Ben 6,7 milioni di euro, un milione in più rispetto al 2016. E il conto totale, in tre anni, arriva a sfiorare quota 20 milioni di euro. L’arruolamento dei comandati in Regione Lazio non si è fermato nemmeno nel 2017. Dopo il caso – sollevato da IlFattoQuotidiano.it – dei politici con o senza poltrona, militanti, amici e avvocati di fiducia, assunti in altri enti e società partecipate ma stipendiati negli anni dalla Pisana, sono stati resi noti finalmente anche i dati dell’anno appena trascorso. Tabelle che fanno registrare un aumento del fenomeno, non tanto nei numeri – 119 unità contro le 115 dei 12 mesi precedenti – quanto, appunto, nell’investimento effettuato.

CRESCONO I “PRESTITI” DALLE PARTECIPATE – Grazie alla delibera 13/2014, alcune decine di dipendenti in “prestito” arrivano da municipalizzate e partecipate della stessa Regione e del Comune di Roma. Ben 10 di questi provengono da Atac, oltre a 2 unità che arrivano dall’Ama. Sul fronte regionale, invece, si contano 5 dipendenti Cotral, 3 lavoratori Astral e ben 9 comandati da LazioCrea, società di scopo della Regione Lazio la cui mission è supportare gli uffici di via Colombo e della Pisana. Per tutti loro sono stati previsti bonus che ammontano a circa il 50% dello stipendio già previsto dai rispettivi contratti originari. Un piccolo esercito è anche quello dei 19 funzionari provenienti dal Campidoglio. Per loro, la Regione Lazio nel 2017 ha rimborsato il Comune di Roma per circa 600mila euro, a cui si aggiungono altri 300mila euro di bonus che finiscono direttamente nelle buste paga dei “comandati”; un conto a cui vanno aggiunti i 274mila euro percepiti direttamente da Stefano Fermante, diretto dell’Ufficio speciale per la ricostruzione delle aree terremotate.

L’UFFICIO SISMA DELLA GIUNTA – E proprio gli stipendi e i bonus assegnati ai dirigenti dell’Ufficio Sisma, la struttura creata all’interno della giunta guidata da Nicola Zingaretti per l’emergenza terremoto, contribuiscono a far lievitare il conto totale. A capo dell’ufficio c’è, appunto, l’ex Ragioniere Generale del Comune di Roma, Stefano Fermante, uscito dal Campidoglio nel novembre 2016 in polemica con la sindaca Virginia Raggi. Alle sue dipendenze vi sono funzionari quasi tutti “prestati” da Roma Capitale e da alcuni comuni della provincia di Rieti, fra cui Franco Flamini (proveniente da Poggio Mirteto), Adriano Fortini (Leonessa) e Tonino Tabanella (Palombara Sabina, ma attuale assessore all’Ambiente a Mentana). Per loro e per gli altri comandati nell’ufficio speciale ricostruzione sono stati previsti 125.000 euro di bonus totali oltre allo stipendio percepito nei rispettivi enti di provenienza.

PROTESTANO LOMBARDI E PIROZZI – La vicenda dei comandati ha spinto il sindacato Direr a presentare un esposto alla corte dei Conti. Ma il caso, nei giorni scorsi, ha anche animato la campagna elettorale nel Lazio. Roberta Lombardi, candidata del M5S, è intervenuta affermando che “per 5 anni Zingaretti ha detto che i soldi non c’erano, che si e’ fatto il possibile, ha tagliato ovunque, senza alcuna pieta’, e intanto si creava un esercito di soldati usando fondi pubblici”. A gamba tesa anche Sergio Pirozzi, candidato civico di destra: “Il vero scandalo – afferma – è il silenzio dell’intero consiglio regionale, in cambio di una fetta o di briciole della torta. Oltre al Patto del Nazareno in questi 5 anni è stato in vigore anche il Patto della Pisana. Mi aspetto le scuse dell’attuale presidente e dei corresponsabili dell’intera opposizione, ai giovani disoccupati del Lazio”.