare per finire in carcere. Inizialmente avrebbe incrociato una famiglia con bambini, desistendo dalle sue intenzioni, poi l’uomo contro il quale ha sparato uccidendolo.

Una ventina di senegalesi ha poi bloccato una carreggiata del ponte Vespucci di Firenze. I senegalesi si sono radunati proprio per esprimere la loro rabbia per l’accaduto, così dicono, e rimarranno “finché serve”. Il ponte, che era stato riaperto dopo la rimozione della salma, è stato di nuovo isolato dalle forze dell’ordine anche nella carreggiata che in teoria viene lasciata percorribile. Alla spicciolata stanno arrivando altri senegalesi per unirsi alla protesta. Non esiste, almeno all’apparenza, un referente di questo gruppo.

I fini razzisti sono da escludere. Oltretutto il profilo personale dell’uomo non è collegabile a questo”, ha detto il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, al termine dell’interrogatorio di Roberto Pirrone. “Non sono emersi suoi legami con gruppi politici – ha aggiunto Creazzo – tanto meno di destra o razzisti. Era un collezionista di armi e in casa sono stati trovati anche alcuni cimeli dell’ex Unione Sovietica”.