“Tante volte abbiamo provato ad unirci, ad incollarci: ma quando fai così non è detto che gli elettori ci seguano. Non ci hanno seguito a Genova, a Sesto San Giovanni, a Como e in tantissime altri parti d’Italia. Quindi abbiamo deciso di far scegliere alla gente, perché si è aperta una voragine di diseguaglianze e non si battono le destre semplicemente unendoci senza costrutto. I lavoretti di due ore a settimana non sono occupazione, e chi non lo vede fa finta di non vedere la crisi che ancora colpisce larga parte dei cittadini: lì arrivano le destre, e chi è cieco rispetto a questa cosa non vede la mucca nel corridoio. Bisogna cambiare politiche”. Così Pierluigi Bersani, esponente di Liberi e Uguali, alla stampa che lo intervista a Montecitorio sulle alleanze dopo le scelte di Leu di sostenere il candidato del Pd nel Lazio ma non quello della Lombardia

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Elezioni, il vero volto del centrodestra: a Sesto una via per Craxi. E in Sicilia “la mafia si combatte senza giustizialismo”

prev
Articolo Successivo

Elezioni 2018, è gara a chi la spara più grossa. Ma non mancavano i soldi?

next