A tutto c’è un limite, anche ai siparietti tra Tina Cipollari e Gemma Galgani a Uomini e Donne. Da ormai quattro anni la Dama e l’opinionista del programma pomeridiano di Canale 5 non si amano affatto: la prima è un po’ sfortunata in amore (e molte sfighe se le va a cercare), mentre la seconda è chiamata a dispensare opinioni e la sua idea di vita è molto distante da quella della 68enne torinese. Ci sta, fa parte del programma e le loro “sceneggiate” hanno finora giovato all’Auditel e hanno tenuto alta l’attenzione sui social.

Nell’ultimo periodo, però, i toni sono diventati un po’ troppo aspri. Tina Cipollari fa la voce grossa, da navigata del settore qual è, e se la prende con chi è meno esperta del mezzo mediatico di lei. Con chi è costretto a subire la sua opinione, nonostante tutto. Nel corso di questi quattro anni sono uscite parole grosse dalla bocca dell’opinionista: ha dato a Gemma dato della “donnetta”, della “gatta morta”, della “squilibrata” e tanti altri appellativi non troppo affettuosi. “Le sue sono offese e provocazioni gratuite. Ho pianto anche a causa sua. Lei dovrebbe essere solidale nei confronti di un’altra donna e, invece, fa tutt’altro”, dichiarava la Galgani a mezzo stampa nel settembre del 2017, pochi mesi fa.

Poi la situazione è degenerata. Il 24 gennaio è stata trasmessa una puntata in cui si è visto Gianni Sperti costretto a tenere Tina per evitare che le due andassero alle mani, con una Cipollari particolarmente esagitata. Pochi giorni fa, un altro episodio evitabile: l’opinionista ha umiliato la sua antagonista con un gavettone ghiacciato. Ora, sappiamo bene quanto i programmi del pomeriggio siano molto seguiti da un pubblico giovane (e sotto questo punto Uomini e Donne ha un target ‘granitico’). Sappiamo anche quanto i “divi” della tv siano esempi imitati e presi di spunto da un certo tipo di pubblico.

E allora ci chiediamo: cosa succederebbe se, quello che fa Tina nei confronti di Gemma, succedesse in una scuola fra due ragazzi? Insulti, risse sfiorate, gavettoni: non ci sono dubbi, si parlerebbe di bullismo e ci si indignerebbe (con ragione). D’altronde, dizionario alla mano, il bullismo è “una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l’atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi”. Una dicitura che sembra calzare a pennello anche in questo caso.

D’accordo, qui siamo in uno studio tv con dinamiche spesso non proprio autentiche e il vero bullismo (quello che va condannato e combattuto) è altro. Ma un programma come Uomini e Donne ha l’obbligo di dare il buon esempio. Sorprende come la padrona di casa, Maria De Filippi, non ponga fine a questi siparietti che ormai non fanno più ridere nessuno. Da lei, che è sempre molto sensibile e dalla parte dei più deboli (lo dimostra giornalmente, dalle storie di C’è posta per te al trono raimbow sdoganato proprio a Uomini e Donne), non ce lo si aspetta.