Il risultato delle elezioni è tutt’altro che scontato, e dipende da tutti noi.

Non è vero che ci sarà sicuramente un governo basato sull’asse Pd-Forza Italia, per il semplice motivo che a quanto dicono finora i sondaggi non avrebbero i numeri neanche con Emma Bonino e la pattuglia degli ex 5 stelle “impresentabili”. Gli scenari giornalistici su questo o altri governissimi sono prematuri e poco fondati; aggiungono solo confusione, rischiando di nascondere il rischio vero di questa elezione e cioè la vittoria secca di una coalizione di destra animata da sentimenti incivili e xenofobi (che inoltre abolirebbe le tasse ai ricchi). Certo, la confusione nasce da una novità alla quale non siamo abituati, e cioè dal nuovo sistema elettorale prevalentemente proporzionale.

Il sistema per cui chi si dà addosso oggi, domani dovrà collaborare. Almeno qualcuno dovrà collaborare. E’ successo e succede in paesi civili e ricchi, ma molti lo vedono come un ulteriore schifo della politica. L’inciucio! Così abbiamo leader e militanti politici che escludono accordi futuri che probabilmente dovranno fare. Ma avremo tempo per analizzare e discutere questi scenari, e non è affatto detto che gli accordi futuri siano peggiorativi di quelli passati. Intanto guardiamo alla situazione.

Molte delle persone che hanno più informazioni e aperture mentali sono lontane dal luogo in cui dovrebbero votare (i fuorisede sono un paio di milioni). Se ci andassero voterebbero in modo differenziato – suppongo nell’ordine 5 stelle, Pd, Leu – ma ridurrebbero il vantaggio della destra. Questo vale al di là di qualunque difficile azzardato pronostico sui collegi incerti (è paradossale ma il cosiddetto voto utile di collegio contro la destra sarebbe quello per 5 stelle in varie zone del Centro Sud). I voti che riducono il vantaggio della destra, ed evitano il rischio del governo con Salvini, sono quelli dati a… non so in che ordine scriverli… di grandezza? 5 stelle, Pd e suoi alleati, Liberi e Uguali. Poi si vedrà, ma intanto se si batte la destra si respira e si volta pagina.

A questo fine, più che l’eterno stantìo duello tra Pd e 5 stelle, forse è più utile una terza opzione, quella di sinistra. E in ogni caso è indispensabile aiutare ad andare a votare chi è lontano dalle urne.

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