Le dimissioni di Roberto De Luca “sono un gesto personale che lui ha fatto con grande serietà, grande rispetto perché dice di non aver fatto niente. Penso e spero che querelerà Di Maio che gli ha dato dell’assassino e spero che Di Maio rinunci all’immunità parlamentare, se è un uomo”. A In 1/2 ora in più Matteo Renzi torna a parlare dell’inchiesta della Procura di Napoli sullo smaltimento dei rifiuti in Campania che vede indagato il figlio del presidente della Regione. De Luca jr, che in seguito all’iscrizione nel registro degli indagati ha lasciato la carica di assessore al Bilancio del Comune di Salerno nelle cui vesti aveva incontrato l’ex boss dei rifiuti Nunzio Perrella, “è stato molto serio, si è dimesso perché abbiano un alibi in meno: Di Maio si è buttato sulla prima inchiesta…”, ha detto il segretario del Pd.

Che ha affrontato anche l’argomento delle grandi intese. A due settimane dal voto, l’ex premier non perde occasione per dire che non andrà al governo con Silvio Berlusconi, ma qualche distinguo sul passato lo fa: “Il patto del Nazareno io lo rifarei domani mattina perché i patti sulle riforme si fanno con quelli che non la pensano come te”. “La grande coalizione in Italia – ha detto ancora – c’è stata in questa legislatura perché Berlusconi e Bersani si sono messi d’accordo per far nascere un governo”.

Quando Lucia Annunziata domanda se ha intenzione di dare vita a un’alleanza con il centrodestra, il segretario risponde: “Assolutamente no, la stabilità del Paese non vale l’accordo con gli estremisti. Io confermo non faremo accordi con gli estremisti. Il centrodestra è a trazione leghista e la Lega e il M5S sono due estremismi e vorrei fosse chiaro che chi vuole fermare gli estremismi in Italia non può che votare Pd, anche chi magari non apprezza qualche scelta. Il Pd è l’unico argine alla crescita dell’estremismo in camicia verde e dell’estremismo sul blog, che è truffaldino“.

Il secondo distinguo Renzi lo fa proprio a proposito della formazione politica guidata da Matteo Salvini. Quando la conduttrice gli domanda se non intraveda il rischio di un ritorno del fascismo, l’ex premier replica: “No, non credo che ci sia il pericolo. Penso che la nostra democrazia sia molto più forte. Non credo che la Lega sia fascista, penso sia pericolosa per il futuro della democrazia di questo Paese”.

Il segretario smentisce anche presunte polemiche con alcuni ministri del suo governo: “Gentiloni, Minniti, Delrio, Orlando, facevano parte del mio governo. Nessuna polemica con i ministri: anzi sono grato a Minniti perché se in questi anni siamo riusciti a fare tanti eventi senza un solo incidente, vuol dire che l’Italia è forte e la qualità della sicurezza è superiore a quella di altri Paesi”. A cosa si riferisce Renzi? Alle parole con cui il ministro dell’Interno, interpellato da Bruno Vespa, ha aperto alla possibilità di un governo di larghe intese: “Farei parte di un governo di unità nazionale? Assolutamente sì, purché ci fosse anche il mio partito”.