Una vera e propria offensiva. Si muovono Regione Lombardia e le principali istituzioni economiche e culturali milanesi nella partita per la revoca dell’assegnazione dell’Ema ad Amsterdam, mentre il comune di Milano presenterà domani una richiesta di accesso agli atti. A quanto apprende l’Adnkronos a breve ci sarà un intervento della Regione Lombardia, della Camera di Commercio di Milano, di Confcommercio, di Assolombarda e del sistema universitario nel ricorso portato avanti dal sindaco Beppe Sala. Un “intervento ad aiuvandum per dare forza e sostenere le tesi del Comune”. Non ci si riesce a capacitarsi che a Milano ci siano un palazzo pronto che risponde a tutti i requisiti mentre ad Amsterdam abbiamo appena iniziato i lavori e che la sede provvisoria sia insufficiente a ospitare i 900 dipendenti.

Sala in campo, vuole essere sentito
In campo c’è personalmente il primo cittadino: “È grave che a distanza di così poco tempo si passi da due sedi provvisorie indicate ad un’altra e inoltre non c’è ancora nulla nella nuova sede – dice – Spero ardentemente che l’istanza che oggi pomeriggio firmo, e che chiede la mia audizione al Parlamento, venga concessa. So che è irrituale  ma credo che sia anche democratico chi con cautela, garbo ed educazione vuole portare la propria istanza. Se mi audissero, andrei solo per spiegare le nostre ragioni e per sottolineare perché noi stiamo facendo ricorso”. Che la sede provvisoria indicata da Amsterdam sia cambiata rispetto al dossier nel giro “di un mese”, secondo Sala, “è grave, perché evidentemente le sedi che hanno proposto erano un po’ buttate lì o non si sarebbero dovute cambiare. Il lavoro che noi abbiamo fatto evidentemente Amsterdam non l’ha fatto. Non aveva e non ha ancora una sede certa. Ed è grave anche che stiano dicendo che il prezzo d’affitto della sede definitiva sarà più alto di quello scritto nel dossier”. “Io non mi attacco solamente al punto di diritto – ha concluso – ma alla qualità che mostra delle chiare lacune in Amsterdam”.

Domani richiesta di accesso agli atti
“Domani – dice l’avvocato Francesco Sciaudone, managing partner di Grimaldi, lo studio legale che ha curato il ricorso – presenteremo per il Comune di Milano un’istanza di accesso agli atti a Commissione e Consiglio per verificare la documentazione che è stata presentata in fase di gara, così da appurare ad esempio se questa è stata modificata successivamente alla presentazione, quindi dopo che la stessa era stata valutata dalla Commissione. La questione è particolarmente importante perché è solo sulla base della documentazione iniziale che si sono potuti pronunciare gli Stati membri nell’ambito della ben nota votazione che ha poi portato al sorteggio”. Ma non solo. Gli avvocati formuleranno una richiesta e una petizione di audizione al Parlamento perché il sindaco possa rappresentare l’importanza che la selezione delle offerte avvenga in modo tale da non modificarne il contenuto dopo la presentazione delle stesse. “Questo perché -spiega l’avvocato – sta emergendo che vi sono numerosi cambiamenti nel contenuto dell’offerta valutata a suo tempo dall’Unione europea. Ed è un principio giuridico fondamentale che nelle selezioni non si possano modificare le offerte dopo la loro presentazione!”. L’obiettivo, sottolinea il legale, è quello di portare all’attenzione della Commissione Europea, del Parlamento e del Consiglio “tutti quegli elementi utili a valutare la questione non nell’interesse del Comune di Milano, quanto in quello europeo, dato che si tratta di farmaci, di vigilanza e fondi pubblici europei, e che la selezione serviva ad assicurare, in tutte le fasi, parità di trattamento e trasparenza nella individuazione della migliore nuova sede dell’Ema”.

Catricalà (ex Antitrust): “Olanda sembra non aver rispettato principi fondamentali di tutte le gare”
“Due principi nelle gare europee non possono essere derogati: la veridicità delle dichiarazioni da parte dei concorrenti e la non mutabilità delle condizioni che hanno costituito requisito o elemento essenziale per la partecipazione alla gara”. A sottolinearlo è Antonio Catricalà, giurista ed ex presidente dell’Antitrust, che spiega che se l’indiscrezione sul cambiamento della sede provvisoria per l’Ema indicata dall’Olanda fosse vera “non sarebbero stati rispettati due principi fondamentali di tutte le gare negli stati europei“. Interpellato dall’Adnkronos, Catricalà premette che “la procedura in Europa non è molto regolamentata ma – sottolinea – esistono due principi che non possono essere superati”, veridicità di quanto si dichiara, appunto, e non mutabilità delle condizioni indicate come requisito essenziale dell’offerta dopo l’esito della gara: “Se per partecipare a una gara io dichiaro di avere 80 operai non posso poi averne 50”. E allo stesso modo “non posso neanche cambiare quella che viene definita la sede provvisoria” dell’Ema come, secondo quanto scrive oggi il Corriere della sera, avrebbe fatto l’Olanda che nel dossier per la candidatura ha proposto come sede temporanea Tripolis Buregerweeshuispad 200 and 300 e Infinity Business center-Amstelveensewerg 500 ma indicando lo Spark Building dopo l’aggiudicazione. “Dal punto di vista giuridico mi sembra – se fosse vero- che non siano stati rispettati i due principi fondamentali di tutte le gare secondo quanto stabilisce la stessa direttiva dell’Europa” conclude Catricalà.

A Londra incontro tra direttore Ema e commissario europeo
Intanto il commissario europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis incontra oggi a Londra il direttore esecutivo dell’Ema Guido Rasi – il primo a lanciare l’allarme sulla situazione il 29 gennaio scorso – e il senior management dell’agenzia, prossima a lasciare Londra per trasferirsi ad Amsterdam. “Tenteremo di fornire un resoconto dell’incontro, come facciamo di solito – ha detto la vice portavoce capo della Commissione Europea Mina Andreeva, durante il briefing quotidiano con la stampa – non sono in grado di confermare che i costi” del trasferimento “saranno un argomento specifico della discussione”. Il commissario Andriukaitis “si occupa di questioni di salute” e, in ogni caso, “il problema dei costi dello spostamento delle agenzie non viene affrontato tramite la sala stampa. Ogni commissario è ben consapevole di cosa dicono i trattati europei. Capiamo il vostro interesse per questa materia, abbiamo già spiegato che cosa è stato omissato: c’è una decisione presa dagli Stati membri e se ci sono domande vanno indirizzate dall’altra parte della strada, cioè al Consiglio”.