Un assegno da cinquemila euro per la sua amante. Ha lasciato anche questo Luigi Capasso prima di suicidarsi nella casa della moglie e delle loro due bambine a Cisterna di Latina. La mattina di mercoledì scorso ha sparato alla compagna, Antonietta Gargiulo, nel garage di casa intorno alle 5.30 del mattino mentre la donna stava andando al lavoro. Poi è salito in casa e ha ucciso le due bambine, Alessia e Martina, di 13 e 7 anni. Ma l’assegno per la donna con cui aveva una relazione, scrive il Corriere della Sera, non è l’unico elemento che emerge sulla premeditazione della strage. Il carabiniere, che era stato segnalato dalla moglie alla polizia, ha anche lasciato tre buste destinate al padre, alla madre e al fratello e cinque assegni. Tre per loro, uno per l’amante e gli altro per la sorella e il cognato. Nessun riferimento invece, a differenza di quanto emerso nei giorni scorsi, a soldi lasciati per il funerale della bambine. Per la moglie un biglietto sul letto con poche parole: “Non dovevi farlo”, riferito alla separazione chiesta dalla donna.

Nelle ore di negoziazione con gli agenti, Capasso continuava a ripetere: “Proprio a me che sono carabiniere…che vergogna. Lei non doveva fare così”. E parlando delle figlie aggiungeva: “Mi sono avvicinato solo per salutarle a scuola ed ha chiamato la polizia che mi ha identificato…che vergogna!”. I negoziatori gli chiedevano di fare sentire loro la voce delle bambine, ma le piccole erano già state uccise. La voce di una di loro, peraltro, era stata diffusa nel corso della trasmissione Pomeriggio 5 di Barbara D’Urso. In quella conversazione di sei minuti che risale al 9 dicembre, Capasso voleva invitare le figlie a uscire insieme a lui, ma la moglie gli ricordava che, pur essendo libere di farlo, non volevano. Le passa Alessia al telefono, la più grande, che a fronte dell’invito del padre si mostra impaurita e titubante. Ma il padre la rassicura, dicendole che non le farebbe mai male.

“È una telefonata agghiacciante – ha detto Maria Belli, legale di Antonietta Gargiulo -. Dimostra l’ossessione ed è l’esposizione perfetta dei fatti che hanno portato alla separazione: botte, maltrattamenti fino all’umiliazione di essere picchiata in strada davanti ai colleghi”. E l’avvocato critica la scelta della trasmissione di mandare in onda l’audio: “Non so perché sia uscita quella telefonata, ma credo sia un’assoluta mancanza di delicatezza nei confronti della bambina. La cronaca deve fermarsi davanti all’umanità”.